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Materiale Captativo

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'insieme delle registrazioni audio, video e delle trascrizioni ottenute tramite attività di intercettazione autorizzate da un giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Intercettazioni per spaccio: condanna confermata in Cassazione
L'Imputato è stato condannato per cessione e detenzione di sostanze stupefacenti di lieve entità sulla base delle intercettazioni per spaccio effettuate dagli inquirenti. Non rassegnandosi al giudizio di merito, L'Imputato ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione per contestare la responsabilità penale, la valutazione delle prove e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno chiarito che le intercettazioni per spaccio costituiscono una prova pienamente valida se sorrette da una motivazione logica e rigorosa. Inoltre, la presenza di precedenti penali specifici impedisce la concessione dello sconto di pena. L'Imputato perde il ricorso e subisce la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Riparazione per ingiusta detenzione: negata all’assolto
Il Ricorrente, dopo essere stato assolto in via definitiva dall'accusa di traffico internazionale di stupefacenti perché non vi era prova che fosse sua la voce nelle intercettazioni, ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione per il periodo trascorso in carcere. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ritenendo che l'uomo avesse causato la misura cautelare con colpa grave, rivalutando autonomamente le intercettazioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ricorrente, stabilendo che il giudice della riparazione non può considerare ostative all'indennizzo condotte o fatti che il giudice del merito ha espressamente escluso o ritenuto non provati nel processo penale. La decisione è stata quindi annullata con rinvio.
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Prove da Chat Criptate: Valide Anche se Acquisite all’Estero
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'inutilizzabilità prove da chat criptate (Encrochat e Sky-Ecc) ottenute da autorità francesi tramite Ordine Europeo di Indagine. Un indagato per ricettazione di un motociclo sosteneva che tali prove fossero inutilizzabili perché il giudice italiano non aveva verificato la legittimità della procedura di acquisizione francese. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: vige una presunzione di legittimità dell'attività investigativa estera. I dati decriptati 'ex post' non sono intercettazioni, ma prove documentali acquisite ai sensi dell'art. 234-bis c.p.p., e quindi pienamente utilizzabili nel processo italiano senza necessità di un controllo sulla procedura straniera.
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Recidiva stupefacenti: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati condannati per detenzione e spaccio di stupefacenti. La sentenza affronta temi cruciali come la valutazione della prova basata su intercettazioni, i criteri per il riconoscimento della recidiva stupefacenti anche in presenza di precedenti per reati di diversa natura, e l'applicazione del principio del 'ne bis in idem'. La Corte ha confermato la validità delle decisioni dei giudici di merito, sottolineando come la reiterazione di condotte illecite, anche se diverse, possa indicare una maggiore pericolosità sociale del reo.
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Rimessione in termini e mole di intercettazioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la rimessione in termini per esaminare un'enorme quantità di intercettazioni. La difesa sosteneva che il poco tempo a disposizione costituisse forza maggiore, ma la Corte ha ritenuto che la mera difficoltà organizzativa non fosse sufficiente a giustificare la deroga ai termini processuali.
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