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Manifestamente Infondato — Anno 2025

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494 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Manifestamente Infondato

Provvedimenti

Pena sostitutiva: quando va chiesta la conversione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la mancata conversione della pena detentiva in una pena sostitutiva (lavoro di pubblica utilità). La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, specificando che la richiesta di pena sostitutiva andava presentata dinanzi al giudice di primo grado, poiché il procedimento era pendente in quella sede al momento rilevante, e non in appello.
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Ricorso per ricettazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. L'ordinanza sottolinea che un ricorso per ricettazione non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, ma deve contenere critiche specifiche alla sentenza. La Corte ha ribadito che la consapevolezza della provenienza illecita del bene può essere desunta anche dal comportamento dell'imputato, come la mancata o non attendibile spiegazione sul possesso della cosa.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per oltraggio a pubblico ufficiale, ritenendolo manifestamente infondato. Il ricorrente basava la difesa sul fatto che l'offesa fosse avvenuta in un luogo aperto al pubblico e alla presenza di più persone, elementi che, al contrario, costituiscono proprio i presupposti del reato. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. I motivi, ritenuti manifestamente infondati, generici e ripetitivi di censure già esaminate, includevano la presunta inutilizzabilità di testimonianze e l'eccessività della pena. La decisione sottolinea l'importanza di presentare motivi di ricorso specifici e non limitati a criticare il potere discrezionale del giudice di merito.
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Evasione arresti domiciliari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto per evasione arresti domiciliari. La giustificazione addotta, ovvero l'essersi allontanato per acquistare beni di prima necessità per un familiare, è stata ritenuta non provata. La decisione è stata inoltre influenzata dai numerosi e gravi precedenti penali dell'imputato, che hanno evidenziato una sua inclinazione al reato, portando alla conferma della condanna.
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Spaccio lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il caso in esame non rientrava nell'ipotesi di spaccio lieve entità a causa della non occasionalità della condotta, dei legami con i canali di approvvigionamento e della quantità di stupefacente. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reazione ad atto arbitrario: quando non è legittima
Un cittadino ricorre in Cassazione dopo una condanna per lesioni e ingiurie a Carabinieri intervenuti per una lite familiare, invocando la reazione ad atto arbitrario. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando che l'intervento delle forze dell'ordine era pienamente legittimo, rendendo illecita la reazione violenta dell'imputato e condannandolo al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il caso riguarda la corretta qualificazione del reato di favoreggiamento reale per il trasporto di refurtiva e l'applicazione della recidiva basata non solo sui precedenti, ma sulla più ampia pericolosità sociale del soggetto. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato perché riproponeva questioni già adeguatamente risolte nel merito.
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Pena per droga: inammissibile ricorso se ben motivata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna per detenzione di stupefacenti. La decisione si basa sul fatto che la Corte d'Appello aveva adeguatamente giustificato la pena per droga, evidenziando la gravità del reato e la non occasionalità della condotta, desunte dalla quantità di sostanza detenuta. Di conseguenza, il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato.
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Ricorso inammissibile: quando viene respinto in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché manifestamente infondato. I motivi del ricorrente non hanno dimostrato illogicità nella sentenza precedente e le sue dichiarazioni non sono state ritenute utili ai fini della collaborazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la decisione della Corte d'Appello. La valutazione della recidiva, basata non solo sul numero ma sulla natura eterogenea e sulla prossimità temporale dei precedenti reati (stupefacenti, atti persecutori, risse), è stata ritenuta corretta per desumere un'ingravescente pericolosità sociale. Tale valutazione ha giustificato anche il rigetto della richiesta di sostituzione della pena.
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Ricorso inammissibile per spaccio: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del ricorso, che si limitava a riproporre questioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello. Le prove a carico dell'imputato, tra cui il possesso di 21 dosi di cocaina, sono state ritenute sufficienti a confermare la condanna, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per evasione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per evasione (art. 385 c.p.), confermando la decisione della Corte d'Appello. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato poiché la qualificazione giuridica dei fatti era corretta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per droga: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di detenzione di sostanze stupefacenti. L'appello è stato giudicato manifestamente infondato perché si limitava a riproporre questioni già valutate e motivate dalla Corte d'Appello, la quale aveva escluso l'uso personale e le circostanze attenuanti a causa dei precedenti penali specifici dell'imputato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Notifica al difensore: quando è valida e legittima?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per diffamazione che lamentava la nullità della notifica al difensore. La Corte ha verificato che, data l'irreperibilità dell'imputato presso il domicilio dichiarato, la notifica all'avvocato d'ufficio era stata eseguita correttamente, sia in primo grado che in appello, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Ricorso inammissibile spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per spaccio, confermando la decisione della Corte d'Appello. L'imputato sosteneva l'uso personale dello stupefacente, ma i giudici hanno ritenuto il ricorso manifestamente infondato, basandosi su molteplici circostanze che indicavano l'intenzione di spacciare. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è dovuto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, considerando la particolare offensività della condotta, l'intensità del dolo e i precedenti penali del ricorrente. Questa ordinanza conferma il principio di inammissibilità ricorso Cassazione in casi simili.
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Ipotesi lieve stupefacenti: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione dell'ipotesi lieve stupefacenti. La decisione si fonda sulla notevole quantità di droga (338 dosi) e sulle circostanze della detenzione, come l'occultamento in auto e il rinvenimento di documentazione contabile, elementi che escludono la lieve entità del fatto.
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Uso personale stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa, basata sull'esclusivo uso personale stupefacenti, è stata rigettata poiché l'enorme quantitativo (2252 dosi) è stato ritenuto incompatibile con tale tesi. L'ordinanza sottolinea come la semplice reiterazione di argomenti già valutati in appello renda il ricorso manifestamente infondato, con conseguente condanna alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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Pena sostitutiva: ricorso inammissibile per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego di una pena sostitutiva. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza del ricorso, confermando la valutazione del giudice di merito che aveva considerato la revoca di una precedente misura alternativa, la gravità del fatto e la personalità negativa dell'imputato come ostacoli alla concessione del beneficio.
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