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Manifestamente Infondato — Anno 2024

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577 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Manifestamente Infondato

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando è generico e infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché le motivazioni addotte contro la determinazione della pena sono state ritenute generiche e manifestamente infondate. La Corte ha sottolineato che il giudice di merito aveva correttamente esercitato il proprio potere discrezionale, applicando una pena già contenuta nel minimo edittale grazie alle attenuanti generiche. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: guida spericolata e droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per resistenza e spaccio. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, evidenziando come la guida spericolata e il quantitativo di droga fossero chiari indizi. Questo ha confermato la condanna e aggiunto il pagamento di spese e di una sanzione per il ricorso inammissibile.
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Reato di evasione: quando è configurato il delitto?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per il reato di evasione. Viene stabilito che per la configurazione del delitto è sufficiente l'allontanamento dal luogo di detenzione, a prescindere da tempo, distanza o motivazioni, in assenza di una necessità cogente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Violazione prescrizioni: uscire senza autorizzazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo che, pur avendo un permesso di uscita per recarsi ai servizi sociali, è stato sorpreso a entrare in un bar. La sentenza conferma che la deviazione dallo scopo autorizzato costituisce una chiara violazione prescrizioni, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da una donna condannata per truffa e spendita di banconote false. I motivi, relativi alla mancanza di querela e alla contestazione della recidiva, sono stati giudicati rispettivamente manifestamente infondato e generico. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: tenuità e attenuanti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. I motivi, relativi alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e al diniego delle attenuanti generiche, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha sottolineato che i precedenti penali ostacolano il riconoscimento della tenuità e che il giudice non è tenuto a esaminare ogni singolo elemento per negare le attenuanti.
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Particolare tenuità del fatto: no a reati permanenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per invasione di terreni pubblici. Il ricorrente chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma la Corte ha ribadito che tale beneficio non può essere concesso per i reati di natura permanente fino a quando la condotta illecita non sia definitivamente cessata.
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Ricorso per truffa: inammissibile se infondato
Un soggetto, condannato per il reato di truffa per aver utilizzato un assegno falso, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un vizio di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per truffa inammissibile, ritenendolo manifestamente infondato. La decisione si basa sulla solidità del quadro probatorio accertato nei precedenti gradi di giudizio, che dimostrava in modo inequivocabile la responsabilità dell'imputato, rendendo l'impugnazione priva di qualsiasi fondamento.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso fondato sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L'ordinanza sottolinea che, per negare il beneficio, è sufficiente che il giudice di merito fornisca una motivazione logica e giuridicamente corretta basata sugli elementi ritenuti più rilevanti, senza dover analizzare tutti i criteri previsti dall'art. 133 del codice penale.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e infondati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati legati a sostanze stupefacenti. I motivi sono stati ritenuti manifestamente infondati e generici, in quanto non contestavano specificamente le argomentazioni della sentenza d'appello. La decisione sottolinea l'importanza di formulare un'impugnazione precisa e pertinente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Possesso di documenti falsi: quando è reato
Un soggetto, condannato per possesso di documenti falsi ai fini dell'espatrio, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la carta d'identità non fosse un documento valido a tal fine. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la carta d'identità è titolo valido per viaggiare nell'UE e che le argomentazioni erano manifestamente infondate, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Attenuanti generiche: quando il diniego è legittimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14268/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che il giudice di merito può legittimamente negare il beneficio motivando la sua decisione sulla base di elementi decisivi, come i precedenti penali e la condotta processuale, senza dover analizzare ogni singolo fattore favorevole.
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Recidiva e condanna: la Cassazione conferma la pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni a un pubblico ufficiale. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando la corretta applicazione della recidiva, giustificata dall'accresciuta pericolosità sociale del soggetto, desunta dai suoi precedenti penali. Tutti i motivi di ricorso sono stati respinti in quanto riproduttivi di censure già esaminate o manifestamente infondati.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per tentato furto aggravato. Il motivo, relativo a un presunto difetto di motivazione sulla pericolosità del soggetto, è stato giudicato manifestamente infondato, poiché la Corte d'Appello aveva adeguatamente giustificato la sua decisione basandosi sui precedenti penali dell'imputato. La decisione comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per diffamazione. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza dei motivi, in particolare riguardo la presunta mancanza di motivazione della sentenza di primo grado e l'assenza di interesse nel secondo motivo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Falsificazione grossolana: quando non è reato?
La Corte di Cassazione chiarisce il concetto di falsificazione grossolana, dichiarando inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falso. La Corte ha stabilito che se la falsità di un documento non è immediatamente percepibile da chiunque e richiede accertamenti specifici, come quelli delle forze dell'ordine, il reato sussiste e non può essere considerato un falso innocuo.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e generici
Due individui appellano la loro condanna per tentato furto aggravato alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione del grado precedente. Le ragioni dell'inammissibilità risiedono nella presentazione di questioni nuove non sollevate in appello, doglianze generiche mirate a una rivalutazione dei fatti e argomentazioni manifestamente infondate sia in punto di procedura che di diritto sostanziale. Gli appellanti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sostituzione di persona: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14142/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di sostituzione di persona. Il ricorso è stato giudicato generico, in quanto riproponeva le stesse argomentazioni già respinte in appello, e manifestamente infondato, dato che il beneficio tratto dall'imputato (ricezione di merci e servizi) era sufficiente a integrare il reato.
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Ricorso furto aggravato: inammissibile se infondato
Un soggetto condannato per furto pluriaggravato presenta ricorso in Cassazione lamentando un'errata valutazione della pena e la mancanza della querela. La Suprema Corte dichiara il ricorso furto aggravato inammissibile, ribadendo la discrezionalità del giudice di merito nella commisurazione della pena e confermando la presenza della querela agli atti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: prescrizione non rilevabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per furto pluriaggravato. I motivi sono stati giudicati manifestamente infondati. La decisione ribadisce un principio cruciale: l'inammissibilità dell'impugnazione impedisce al giudice di rilevare l'eventuale prescrizione del reato maturata successivamente alla sentenza di appello, confermando la condanna.
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