L'Imputato è stato condannato per porto illegale di arma clandestina e ricettazione. La difesa ha impugnato la sentenza contestando l'applicazione della recidiva reiterata. Secondo i difensori, il positivo esito dell'affidamento in prova ai servizi sociali aveva estinto gli effetti penali delle condanne precedenti, impedendo l'aumento di pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, sebbene l'affidamento in prova estingua gli effetti delle pene incluse nel cumulo specifico, l'estinzione non si estende ad altri gravi reati commessi dall'Imputato tra il 1991 e il 2013, esclusi da quel provvedimento. La persistente pericolosità sociale dell'Imputato, dimostrata dal possesso di una pistola con matricola abrasa per difesa personale, giustifica pienamente la recidiva reiterata. Di conseguenza, la condanna a quattro anni di reclusione resta confermata.
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