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Manifestamente Infondato — Anno 2024

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577 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Manifestamente Infondato

Provvedimenti

Ubriachezza e resistenza: non esclude il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'uomo sosteneva di non essere consapevole a causa del suo stato di ebbrezza, ma la Corte ha stabilito che l'ubriachezza non elimina la volontarietà del fatto. La decisione evidenzia come il tema dell'ubriachezza e resistenza non sia una valida linea difensiva, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Inammissibilità art. 131-bis: quando è infondato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata respinta perché il ricorso era manifestamente infondato e non si confrontava con la motivazione della sentenza d'appello, che aveva correttamente evidenziato l'intensità del dolo e la propensione a delinquere del soggetto.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi non dedotti
Un individuo appella alla Corte di Cassazione lamentando vizi procedurali nelle operazioni di identificazione della polizia. La Corte dichiara l'inammissibilità ricorso Cassazione poiché le specifiche violazioni di legge non erano state sollevate nel precedente grado di appello, ribadendo un principio fondamentale della procedura penale. Inoltre, i motivi sono stati ritenuti manifestamente infondati.
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Ricorso inammissibile per ricettazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due individui condannati per ricettazione. L'inammissibilità è stata motivata dalla genericità e manifesta infondatezza dei motivi, che si limitavano a riproporre argomentazioni già respinte nei gradi di giudizio precedenti. La Corte ha confermato la condanna, sottolineando come la responsabilità penale derivasse non solo da testimonianze, ma anche dalla mancata dimostrazione della lecita provenienza di merce con marchi noti.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, sottolineando che i motivi di impugnazione devono essere specifici e non generici. In questo caso, il primo motivo mancava dei requisiti di legge e il secondo, relativo alla sostituzione della pena, è stato ritenuto manifestamente infondato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18990/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile per la genericità dei motivi. L'impugnazione non criticava specificamente le argomentazioni della sentenza d'appello, limitandosi a riproporre tesi già respinte. La Corte ha ribadito che la mancanza di correlazione tra i motivi di ricorso e la decisione impugnata ne determina l'inammissibilità, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: no a nuova valutazione dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. La Corte ha stabilito che non è possibile richiedere in sede di legittimità una nuova ricostruzione dei fatti. Anche il motivo sulla recidiva è stato respinto perché la motivazione della corte d'appello è stata ritenuta congrua, rendendo il ricorso inammissibile e confermando la condanna.
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Ricorso inammissibile usura: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per usura poiché manifestamente infondato. La decisione si basa sul fatto che l'esistenza del patto usurario era supportata da un solido e complesso quadro probatorio, incluse intercettazioni, che superava ogni incertezza sollevata dal ricorrente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Abbandono di rifiuti: quando è esclusa la tenuità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imprenditori condannati per abbandono di rifiuti. La Corte ha stabilito che la particolare tenuità del fatto non si applica data la natura e quantità dei rifiuti (elettrodomestici, carcasse d'auto), l'abbandono vicino a corsi d'acqua e la non occasionalità della condotta, elementi che indicano una gravità dell'offesa non modesta.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, sottolineando che i motivi di impugnazione sono tassativamente previsti dalla legge. Poiché le ragioni addotte dal ricorrente non rientravano tra quelle consentite, il ricorso patteggiamento è stato giudicato manifestamente infondato, con conseguente condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Qualificazione giuridica: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per detenzione di droga. Il ricorrente contestava la qualificazione giuridica del fatto, ma la Corte ha ribadito che il ricorso è possibile solo se la qualificazione è palesemente eccentrica, senza richiedere una nuova valutazione delle prove, come nel caso di specie.
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Furto carburante: inammissibile il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due individui condannati per furto carburante. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza del ricorso, data la solidità delle prove a carico, come l'essere stati colti in flagranza mentre caricavano la refurtiva. La Corte ha confermato la valutazione del giudice di merito, ritenendo la condanna pienamente motivata e l'accertamento della responsabilità ineccepibile.
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Furto in abitazione: entrare senza suonare è reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18553/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato contro il patrimonio. Il semplice atto di introdursi in un'abitazione senza suonare il campanello è stato ritenuto sufficiente a dimostrare l'intento furtivo, configurando così un'azione idonea al compimento del furto in abitazione. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando la congruità della motivazione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Recidiva reiterata: come blocca la prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il calcolo della prescrizione. La Corte ha confermato che la recidiva reiterata, unita all'accresciuta pericolosità, giustifica un termine di prescrizione più lungo, rendendo il ricorso manifestamente infondato e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso per motivazione illogica: Cass.
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello di Genova. L'imputato lamentava l'illogicità della motivazione riguardo alla dichiarazione di responsabilità penale. La Suprema Corte ha stabilito che il motivo era manifestamente infondato, poiché il vizio di motivazione censurabile è solo quello che contrasta con le massime di esperienza o con altre parti della stessa sentenza, difetto non riscontrato nel caso di specie. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Estorsione tentata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva qualificato i suoi atti come estorsione tentata. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, in quanto basato su un'erronea applicazione della legge già correttamente interpretata dai giudici di merito in conformità con la giurisprudenza consolidata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Remissione tacita querela: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15226/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'estinzione del reato per remissione tacita di querela. La Corte ha stabilito che l'assenza della persona offesa in giudizio non costituisce remissione tacita se non è stata preventivamente avvisata che la sua assenza sarebbe stata interpretata in tal senso. Il ricorso è stato respinto per manifesta infondatezza di tutti i motivi.
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Ricorso inammissibile: quando manca l’interesse ad agire
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla carenza di interesse del ricorrente riguardo alla correzione di un errore materiale che aveva ridotto la pena e sulla manifesta infondatezza del secondo motivo relativo alla quantificazione della stessa. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Violenza a pubblico ufficiale: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni e violenza a pubblico ufficiale. I motivi sono stati ritenuti infondati e generici, confermando che la violenza era finalizzata a costringere gli agenti a compiere un atto del loro ufficio e che le prove delle lesioni erano valide.
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Inammissibilità ricorso pubblico ufficiale: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un pubblico ufficiale, dipendente postale, che aveva sottratto denaro falsificando le attestazioni di pagamento (moduli F24). L'appello è stato giudicato generico e manifestamente infondato, poiché riproponeva tesi già respinte dalla Corte d'Appello senza un reale confronto con le motivazioni della sentenza impugnata, confermando l'inammissibilità del ricorso del pubblico ufficiale.
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