LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Nesso Causale — Anno 2023

Pagina 7 di 11

210 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Nesso Causale

Provvedimenti

Obblighi informativi banca: causa estinta prima del verdetto finale
Due investitori avevano acquistato obbligazioni ad alto rischio, subendo ingenti perdite. Avevano quindi citato in giudizio la banca per violazione degli obblighi informativi. La Corte d'Appello aveva dato torto agli investitori, ritenendo che avrebbero compiuto gli stessi investimenti anche se fossero stati informati correttamente. Il caso è arrivato in Cassazione, ma prima che la Corte potesse decidere, le parti hanno raggiunto un accordo, rinunciando reciprocamente ai ricorsi. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo la vicenda senza una sentenza sul merito della questione.
Continua »
Marciapiede rotto: risarcimento dimezzato per concorso di colpa
Un professionista cade a causa di un marciapiede dissestato, situato proprio sulla strada che percorre ogni giorno per recarsi al suo studio. Il Comune, responsabile della manutenzione, viene citato per danni. Tuttavia, i giudici riducono il risarcimento del 50% applicando il principio del concorso di colpa del danneggiato. La Cassazione conferma questa decisione, stabilendo che la familiarità della vittima con il luogo e il pericolo rendeva prevedibile l'incidente. Il cittadino, pur avendo diritto a strade sicure, ha il dovere di usare una maggiore cautela quando conosce lo stato di pericolo, e la sua disattenzione contribuisce a causare il danno.
Continua »
Firma Falsa: Risarcimento Danno Negato per Tolleranza del Titolare
Un correntista, dopo aver subito un accertamento fiscale a causa di operazioni bancarie eseguite dalla ex moglie con firma falsa, chiede il risarcimento dei danni alla stessa e alle banche. La Cassazione nega il risarcimento danno firma falsa. I giudici stabiliscono che il comportamento del correntista, che per anni ha ricevuto gli estratti conto senza mai contestare le operazioni pur essendone a conoscenza, costituisce una tolleranza colpevole. Questa sua negligenza ha interrotto il nesso causale tra la falsificazione e il danno, rendendolo di fatto l'unico responsabile delle conseguenze negative subite. La sua passività ha avuto un peso maggiore della stessa falsificazione.
Continua »
Anziana perde risparmi: Banca condannata per obblighi informativi
L'erede di un'anziana investitrice, priva di istruzione e di esperienza, cita in giudizio una banca e un promotore per averla indotta a effettuare investimenti rischiosi che hanno causato perdite economiche. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sugli obblighi informativi dell'intermediario finanziario. Grava sulla banca, e non sul cliente, l'onere di provare di aver fornito informazioni chiare e complete sui rischi di ogni singola operazione. L'omissione di tali informazioni crea una presunzione di danno per il cliente. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame basato su questo principio, dando ragione all'erede.
Continua »
Visita la casa ma non paga l’agenzia: negato il diritto alla provvigione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla provvigione del mediatore a un'agenzia immobiliare che si era limitata a organizzare una singola visita dell'immobile. Successivamente, l'acquirente aveva concluso l'affare trattando direttamente con il proprietario. Secondo la Corte, una sola visita, se non seguita da una reale attività di mediazione che metta in relazione le parti e avvii una trattativa, non è sufficiente a creare il 'nesso causale' necessario per far sorgere il diritto al compenso. L'intervento del mediatore deve essere un anello fondamentale della catena che porta alla vendita, non un evento isolato e privo di sviluppi. L'agenzia ha quindi perso la causa e non ha ottenuto la provvigione.
Continua »
Responsabilità del vettore: cade in nave, la compagnia paga
Una passeggera cade a bordo di una motonave a causa di un dislivello nel pavimento e chiede il risarcimento. La sua domanda viene respinta nei primi due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, però, ribalta la decisione. I giudici supremi chiariscono il principio della responsabilità del vettore: è sufficiente che il passeggero dimostri di essere caduto a causa di una condizione oggettiva del mezzo durante il viaggio. Non deve provare la specifica anomalia o la sua pericolosità. Spetta invece alla compagnia di navigazione dimostrare di aver adottato tutte le misure per evitare il danno. La Corte ha quindi dato ragione alla passeggera, annullando la sentenza precedente.
Continua »
Non guidava, ma è colpevole: la posizione di garanzia del proprietario
La Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo del titolare di un'azienda di trasporti, il cui semirimorchio in sosta vietata fu causa di un incidente mortale. Sebbene non avesse parcheggiato lui il mezzo, la sua consapevolezza della situazione pericolosa, protratta per giorni davanti al suo deposito, ha fatto sorgere una 'posizione di garanzia del proprietario'. Questo obbligo giuridico gli imponeva di agire per rimuovere il pericolo. La condotta spericolata del conducente dell'auto non è stata ritenuta sufficiente a interrompere il nesso causale, poiché le norme sulla sosta vietata mirano a prevenire proprio questo tipo di rischi.
Continua »
Lesioni stradali per svolta a sinistra: condanna anche con colpa del motociclista
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un automobilista per lesioni stradali per svolta a sinistra. L'imputato, svoltando, aveva causato un violento scontro con un motociclo proveniente dalla direzione opposta. Secondo i giudici, il conducente che effettua una svolta a sinistra ha l'obbligo assoluto di assicurarsi di non creare pericolo, prima e durante tutta la manovra. La Corte ha stabilito che la responsabilità penale dell'automobilista non viene esclusa nemmeno da una possibile condotta imprudente del motociclista, come il mancato uso di un casco idoneo, poiché tale circostanza non è un evento eccezionale e imprevedibile tale da interrompere il nesso causale.
Continua »
Fornitura mancata: niente risarcimento del danno senza prova
Un'azienda importatrice ha citato in giudizio un fornitore di frutta per la mancata consegna di una partita di mele, chiedendo il risarcimento del danno da inadempimento. Il danno richiesto consisteva nella differenza di prezzo pagata per acquistare la merce da altri fornitori. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, respingendo la richiesta. Il motivo è la mancata prova del danno effettivo e del nesso causale tra l'inadempimento del fornitore e i maggiori costi sostenuti. L'azienda non è riuscita a dimostrare concretamente la sua perdita economica, rendendo la sua pretesa infondata. Di conseguenza, il fornitore ha vinto la causa.
Continua »
Danno da ritardo appalto pubblico: condanna senza prove di spesa
Un Comune ha chiesto il risarcimento a una professionista per errori di progettazione che hanno causato un grave ritardo nel completamento di un'opera pubblica. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della professionista, stabilendo un principio importante sul danno da ritardo appalto pubblico. Anche in assenza di prove specifiche sui maggiori costi sostenuti, il danno può essere riconosciuto e liquidato dal giudice in via equitativa. Questo perché l'aumento dei costi dei materiali e della manodopera nel tempo è un 'fatto notorio', cioè una circostanza così conosciuta da non richiedere dimostrazione. La professionista ha quindi dovuto risarcire il Comune per il danno causato dal ritardo.
Continua »
Danni da Alluvione: la Prescrizione parte dall’Indagine Penale
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla decorrenza della prescrizione per il risarcimento danni a seguito di un'alluvione. Alcuni cittadini avevano citato in giudizio un Ministero per i danni subiti a causa dell'esondazione di un fiume, avvenuta molti anni prima. La Corte ha chiarito che il termine per chiedere il risarcimento non parte dal momento in cui si ha la certezza scientifica assoluta sulle cause del disastro, ma da quando il danneggiato ha la possibilità, con normale diligenza, di conoscere la potenziale responsabilità di un terzo. In questo caso, il rinvio a giudizio di un tecnico del Ministero è stato ritenuto un momento sufficiente per far partire il conteggio della prescrizione. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento dei cittadini è stata considerata tardiva e respinta.
Continua »
Danni da Alluvione: Prescrizione non attende la Certezza Assoluta
Un'officina ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture il risarcimento per i danni subiti a causa di un'alluvione del 1992. La Cassazione ha respinto la richiesta perché presentata fuori tempo massimo. La Corte ha stabilito un principio chiave sulla decorrenza della prescrizione del risarcimento danni: il termine non parte dal momento in cui si ha la certezza scientifica assoluta della colpa, ma da quando il danneggiato ha, o avrebbe potuto avere con normale diligenza, una sufficiente conoscenza del legame tra il danno e la condotta di un terzo. In questo caso, il rinvio a giudizio di un tecnico del Ministero nel 2000 era un fatto sufficiente per avviare il conteggio. La richiesta, inviata solo nel 2015, è stata quindi considerata tardiva e il diritto al risarcimento prescritto.
Continua »
Danni da alluvione: la decorrenza della prescrizione salva lo Stato
La Corte di Cassazione affronta il tema della decorrenza della prescrizione per una richiesta di risarcimento danni contro un Ministero, a seguito di un'alluvione avvenuta nel 1992. I cittadini danneggiati avevano agito in giudizio molti anni dopo. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il termine per chiedere i danni non parte dal giorno dell'evento dannoso, ma dal momento in cui i danneggiati hanno avuto, o avrebbero potuto avere con normale diligenza, una conoscenza sufficiente della causa del danno e della responsabilità di un soggetto terzo. In questo caso, il rinvio a giudizio di un tecnico del Ministero è stato identificato come il momento di tale conoscenza. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento, presentata troppo tardi, è stata respinta perché il diritto era ormai prescritto.
Continua »
Danni da Alluvione e Prescrizione: Risarcimento Negato
Una cittadina chiede al Ministero il risarcimento per i danni subiti a causa di un'esondazione avvenuta nel 1992, sostenendo che il suo diritto non fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sulla decorrenza prescrizione risarcimento danni. Il termine non parte dalla data in cui si ha la certezza giudiziaria della causa del danno, ma dal momento in cui il danneggiato, con ordinaria diligenza, poteva avere sufficiente conoscenza del danno e del suo possibile collegamento alla condotta di un terzo. In questo caso, il rinvio a giudizio di un tecnico del Ministero era un fatto sufficiente a far partire il conteggio, rendendo la successiva richiesta di risarcimento tardiva e quindi prescritta.
Continua »
Omicidio colposo stradale: condanna anche se la vittima sbaglia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo stradale a carico di un automobilista che, immettendosi in una rotatoria senza dare la precedenza, aveva causato la morte di un motociclista. Secondo i giudici, la violazione della norma sulla precedenza è la causa principale e determinante dell'incidente. Il presunto concorso di colpa della vittima, che secondo la difesa viaggiava a velocità sostenuta e con il casco non allacciato correttamente, non è sufficiente a escludere la responsabilità penale dell'automobilista. La sua condotta imprudente ha reso inevitabile l'impatto. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
Continua »
Lesioni Stradali Colpose: Condannato Anche Senza Scontro Diretto
Un automobilista viene condannato per lesioni stradali colpose dopo aver causato la caduta di un motociclista con una svolta a sinistra. Pur non essendoci stato un impatto diretto, la Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del conducente. La sua manovra imprudente, tagliando la strada al motociclo, è stata ritenuta la causa diretta dell'incidente. L'automobilista aveva invaso l'altra corsia senza fermarsi e senza accorgersi del veicolo che sopraggiungeva. Il suo ricorso è stato respinto perché i motivi erano generici e non contestavano specificamente le argomentazioni della sentenza di primo grado, rendendo la condanna definitiva.
Continua »
Omicidio colposo stradale: condanna anche se la vittima correva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo stradale a carico di un'automobilista. La conducente si era immessa nel traffico partendo da una sosta e attraversando la carreggiata in un punto vietato dalla linea continua. In quel momento, si è scontrata con un motociclo che sopraggiungeva a velocità eccessiva, causando la morte del conducente. Secondo i giudici, la manovra illecita dell'automobilista è stata la causa scatenante dell'incidente. L'alta velocità del motociclista, pur essendo una violazione, non è stata considerata un evento imprevedibile tale da interrompere il nesso causale, ma solo un concorso di colpa. Di conseguenza, la responsabilità penale dell'automobilista è stata confermata.
Continua »
Contratto a termine illegittimo: Azienda non prova, Lavoratore vince
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza che dichiarava un contratto a termine illegittimo. Un lavoratore era stato assunto da una compagnia aerea per sostituire personale assente per ferie. L'azienda, però, non è riuscita a dimostrare il collegamento diretto (nesso causale) tra l'assunzione del lavoratore e le specifiche assenze da coprire. Secondo i giudici, l'onere di fornire questa prova specifica spetta interamente al datore di lavoro. La mancanza di tale prova ha reso nulla la clausola del termine, portando alla condanna dell'azienda al pagamento di un risarcimento. Il lavoratore ha quindi vinto la causa.
Continua »
Concorso in bancarotta: famiglia svuota l’azienda, condannati
La Cassazione ha condannato per bancarotta fraudolenta gli amministratori di una società e i loro familiari. Questi ultimi, tramite una nuova azienda, avevano beneficiato del trasferimento sistematico di beni e contratti dalla società poi fallita. La Corte ha ribadito il principio del concorso dell'extraneus in bancarotta: anche chi non ha cariche formali risponde del reato se partecipa consapevolmente alle operazioni distrattive. Non è necessario aver causato il fallimento, è sufficiente la consapevolezza di impoverire il patrimonio sociale a danno dei creditori. La condanna è stata quindi confermata per tutti i soggetti coinvolti nel disegno fraudolento.
Continua »
Falso in D.I.A.: amministratore assolto, la dichiarazione è parziale
Un amministratore di condominio viene accusato di falso in dichiarazione di inizio attività (D.I.A.) per aver attestato l'assenza di abusi edilizi. Alcuni condomini lo denunciano, sostenendo che esistevano illeciti in un'altra ala del palazzo. La Corte di Cassazione conferma l'assoluzione dell'amministratore. Il principio sancito è che la dichiarazione contenuta nella D.I.A. si riferisce esclusivamente alla porzione di immobile interessata dai lavori e non all'intero edificio. Di conseguenza, non sussiste il reato se gli abusi si trovano in una parte diversa da quella oggetto di intervento. L'appello dei condomini viene dichiarato inammissibile.
Continua »