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Mobbing Sul Lavoro

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mobbing sul Lavoro: Quando i Conflitti Non Bastano per il Risarcimento
Una Lavoratrice ha citato in giudizio l'Università, chiedendo il risarcimento per dequalificazione professionale, demansionamento e mobbing sul lavoro. La Corte d'Appello aveva respinto la sua domanda, ritenendo assenti prove di un intento persecutorio. La Lavoratrice ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato la decisione precedente, stabilendo che i conflitti interpersonali o l'assegnazione a compiti diversi non configurano mobbing senza un chiaro disegno persecutorio unificante. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della Lavoratrice alle spese.
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Mobbing sul Lavoro: Cassazione Rifiuta Ricorso, Azienda Non Responsabile
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una Lavoratrice che denunciava mobbing sul lavoro da parte dell'Azienda. I giudici di merito avevano già escluso sia il mobbing che lo straining, non riscontrando prove di comportamenti discriminatori o ritorsivi e ritenendo le allegazioni troppo generiche. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e che l'obbligo di sicurezza del datore di lavoro (Art. 2087 c.c.) non implica una responsabilità oggettiva. La Lavoratrice non ha fornito prove sufficienti della condotta colposa dell'Azienda. Di conseguenza, la Lavoratrice ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Mobbing sul lavoro: prova e risarcimento del danno
Il caso riguarda un dipendente che ha citato in giudizio il datore di lavoro richiedendo il risarcimento per una malattia professionale derivante da mobbing sul lavoro. Il Tribunale ha analizzato diverse condotte, tra cui trasferimenti e sanzioni, concludendo che mancava la prova di un intento persecutorio sistematico. Il ricorso è stato rigettato poiché le scelte datoriali erano giustificate da reali esigenze organizzative o erano reazioni legittime a condotte indisciplinate del lavoratore.
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Mobbing sul lavoro: risarcimento e danno biologico
La Corte d'Appello ha confermato il diritto di una lavoratrice all'indennizzo per mobbing sul lavoro. Nonostante la contestazione dell'ente previdenziale, una nuova perizia medica ha accertato il nesso causale tra le condotte vessatorie del superiore e l'insorgenza di un disturbo da adattamento persistente, quantificando un danno biologico del 6%.
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Mobbing sul lavoro: quando la prova non basta
Una dipendente sanitaria chiedeva il risarcimento per presunto mobbing sul lavoro. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano escluso il carattere persecutorio delle condotte del datore di lavoro e il nesso causale con il danno lamentato. Il caso sottolinea l'importanza di una prova rigorosa del mobbing.
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