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Mandato Fiduciario

19 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un contratto con cui una parte (mandatario fiduciario) si impegna a compiere atti giuridici per conto dell'altra (mandante fiduciante), acquisendo la titolarità formale dei beni ma gestendoli nell'interesse del mandante.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Intestazione Fiduciaria Quote: La Responsabilità Limita il Danno?
Un Lavoratore ha chiesto a un'ex Socia il pagamento di somme dovute da una società liquidata. Il Lavoratore sosteneva che l'ex Socia, pur formalmente titolare solo del 5% delle quote, fosse in realtà proprietaria del 100% tramite un'intestazione fiduciaria con una società estera. La Corte d'Appello aveva limitato la responsabilità della Socia al 5%. La Cassazione ha confermato che, in caso di intestazione fiduciaria quote societarie con interposizione reale, la responsabilità ricade sul titolare formale delle quote. Pertanto, l'ex Socia risponde solo per la sua quota effettivamente registrata (5%), e non per quelle formalmente intestate alla società fiduciaria. Il ricorso del Lavoratore è stato rigettato.
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Responsabilità Società Fiduciaria: Quando il Mandato non è Eseguito
Un Golf Club ha contestato l'operato di una Società Fiduciaria, accusandola di non aver gestito correttamente un mandato fiduciario. La controversia riguardava presunte inadempienze nella gestione di beni o investimenti affidati. La Corte di Cassazione ha esaminato la natura della responsabilità Società Fiduciaria, stabilendo che essa risponde secondo le regole del mandato, con una diligenza professionale qualificata. La sentenza ha chiarito i limiti di questa responsabilità, confermando l'importanza di un'attenta esecuzione degli incarichi fiduciari.
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Polizza unit linked: il risparmiatore vince e recupera il capitale
Un risparmiatore affidava i propri capitali a una società fiduciaria, la quale stipulava una polizza unit linked con una compagnia assicurativa straniera. Il valore dell'investimento crollava rapidamente e il cliente recedeva subendo ingenti perdite. L'investitore chiedeva la nullità del contratto per mancanza del contratto quadro prescritto dal testo unico della finanza e la restituzione delle somme con interessi maggiorati. La Corte di Cassazione conferma la nullità del contratto, trattandosi di un prodotto puramente finanziario privo di reale copertura assicurativa. La Corte stabilisce che il fiduciante ha diritto di far valere la nullità e che gli interessi moratori maggiorati si applicano a qualsiasi credito pecuniario azionato in giudizio. La compagnia assicurativa viene così condannata a rimborsare il capitale e a pagare le spese legali.
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Responsabilità solidale: lo Stato paga per i controlli omessi
Un gruppo di risparmiatori ha perso i propri capitali affidati a due società fiduciarie gestite in modo illecito. Gli investitori hanno citato in giudizio il Ministero competente, accusandolo di omessa vigilanza. Il Ministero ha eccepito la prescrizione del diritto al risarcimento. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che l'insinuazione al passivo della liquidazione coatta delle fiduciarie interrompe la prescrizione con effetto permanente. Questo effetto si estende anche al Ministero in regime di responsabilità solidale, poiché il danno subito dai risparmiatori è unico, anche se i titoli di responsabilità sono diversi (contrattuale per le fiduciarie, extracontrattuale per lo Stato). Di conseguenza, il ricorso del Ministero su questo punto è stato rigettato, consentendo ai risparmiatori di proseguire l'azione di risarcimento.
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Ricorso ex art 700 cpc: quando l’urgenza è negata
Una ricorrente ha presentato un ricorso ex art 700 cpc per ottenere la liquidazione immediata di una quota di investimento detenuta fiduciariamente, sostenendo la necessità di fondi per l'acquisto di una nuova abitazione. Il Tribunale di Milano ha rigettato l'istanza per assenza del periculum in mora, evidenziando come l'obbligazione d'acquisto fosse una scelta unilaterale e non vi fosse prova di un'imminente emergenza abitativa.
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Revoca del mandato difensivo: ricorso nullo e condanna confermata
Un cittadino straniero, condannato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per aver condotto un'imbarcazione con cinquantacinque migranti, propone ricorso per Cassazione tramite il suo primo avvocato. Tuttavia, prima del deposito del ricorso, era intervenuta la revoca del mandato difensivo con la nomina contestuale di un nuovo difensore. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, poiché presentato da un professionista ormai privo di legittimazione processuale. Di conseguenza, il ricorrente perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Assegno bancario non trasferibile: pagarlo a terzi costa caro
Un istituto bancario ha pagato diversi titoli con clausola di non trasferibilità a soggetti diversi dal reale beneficiario, sostenendo che quest'ultimo avesse prestato un consenso tacito. La procedura fallimentare del beneficiario ha chiesto il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello ha condannato la banca, rilevando l'assenza di un formale mandato scritto all'incasso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della banca. La Suprema Corte ha chiarito che, a fronte di un assegno bancario non trasferibile, la banca non può liberarsi provando il semplice consenso verbale o tacito del beneficiario, ma deve dimostrare un formale e specifico incarico scritto. Di conseguenza, la banca perde definitivamente la causa e deve risarcire il danno oltre a pagare le spese legali.
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Sentenza Straniera: Riconoscimento valido anche senza notifica
Un cittadino italiano, condannato in Belgio per reati di droga senza essere presente al processo, si opponeva all'esecuzione della pena in Italia. Sosteneva di non aver mai ricevuto la notifica del processo e che quindi la condanna fosse illegittima. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando il riconoscimento della sentenza penale straniera. I giudici hanno stabilito che, anche in assenza di una notifica personale, la presenza di un avvocato di fiducia nominato dall'imputato è una condizione sufficiente per garantire il diritto di difesa. Di conseguenza, la sentenza belga è valida e la pena dovrà essere scontata in Italia.
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Cambio Avvocato: Negato il Termine a Difesa se è una Scelta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il cambio di avvocato a pochi giorni dall'udienza non dà automaticamente diritto a un rinvio. La richiesta di un nuovo termine a difesa è stata respinta perché la nomina di un nuovo legale è una libera scelta dell'imputato e non un caso di 'forza maggiore'. Questo evento, quindi, non può giustificare la concessione di tempo aggiuntivo o la riapertura di scadenze già passate. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato, che lamentava una violazione del diritto di difesa, è stato dichiarato inammissibile, confermando la decisione precedente.
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Patto sul compenso non scritto: la Cassazione lo ritiene valido
Una cliente ha chiesto la restituzione di oltre 277.000 euro di commissioni a una società fiduciaria, sostenendo la nullità del patto sul compenso perché non stipulato per iscritto. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno stabilito che, per questo tipo di mandato fiduciario non soggetto alle rigide regole della finanza, l'accordo sul corrispettivo è valido anche se non scritto. La sua esistenza è stata provata dai comportamenti concludenti delle parti (per *facta concludentia*). La Corte ha ritenuto inoltre che il compenso fosse adeguato alla prestazione. La cliente ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Revoca Mandato Fiduciario: Nomina Senza Fiducia, Incarico Finito
Un professionista, nominato consigliere di amministrazione di una fondazione, viene rimosso dopo che l'organo designante gli ritira la fiducia. L'ex consigliere chiede un risarcimento, sostenendo che lo statuto non prevedesse tale ipotesi. La Corte di Cassazione conferma la legittimità della rimozione, stabilendo un principio chiave sulla revoca mandato fiduciario: l'organo che ha il potere di nominare sulla base della fiducia ha anche il potere implicito di revocare l'incarico quando questa fiducia viene a mancare. La richiesta di risarcimento è stata quindi respinta.
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Bancarotta per distrazione: l’affitto finto che svuota l’azienda
Gli amministratori di una società sono stati condannati per bancarotta fraudolenta per distrazione. Avevano creato una nuova azienda (newco) per proseguire l'attività di una vecchia società indebitata (badco), a cui erano collegati. Attraverso un contratto di affitto fittizio con canoni esagerati, hanno spostato illegalmente denaro dalla newco alla badco, svuotando la prima a danno dei creditori. Altre distrazioni includevano prelievi ingiustificati e pagamenti per beni personali. La Cassazione ha confermato l'impianto accusatorio, ritenendo l'operazione un chiaro schema distrattivo e i prelievi illegittimi perché privi di una delibera assembleare. La condanna è stata confermata nella sostanza.
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Mandato fiduciario: guida al risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni nei confronti di un mandatario che, violando un mandato fiduciario, aveva omesso di trasferire al mandante il controllo di una società proprietaria di un immobile di lusso. La controversia ruota attorno alla distinzione tra interposizione fittizia e reale. Il giudice di merito ha riqualificato l'azione come inadempimento di un mandato fiduciario, accertando che l'agente aveva utilizzato una società come schermo per l'acquisto, disponendo poi del bene a proprio vantaggio. La Suprema Corte ha stabilito che tale riqualificazione è legittima se non mutano i fatti allegati e ha confermato il risarcimento milionario basato sui canoni di locazione perduti dal mandante.
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Bancarotta fraudolenta: condanna per il consulente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un consulente legale che ha distratto fondi societari in concorso con l'amministratore. Attraverso un mandato fiduciario, somme derivanti dalla vendita di un immobile sono state trasferite al professionista con il pretesto di finanziare un concordato preventivo mai avviato. La Corte ha rilevato la piena consapevolezza dello stato di decozione della società e l'assenza di restituzione delle somme alla curatela, integrando così il dolo necessario per il reato.
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Mandato fiduciario: prova e data certa in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una società che rivendicava quote societarie detenute da una fiduciaria in liquidazione coatta amministrativa. Il cuore della controversia riguarda l'opponibilità del mandato fiduciario alla procedura concorsuale. Il Tribunale aveva rigettato la domanda poiché il mandato fiduciario non risultava provato documentalmente né munito di data certa anteriore all'apertura della procedura. La Suprema Corte ha ribadito che l'apprezzamento delle prove è riservato al giudice di merito e che la mancanza di prova scritta con data certa impedisce il riconoscimento del diritto di rivendica verso la massa dei creditori.
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Termine a difesa: limiti nel rito cartolare
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata truffa e contraffazione documentale nei confronti dell'amministratore di una cooperativa sociale. Il punto centrale della controversia riguarda il diniego del termine a difesa richiesto dal nuovo avvocato di fiducia, nominato proprio il giorno dell'udienza. La Suprema Corte ha stabilito che, nel contesto di un rito cartolare, il diritto al rinvio non è assoluto. Tale facoltà deve essere bilanciata con il principio della ragionevole durata del processo, specialmente quando la nomina tardiva appare strumentale a controllare i tempi processuali e non viene dimostrata una reale lesione del diritto alla difesa tecnica.
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Sequestro preventivo contratto e diritti del terzo
Una società fiduciaria si è vista negare il compenso per l'amministrazione di beni sotto sequestro. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che un sequestro preventivo contratto non obbliga il terzo contraente a sollecitare l'amministratore giudiziario. La legge conferisce una facoltà, non un dovere, la cui omissione non può giustificare la sospensione del contratto o il diniego del compenso. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Credito del terzo in buona fede: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura contro una decisione che riconosceva il credito di una società fiduciaria su beni confiscati. La Corte ha confermato la valutazione del Tribunale, secondo cui il credito del terzo in buona fede era sorto da un legittimo contratto di mandato precedente al sequestro e non era strumentale all'attività illecita. La decisione sottolinea l'importanza di provare l'estraneità del terzo alle condotte criminali per ottenere l'ammissione al passivo del proprio credito.
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Mandato fiduciario: limiti dell’obbligo di ritrasferimento
Una controversia familiare sull'interpretazione di un mandato fiduciario per l'acquisto di un terreno finisce in Cassazione. La Corte Suprema chiarisce i limiti del proprio sindacato sull'interpretazione del contratto, dichiarando inammissibile il ricorso. La ricorrente sosteneva che l'accordo prevedesse il ritrasferimento di una quota del bene, ma i giudici di merito e di legittimità hanno concluso che l'obbligo fiduciario era limitato ai soli proventi economici derivanti dallo sfruttamento del terreno, non alla sua proprietà.
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