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Manleva — Anno 2025

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182 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Manleva

Provvedimenti

Disconoscimento sottoscrizione: la Cassazione decide
Un imprenditore tenta un disconoscimento sottoscrizione su dei contratti di finanziamento. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, sottolineando che il giudice di merito non deve basarsi solo sulla perizia grafica, ma può considerare anche prove logiche e presuntive. La Corte ha inoltre ribadito che le critiche alla consulenza tecnica d'ufficio devono essere specifiche e autosufficienti, non generiche, per essere prese in esame.
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Rimborso spese legali pubblico dipendente: le regole
Un amministratore di un ente pubblico, assolto in un giudizio contabile, veniva citato in giudizio dal proprio avvocato per il pagamento delle spese legali. L'amministratore chiedeva quindi di essere tenuto indenne dall'ente. La Corte d'Appello accoglieva la domanda di manleva, ma l'ente ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto le questioni sollevate (legge applicabile, obbligatorietà del parere di congruità dell'Avvocatura dello Stato e necessità del 'comune gradimento' sul legale) di particolare importanza, rinviando la causa a pubblica udienza per una decisione sul tema del rimborso spese legali pubblico dipendente.
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Responsabilità proprietario: chi paga i danni?
Un condominio ha citato in giudizio il proprietario di un locale adiacente per i danni derivanti da un impianto fognario difettoso che transitava nella sua proprietà. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del proprietario, stabilendo che la mancata riparazione di un difetto noto costituisce una colpa omissiva. Viene quindi affermato il principio della responsabilità proprietario anche in assenza di un'azione diretta, con l'obbligo di risarcire i costi per il ripristino della situazione originaria.
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Querela di falso: chi è il legittimo convenuto?
Una cittadina avvia una querela di falso per contestare la notifica di alcune cartelle di pagamento. L'ente di riscossione chiama in causa la società postale responsabile della notifica. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale chiamata è inammissibile: l'unico legittimo convenuto nella querela di falso è il soggetto che intende avvalersi del documento contestato. La sentenza che accerta il falso ha infatti efficacia verso tutti (erga omnes), rendendo superflua la partecipazione di terzi al giudizio.
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Accordo transattivo: chi paga i contributi del datore?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un accordo transattivo, la dicitura 'somma lorda' si riferisce all'importo al lordo delle sole trattenute fiscali e previdenziali a carico del lavoratore. I contributi a carico del datore di lavoro rimangono un suo onere, a meno che non sia esplicitamente pattuito il contrario. Il caso riguardava un'opposizione a precetto in cui un'università aveva detratto anche la quota contributiva datoriale dalla somma pattuita con una dipendente in sede di conciliazione, pratica ritenuta illegittima dalla Corte.
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Canone depurazione non dovuto: onere della prova
Una società di gestione idrica è stata condannata a rimborsare agli utenti il canone di depurazione non dovuto a causa di un servizio inefficiente. La società ha impugnato la decisione sostenendo che gli utenti non avessero provato i pagamenti e che la responsabilità fosse di altri enti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta alla società convenuta provare i fatti che potrebbero ridurre il rimborso dovuto, confermando così il diritto degli utenti alla restituzione.
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Assicurazione responsabilità civile: la polizza copre?
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire i danni da infiltrazione causati dalla rottura di una condotta, si è vista negare la copertura dalla propria assicurazione. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene chiarendo i principi di interpretazione del contratto di assicurazione responsabilità civile. La Corte ha stabilito che la clausola di esclusione per 'infiltrazione' deve essere interpretata restrittivamente e non si applica ai danni a immobili causati da perdite d'acqua. La sentenza è stata cassata solo per la mancata applicazione della franchigia prevista in polizza.
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Responsabilità del vettore: il caso del subvettore
La Corte di Cassazione conferma la piena responsabilità del vettore per la perdita di merce, anche quando il trasporto è stato subappaltato a un terzo (subvettore). La sentenza chiarisce che il vettore principale risponde direttamente del fatto doloso o della colpa grave del subvettore e dei suoi ausiliari, specialmente in caso di scelta negligente di quest'ultimo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'impresa di trasporti, condannandola a risarcire la compagnia assicurativa del mittente per il valore della merce smarrita.
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Competenza territoriale appalti: decide la sede INPS
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza territoriale in materia di appalti. In caso di responsabilità solidale del committente per i contributi previdenziali non versati dal subappaltatore, il tribunale competente è quello del luogo in cui ha sede l'ufficio dell'ente previdenziale incaricato della riscossione, e non quello della sede del committente. Questo principio sulla competenza territoriale negli appalti vale anche se è il committente a iniziare la causa per contestare il debito.
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Nullità compravendita immobiliare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la nullità di una compravendita immobiliare per difformità urbanistiche non dichiarate nell'atto di vendita. La sentenza chiarisce che la nullità sussiste sia per vizi formali (omessa menzione di tutti i titoli edilizi) sia sostanziali (immobile non conforme), a prescindere dalla potenziale sanabilità delle irregolarità. Viene inoltre esclusa la responsabilità del direttore dei lavori, attribuendo l'intera colpa alla condotta del venditore che ha stipulato il rogito pur consapevole delle pendenze amministrative.
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Spese legali dirigente: quando paga la banca?
Un gruppo bancario ha impugnato una decisione che lo obbligava a coprire le spese legali di un ex dirigente, assolto dall'accusa di false comunicazioni sociali. La Cassazione ha stabilito che l'obbligo di copertura previsto dal contratto collettivo non si applica se il reato contestato crea un conflitto di interessi con l'azienda. Ha inoltre ritenuto erroneamente inammissibile la domanda di risarcimento della banca contro il dirigente, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Polizza condominiale: motivazione apparente annulla
Una società citava in giudizio un condominio per danni da infiltrazioni. Il condominio chiamava in causa la propria assicurazione, la quale negava la copertura. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che escludeva l'indennizzo, ritenendo la sua motivazione incomprensibile e meramente apparente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame sull'interpretazione della polizza condominiale.
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Risarcimento danno preesistenze: la Cassazione chiarisce
La Cassazione chiarisce i criteri per il risarcimento danno preesistenze. In un caso di malasanità, la Corte stabilisce che il danno va calcolato sottraendo il valore dell'invalidità preesistente e tenendo conto della durata effettiva della vita del danneggiato, se deceduto per cause indipendenti prima della fine del giudizio. Viene inoltre confermato che l'interpretazione letterale del contratto assicurativo è decisiva per individuare i soggetti coperti da polizza.
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Ricorso inammissibile: le sanzioni per lite temeraria
Un ex amministratore di condominio, condannato a restituire somme, vede il suo appello dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte non solo conferma la decisione, ma lo condanna anche per lite temeraria, evidenziando come un ricorso inammissibile e privo di fondamento possa comportare gravi conseguenze economiche, inclusa la condanna al pagamento di ulteriori somme a titolo di sanzione.
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Rinnovazione notificazione nulla in Cassazione: Analisi
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di risarcimento danni da infiltrazioni idriche, focalizzandosi su due questioni procedurali cruciali: la necessità di una rinnovazione notificazione del ricorso a una parte rimasta contumace in appello e la rilevanza nomofilattica delle nuove norme sulla sinteticità degli atti giudiziari. La Corte ha ordinato la rinnovazione della notifica e ha rinviato il caso a pubblica udienza per discutere la questione delle nuove regole processuali.
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Compensazione spese legali: la motivazione è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che aveva disposto la compensazione spese legali tra le parti senza fornire alcuna motivazione. Nel caso, un privato cittadino aveva contestato tale decisione, ottenendo ragione. La Suprema Corte ha ribadito che il provvedimento di compensazione deve sempre essere supportato da ragioni chiare ed esplicite, anche secondo le norme vigenti prima del 2005. La decisione impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Appello incidentale tardivo: la Cassazione decide
In un caso di responsabilità professionale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore, chiarendo le regole sull'appello incidentale tardivo. La Corte ha stabilito, conformemente a una recente sentenza delle Sezioni Unite, che l'impugnazione incidentale è ammissibile anche se l'interesse a proporla preesisteva all'appello principale. La decisione ha confermato la drastica riduzione del risarcimento del danno precedentemente disposta dalla Corte d'Appello.
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Responsabilità custode strada: quando l’ente paga?
Un ciclista cade a causa di una buca non segnalata durante una gara. La Cassazione conferma la responsabilità del custode della strada, in questo caso il Comune, chiarendo i principi della responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c. Viene respinta la tesi del concorso di colpa del danneggiato, poiché la buca è stata ritenuta un'insidia imprevedibile e inevitabile. La sentenza sottolinea che la responsabilità del custode è esclusa solo dalla prova del caso fortuito, non fornita dall'ente.
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Vizi occulti: no aliud pro alio, costruttore non paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che gravi difetti strutturali in un immobile venduto non configurano automaticamente un'ipotesi di 'aliud pro alio', ma rientrano nella garanzia per vizi occulti, soggetta a prescrizione annuale. La Corte ha inoltre escluso la responsabilità dell'impresa costruttrice per i difetti derivanti da un progetto errato, a meno che gli errori non siano palesemente riconoscibili, confermando invece la responsabilità del progettista.
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Giudicato penale: non vincola il giudizio civile
Una donna, ferita gravemente dall'elica di un aereo, aveva intentato una causa civile per risarcimento danni. Nel frattempo, i responsabili venivano assolti in sede penale. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta di risarcimento, ritenendola vincolata dal giudicato penale. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, poiché l'azione civile era stata avviata prima della sentenza penale, essa doveva procedere autonomamente. La sentenza penale di assoluzione, in questo caso, non ha efficacia preclusiva.
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