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Manifestamente Infondato — Anno 2024

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577 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Manifestamente Infondato

Provvedimenti

Termine querela: quando decorre? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, condannato per un reato contro il patrimonio. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sul termine querela: il periodo di tre mesi per la sua presentazione non decorre dal momento del fatto, ma da quando la parte offesa ha acquisito piena e completa conoscenza dell'illecito, in questo caso tramite una relazione peritale. La Corte ha ritenuto gli altri motivi di ricorso mere ripetizioni di argomenti già correttamente valutati e respinti in appello, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è reiterativo
Un soggetto ricorre in Cassazione contro una condanna per truffa consumata, sostenendo si trattasse solo di un tentativo. La Corte Suprema dichiara l'inammissibilità del ricorso Cassazione perché i motivi erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e manifestamente infondati. Anche la doglianza sulle statuizioni civili è stata respinta per le stesse ragioni, con condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Vizio motivazionale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su un presunto vizio motivazionale. L'ordinanza stabilisce che se la motivazione della sentenza impugnata è logica, coerente e basata su un'analisi completa delle prove, il ricorso è manifestamente infondato. L'appellante viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Aggravante art. 61 n. 5 c.p.: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello di Milano. Il ricorso contestava l'applicazione dell'aggravante art. 61 n. 5 c.p., ma è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la motivazione della sentenza impugnata è stata giudicata logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinnovazione istruttoria: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il diniego di rinnovazione istruttoria in appello. La Corte ha ribadito che tale istituto ha carattere eccezionale e rientra nella discrezionalità del giudice, il quale può negarlo se ritiene di poter decidere sulla base degli atti esistenti, come nel caso di specie, dove le dichiarazioni della persona offesa sono state ritenute attendibili e sufficienti.
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Discrezionalità del giudice: Cassazione e attenuanti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22197/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato. La Corte ha ribadito che la valutazione sulle attenuanti generiche e sulla determinazione della pena rientra nella piena discrezionalità del giudice di merito. Un'ampia motivazione non è richiesta se il giudice indica chiaramente gli elementi negativi decisivi, confermando così un principio consolidato.
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Tenuità del danno: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava il mancato riconoscimento dell'attenuante della tenuità del danno. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito, che aveva già escluso la particolare tenuità del fatto ai fini della non punibilità (art. 131-bis c.p.) perché il danno non era modesto, è logicamente incompatibile con la concessione dell'attenuante richiesta.
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Inammissibilità ricorso prescrizione: quando matura?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso basato sulla prescrizione del reato, asseritamente maturata dopo la sentenza di appello. L'ordinanza chiarisce che il momento rilevante per il calcolo della prescrizione è la lettura del dispositivo e non il deposito delle motivazioni. L'inammissibilità ricorso prescrizione preclude in ogni caso la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato maturata successivamente alla decisione impugnata.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza e sulla natura ripetitiva dei motivi presentati, che contestavano vizi di motivazione e violazioni di legge in materia di truffa, valutazione della prova e applicazione della recidiva. L'inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per motivi tardivi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22086/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché il motivo sollevato, relativo a una violazione di norme processuali, era stato dedotto tardivamente. La Corte ha stabilito che tali eccezioni devono essere sollevate tempestivamente e non per la prima volta in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro una sentenza di patteggiamento della pena, o concordato in appello. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso sono estremamente limitati in questi casi. Inoltre, ha respinto una questione di legittimità costituzionale sulla Riforma Cartabia, chiarendo che non esistono vuoti normativi per l'applicazione delle sanzioni sostitutive. Infine, ha precisato che l'omessa pronuncia sulla restituzione di beni sequestrati non invalida la sentenza, ma deve essere risolta tramite un incidente di esecuzione.
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Guida senza patente: recidiva e fuga, la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida senza patente e fuga. La Corte chiarisce che la recidiva nel biennio è un elemento costitutivo del reato di guida senza patente e non necessita di una contestazione specifica. Viene inoltre confermata la condanna per la fuga, ritenendo logica e sufficiente la ricostruzione dei fatti basata sulla testimonianza oculare che provava l'intento di sottrarsi al controllo delle forze dell'ordine.
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Confisca per sproporzione: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti, confermando la confisca per sproporzione di una somma di denaro pari a 14.690 euro. La Corte ha stabilito che, in assenza di una prova convincente sulla provenienza lecita e data la sproporzione rispetto al reddito, la confisca è legittima ai sensi dell'art. 240-bis del codice penale.
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Furto aggravato cose esposte: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La Corte ha confermato che lasciare una borsa incustodita vicino alla postazione di un DJ integra l'aggravante del furto di cose esposte alla pubblica fede, poiché l'oggetto non era affidato a nessuno né custodito, ma di fatto totalmente incustodito e alla mercé di chiunque.
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Continuità normativa: reato valido anche se abrogato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto e per un reato previsto da una norma poi abrogata. La Corte applica il principio di continuità normativa, chiarendo che il reato sussiste poiché la condotta è stata recepita in un nuovo articolo del codice penale (art. 493 ter c.p.), garantendo la prosecuzione della punibilità. Gli altri motivi di ricorso sono stati ritenuti manifestamente infondati.
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Patteggiamento e sanzioni accessorie: il potere del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21485/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per omicidio stradale tramite patteggiamento. La Corte ha stabilito che qualsiasi accordo tra le parti sulla durata delle sanzioni accessorie, come la sospensione della patente, è da considerarsi nullo. Il giudice mantiene piena discrezionalità nel determinare la durata della sanzione, senza essere vincolato dall'accordo e senza l'obbligo di una motivazione specifica se la pena rientra nella media edittale.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21474/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. L'imputato contestava l'affidabilità dell'etilometro per mancata prova della taratura. La Corte ha ribadito che l'esito positivo del test è prova sufficiente, e spetta alla difesa l'onere della prova etilometro, ossia dimostrare concretamente il suo malfunzionamento o l'assenza dei controlli periodici.
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Sanzione sostitutiva: quando richiederla in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza e reati legati agli stupefacenti. Il motivo del ricorso, basato sulla mancata applicazione di una sanzione sostitutiva, è stato ritenuto manifestamente infondato. La Corte ha chiarito che il giudice d'appello non ha l'onere di valutare l'applicazione di tali sanzioni se non vi è una richiesta esplicita da parte dell'imputato nell'atto d'appello o nelle conclusioni successive.
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Ricorso inammissibile per pena eccessiva: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. L'appello, basato sulla presunta eccessività della pena, è stato giudicato privo di specificità e manifestamente infondato, confermando la correttezza della valutazione discrezionale dei giudici di merito sulla congruità della sanzione.
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Falsa testimonianza: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falsa testimonianza. La Corte sottolinea che anche una dichiarazione solo reticente è idonea a ledere la genuinità della prova, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato, soprattutto quando la falsità è corroborata da altre prove come conversazioni registrate.
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