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Art. 118 Codice Civile

18 provvedimenti

Aggravamento servitù di passaggio: nuove costruzioni non bastano
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **aggravamento servitù di passaggio**. Due proprietarie di un fondo servente contestavano l'estensione del diritto di passaggio a nuove unità abitative costruite sul fondo dominante, chiedendo un'indennità. Sostenevano che l'aumento del traffico e il cambio di destinazione del fondo dominante da agricolo a residenziale aggravassero la servitù. La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la servitù era già destinata a esigenze residenziali e che la costruzione di nuove unità non comportava un aggravamento, poiché non mutava la destinazione economica del fondo né causava un pregiudizio dannoso al fondo servente. Le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese legali.
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Mancanza di motivazione: annullata sanzione geometra
Un professionista ha impugnato la sanzione disciplinare della sospensione per sessanta giorni inflitta dal proprio ordine professionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso rilevando una totale mancanza di motivazione nel provvedimento del Consiglio Nazionale. La decisione impugnata, infatti, presentava una coincidenza assoluta tra la parte relativa ai fatti e quella relativa al diritto, omettendo di spiegare le ragioni logico-giuridiche del rigetto dell'appello. Tale carenza impedisce di comprendere l'iter logico seguito dal giudice, violando il minimo costituzionale richiesto per la validità degli atti giudiziari.
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Litisconsorzio necessario tributario: sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato le sentenze di primo e secondo grado in una causa fiscale contro una società di persone. La decisione si fonda sul principio del litisconsorzio necessario tributario, poiché non tutti i soci erano stati inclusi nel giudizio, un vizio procedurale che invalida l'intero processo e impone di ricominciare dal primo grado.
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Garanzia vizi subappalto: quando agire contro di lui
Una società subappaltatrice ottiene un'ingiunzione di pagamento per lavori di tinteggiatura. La società appaltatrice si oppone, lamentando gravi difetti nell'opera. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, chiarisce i principi della garanzia vizi subappalto, affermando che l'appaltatore ha il diritto di agire contro il subappaltatore non appena il committente principale contesta i lavori, senza dover attendere un'azione legale. La Corte sottolinea inoltre che la fattura non è prova sufficiente del credito e che le eccezioni respinte in primo grado devono essere riproposte con appello incidentale.
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Danno comunitario: risarcimento nel pubblico impiego
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10573/2024, ha chiarito che l'abuso di contratti a termine nel pubblico impiego genera un "danno comunitario" risarcibile in via presuntiva. Tale risarcimento, di natura sanzionatoria, non richiede la prova di una specifica "perdita di chance" da parte del lavoratore. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva negato il risarcimento, affermando che la mancata partecipazione a concorsi non esclude il diritto all'indennizzo forfettario previsto dalla legge.
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Ricorso per cassazione: quando i motivi sono inammissibili
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11623/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione in una causa di usucapione. La decisione si fonda sul principio che i motivi di ricorso non possono limitarsi a riproporre le stesse tesi difensive già respinte nei gradi di merito, né possono mirare a un riesame dei fatti, specialmente in presenza di una "doppia conforme", ovvero due decisioni identiche nei gradi precedenti.
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Insolvenza società in liquidazione: il ruolo del credito
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di fallimento, stabilendo che per valutare l'insolvenza di una società in liquidazione è necessario considerare anche i controcrediti certi e di importo superiore ai debiti, pur se non ancora materialmente incassati al momento della dichiarazione. La sentenza impugnata aveva erroneamente ignorato un cospicuo credito della società, sorto il giorno prima della dichiarazione di fallimento, che da solo era sufficiente a compensare il debito e a escludere lo stato di insolvenza.
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Motivazione contraddittoria: sentenza tributaria nulla
Una società di servizi viene accusata di aver emesso fatture per operazioni inesistenti. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado annulla le sanzioni, ritenendo che l'Agenzia delle Entrate avesse ritirato le accuse. La Corte di Cassazione, tuttavia, rileva una motivazione contraddittoria nel giudizio di secondo grado, basato su un presupposto fattuale errato. La Cassazione cassa la sentenza, affermando che una decisione con affermazioni inconciliabili è nulla e deve essere riesaminata.
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Responsabilità intermediario finanziario: quando è esclusa
La Cassazione ha confermato la decisione che esclude la responsabilità di un intermediario finanziario per la truffa di un promotore. La condotta anomala e consapevole degli investitori ha interrotto il nesso causale, esonerando la banca da ogni risarcimento.
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Nota di accredito IVA: quando è legittima? Cassazione
Un consorzio turistico emetteva note di accredito IVA a favore dei consorziati dopo aver ricevuto un contributo pubblico. L'Agenzia fiscale contestava l'operazione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, chiarendo che per la legittimità della nota di accredito IVA è necessario provare il nesso diretto tra l'operazione originaria e la variazione, cosa che il giudice di merito non aveva verificato.
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Compensazione spese legali: no a motivazioni generiche
Una cittadina ottiene il diritto a un assegno sociale, ma la Corte d'Appello dispone la compensazione delle spese legali con una motivazione generica. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che la compensazione spese legali richiede ragioni specifiche e concrete, non essendo sufficienti formule di stile come il richiamo a 'recente giurisprudenza'. Viene riaffermato il principio secondo cui chi perde la causa paga le spese.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza società
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello in materia fiscale perché la società, parte necessaria del giudizio, non era stata correttamente citata. L'ordinanza sottolinea l'imprescindibilità del litisconsorzio necessario tra società di persone e soci nei contenziosi tributari, un vizio procedurale rilevabile d'ufficio che travolge la decisione di merito.
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Contributi previdenziali lavoratore: quando sono dovuti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10084/2025, ha chiarito che in caso di fallimento, il lavoratore ha diritto di insinuarsi al passivo per la retribuzione lorda, comprensiva della quota dei contributi previdenziali lavoratore che il datore di lavoro ha trattenuto ma non versato. La Corte ha stabilito che la mancata corresponsione dei contributi all'ente previdenziale rende il datore di lavoro debitore dell'intera somma verso il dipendente. Il ricorso della società fallita è stato quindi rigettato.
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Accertamento induttivo: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della commissione tributaria regionale relativa a un accertamento induttivo a carico di una società di ristorazione. Il giudice d'appello, pur confermando la decisione di primo grado che riconosceva parzialmente il debito, ne aveva minato le fondamenta negando i presupposti per l'accertamento stesso. La Cassazione ha ritenuto la sentenza insanabilmente contraddittoria e in violazione del principio del giudicato interno, poiché la legittimità dell'accertamento non era stata contestata in appello dalla contribuente.
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Incarichi extra dipendenti pubblici: l’ok del capo
Una docente accetta un incarico retribuito come presidente di una fondazione senza chiedere l'autorizzazione al proprio dirigente scolastico. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare e l'obbligo di restituire i compensi, stabilendo che per gli incarichi extra dipendenti pubblici è sempre necessaria l'autorizzazione esplicita dell'amministrazione di diretta appartenenza (la scuola), anche se un'altra entità pubblica ha conferito l'incarico.
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Responsabilità oggettiva depositario: Cassazione decide
Una società operante nel settore energetico è stata ritenuta responsabile per il mancato pagamento delle accise su prodotti petroliferi, illecitamente sottratti da un dipendente infedele. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la sua responsabilità oggettiva. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, secondo cui il depositario fiscale è sempre tenuto al pagamento, a meno che non si verifichi una distruzione fisica o una perdita irrimediabile del prodotto. La frode di terzi non è considerata una causa di esonero.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile?
Un contribuente sfida un prospetto di sintesi e un estratto di ruolo dopo aver richiesto una definizione agevolata, lamentando la mancata notifica delle cartelle sottostanti. La Corte di Cassazione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo e di atti simili è inammissibile. Senza la prova di un pregiudizio specifico e attuale, il contribuente non ha l'interesse ad agire necessario per avviare la causa, che viene quindi dichiarata inammissibile sin dall'origine.
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Data Certa Cambiale: no alla marca da bollo datata
Una società creditrice ha richiesto di essere ammessa al passivo di un fallimento sulla base di alcune cambiali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17541/2025, ha stabilito che la semplice presenza di una marca da bollo datata su una cambiale non è sufficiente a fornire la prova della 'data certa cambiale', necessaria per renderla opponibile alla curatela. Secondo la Corte, per ottenere la data certa sono necessari eventi più sicuri, come un timbro postale di annullamento, che colleghino in modo inequivocabile la data al documento.
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