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Manifestamente Infondato — Anno 2025

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494 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Manifestamente Infondato

Provvedimenti

Inammissibilità del ricorso e la Riforma Cartabia
Un soggetto condannato per tentato furto pluriaggravato presenta ricorso in Cassazione. La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso, ritenendo manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sulle nuove norme procedurali (Riforma Cartabia) e giudicando generici e ripetitivi gli altri motivi di appello, come lo stato di necessità e la speciale tenuità del danno. La decisione sottolinea l'importanza del rigore formale e della specificità nella redazione degli atti di impugnazione.
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Minaccia grave: quando è procedibile d’ufficio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia grave. L'imputato sosteneva che la remissione di querela avrebbe dovuto estinguere il reato. La Corte ha ribadito che, quando la minaccia è aggravata dall'uso di un'arma (in questo caso un coltello), il reato diventa procedibile d'ufficio, rendendo irrilevante la volontà della parte offesa.
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Ricorso inammissibile e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8764/2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per furto aggravato. La Corte ha stabilito che la prescrizione, maturata dopo la sentenza d'appello, non può essere dichiarata a causa dell'inammissibilità del ricorso, che impedisce al giudice di esaminare il merito della causa.
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Inammissibilità ricorso: i limiti del giudizio penale
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per furto aggravato. I motivi, relativi a circostanze attenuanti, quantificazione della pena e spese di giudizio, sono stati giudicati generici e manifestamente infondati. La decisione ribadisce la limitata revisione della Corte nel giudizio di legittimità e il potere discrezionale del giudice di merito nella valutazione della pena, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Possesso documenti falsi: quando è reato più grave?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8805/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa e possesso di documenti falsi. La Corte ha confermato che il possesso di un documento d'identità recante la propria fotografia ma generalità altrui integra la fattispecie aggravata del reato (art. 497-bis, comma 2, c.p.), poiché tale circostanza implica la partecipazione attiva dell'imputato alla contraffazione del documento stesso. Confermato anche il diniego delle attenuanti generiche.
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Minaccia aggravata: quando è procedibile d’ufficio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia aggravata. La Corte chiarisce che, se il reato è commesso da più persone riunite, la procedibilità è d'ufficio e non richiede la querela della persona offesa. Di conseguenza, il motivo di ricorso basato sulla mancanza di tale condizione di procedibilità è stato ritenuto manifestamente infondato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Falsa attestazione sull’età: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per falsa attestazione sull'età a un pubblico ufficiale. La Corte ha ritenuto che la valutazione della maggiore età, basata non solo sull'età ossea ma anche sullo sviluppo dentario e su un precedente penale specifico, fosse stata correttamente motivata dalla Corte d'Appello. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, senza addurre prove nuove e decisive.
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Ricorso inammissibile: quando è privo di specificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta semplice. Il motivo del ricorso è stato giudicato manifestamente infondato e privo di specificità, poiché non si confrontava adeguatamente con le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile presentato da un imputato, condannato per furto in abitazione. Il motivo del ricorso è stato giudicato manifestamente infondato e non specifico, confermando la decisione della Corte d'Appello e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi e discrezionalità pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi del ricorso, relativi a un presunto vizio di notifica e all'eccessività della pena, sono stati respinti. La Corte ha evidenziato la carenza di interesse del ricorrente sul vizio procedurale, dato l'esito favorevole del giudizio precedente, e ha ribadito che la determinazione della pena è un potere discrezionale del giudice di merito non sindacabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivato.
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Reato di rapina: quando la violenza è successiva?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentata rapina. Il ricorso si basava sulla presunta illogicità della motivazione. La Corte ha ribadito un principio fondamentale sul reato di rapina: non è necessaria la simultaneità tra la sottrazione dei beni e l'uso della violenza o della minaccia. È sufficiente che la violenza sia utilizzata per mantenere il possesso della refurtiva o per garantirsi l'impunità, purché l'azione mantenga la sua unitarietà.
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Valutazione recidiva: Cassazione chiarisce criteri
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che contestava l'applicazione della recidiva. L'ordinanza ribadisce che la valutazione recidiva non può fondarsi solo sulla gravità del nuovo reato, ma richiede un'analisi concreta, basata sull'art. 133 c.p., per accertare se le condanne passate indichino una persistente inclinazione al delitto che ha influenzato la commissione del nuovo illecito.
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Ricusazione giudice: quando è manifestamente infondata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputate contro l'ordinanza che aveva respinto la loro istanza di ricusazione del giudice. Secondo la Corte, le normali attività procedurali, come l'ammissione di prove, non costituiscono un'anticipazione di giudizio e non giustificano la ricusazione del giudice. La manifesta infondatezza dell'istanza iniziale legittima la decisione senza udienza ('de plano').
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Concorso in estorsione: il ruolo della carta prepagata
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per concorso in estorsione. La sentenza conferma che fornire la propria carta prepagata per ricevere il denaro illecito e poi prelevarlo costituisce una piena partecipazione al reato, giustificando la condanna e il diniego delle attenuanti generiche.
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Falso in atto pubblico: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di falso in atto pubblico. Il motivo del ricorso, basato sulla presunta assenza di dolo, è stato giudicato manifestamente infondato in quanto mera ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, confermando la necessità del solo dolo generico per la configurazione del reato.
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Inammissibilità ricorso pena: la Cassazione decide
Un individuo condannato per furto pluriaggravato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una pena eccessiva. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per pena manifestamente infondato, poiché la Corte d'Appello aveva motivato adeguatamente la sanzione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Recidiva: quando il ricorso è inammissibile
Un uomo condannato per furto in abitazione ricorre in Cassazione chiedendo l'esclusione della recidiva. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché generico e manifestamente infondato, confermando che i precedenti penali specifici indicano una spiccata pericolosità sociale, giustificando il trattamento sanzionatorio.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. La Corte ha stabilito che un motivo d'appello non può essere introdotto per la prima volta in Cassazione (motivo nuovo) e che la doglianza sul diniego delle attenuanti generiche era manifestamente infondata, in quanto la motivazione della Corte d'Appello era logica e giuridicamente corretta. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva.
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Trattamento sanzionatorio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata contro la condanna per lesioni aggravate. La Corte ha ritenuto manifestamente infondato il motivo relativo alla determinazione del trattamento sanzionatorio, confermando che la valutazione del giudice di merito, basata su gravità del fatto, precedenti penali e pervicacia, è insindacabile se logica e congrua. L'imputata è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Sospensione condizionale: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego della sospensione condizionale della pena e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto che la decisione del giudice d'appello fosse correttamente motivata, sia sulla base di una precedente condanna risultante dal casellario aggiornato, sia sulla gravità e reiterazione della condotta.
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