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Lodo Arbitrale

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452 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Clausola compromissoria unilaterale: è valida?
Una società concessionaria vince un arbitrato contro le Amministrazioni pubbliche. La Corte d'Appello annulla il lodo, ritenendo illegittima la clausola compromissoria unilaterale. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che la clausola è valida poiché la P.A. l'ha liberamente predisposta, pur concedendo solo alla controparte la facoltà di ricorrere al giudice ordinario.
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Clausola di decadenza: l’interpretazione del contratto
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di acquisizione societaria, chiarendo i limiti dell'interpretazione di una clausola di decadenza. La controversia verteva su un termine di 30 giorni per la denuncia di vizi, previsto nel contratto di cessione di quote. La Corte ha stabilito che la mera dicitura 'entro e non oltre' non è sufficiente a determinare la perdita del diritto di garanzia se non è espressamente prevista tale conseguenza. Confermando la decisione della Corte d'Appello, la Cassazione ha ribadito che l'interpretazione del contratto spetta al giudice di merito e che il suo sindacato è limitato alla verifica della corretta applicazione dei canoni legali, rigettando il ricorso dei venditori.
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Esclusione socio srl: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soci avverso la sentenza che confermava la loro esclusione da una S.r.l. per morosità. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso e sull'introduzione di questioni nuove in sede di legittimità, ribadendo l'importanza del rispetto dei requisiti procedurali per l'impugnazione.
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Mediazione immobiliare: senza iscrizione, niente provvigione
La Suprema Corte ha respinto il ricorso di un consulente che richiedeva una provvigione per un'attività di procacciamento d'affari relativa a impianti fotovoltaici. La Corte ha confermato la nullità dell'accordo, qualificando l'attività come mediazione immobiliare, che impone l'obbligatoria iscrizione all'albo professionale. Poiché il consulente non era iscritto, non solo non aveva diritto ad alcun compenso, ma è stato condannato a restituire le somme già percepite. La decisione sottolinea che gli impianti fotovoltaici sono considerati beni immobili ai fini della mediazione.
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Prescrizione appalti pubblici: decorrenza e collaudo
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione negli appalti pubblici. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il termine di prescrizione decennale per il diritto al saldo dell'appaltatore decorre dallo scadere dell'ottavo mese successivo alla data di ultimazione dei lavori, termine fissato per legge per il collaudo. Secondo la Corte, il mancato rispetto di questo termine da parte della stazione appaltante equivale a un rifiuto legale, rendendo il diritto esigibile. Un collaudo effettuato tardivamente è irrilevante ai fini dell'interruzione della prescrizione, poiché il potere della P.A. di effettuarlo si è consumato. Di conseguenza, il ricorso della società appaltatrice è stato respinto in quanto le sue pretese erano ormai prescritte.
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Impugnazione lodo arbitrale: limiti e motivi validi
Un imprenditore edile contesta un lodo arbitrale per motivazione contraddittoria sul calcolo del compenso. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo i limiti dell'impugnazione lodo arbitrale e sottolineando che non si può riesaminare il merito della decisione arbitrale, ma solo la sentenza d'appello che ha valutato la nullità del lodo.
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Clausola compromissoria appalti pubblici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, confermando la nullità di un lodo arbitrale emesso a suo favore contro un ente pubblico. La Corte ha stabilito che la clausola compromissoria appalti pubblici contenuta nel contratto non era un patto privato e immutabile, ma un rinvio 'dinamico' alla normativa vigente. Di conseguenza, una successiva sentenza della Corte Costituzionale, che reintroduceva la facoltà per le parti di rifiutare l'arbitrato, era pienamente applicabile retroattivamente, rendendo legittima la scelta dell'ente pubblico di adire il giudice ordinario.
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Perdite consorzio: no divieto di ripianamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto per gli enti pubblici di coprire le perdite delle società partecipate non si applica ai consorzi tra enti locali. Di conseguenza, una clausola statutaria che impone ai comuni membri di ripianare le perdite consorzio è pienamente valida. La Corte ha cassato la sentenza di merito che, tramite un'errata applicazione analogica della legge, aveva dichiarato nullo un lodo arbitrale favorevole al consorzio, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Compensazione impropria: quando si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6700/2024, affronta il tema della compensazione impropria. Nel caso esaminato, due arbitri avevano emesso un lodo tardivo, poi annullato. La parte che li aveva incaricati ha chiesto la restituzione degli acconti versati, sostenendo di aver subito un danno maggiore a causa dell'inadempimento. La Corte ha stabilito che il credito al compenso degli arbitri si è estinto per compensazione impropria con il maggior credito risarcitorio del cliente, sorto dallo stesso rapporto di mandato, confermando la condanna alla restituzione delle somme.
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Impugnazione lodo arbitrale: la Cassazione chiarisce
Una società ricorre in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva parzialmente annullato un lodo arbitrale a suo favore. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando come i motivi di impugnazione del lodo arbitrale debbano essere specifici e non generici. Inoltre, il ricorrente non aveva colto la vera ragione giuridica (ratio decidendi) della sentenza d'appello, che aveva correttamente rilevato una violazione di legge da parte degli arbitri (nella specie, del principio di 'business judgment rule') e non un riesame del merito.
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Arbitrato irrituale e lodo nullo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6140/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di arbitrato. Se le parti hanno concordato un arbitrato irrituale, volto a una composizione negoziale della lite, ma gli arbitri emettono un lodo con le forme e gli effetti di un arbitrato rituale, tale lodo è nullo. La volontà delle parti prevale sulla forma data alla decisione, in quanto gli arbitri hanno agito al di fuori dei limiti del mandato conferito. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente ritenuto valido il lodo, rinviando per un nuovo esame.
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Nullità del lodo arbitrale: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un lodo arbitrale che negava la restituzione di una caparra. La Corte ha riscontrato una contraddizione insanabile nella motivazione dell'arbitro, il quale prima dubitava della capacità di intendere di una parte e poi ipotizzava una simulazione del contratto, due concetti logicamente incompatibili. Questa sentenza stabilisce un importante principio sulla nullità del lodo arbitrale quando la sua motivazione è irriconoscibile.
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Errore revocatorio: limiti e inammissibilità del ricorso
Un ente pubblico per l'edilizia ha proposto ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore revocatorio. L'ordinanza impugnata aveva dichiarato inammissibile il suo precedente ricorso per difetto di autosufficienza. L'ente affermava che le informazioni mancanti erano presenti in un altro atto depositato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile anche il ricorso per revocazione, chiarendo che la valutazione dell'autosufficienza di un atto processuale costituisce un'attività di giudizio e non un mero errore di fatto, escludendo così la possibilità di revocazione.
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Tempestività riserve appalti: quando è obbligatoria?
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente pubblico per danni derivanti dalla sospensione dei lavori. La Corte di Cassazione ha confermato che le richieste dell'impresa (riserve) erano invalide perché non presentate tempestivamente. L'obbligo di tempestività delle riserve negli appalti sussiste anche in assenza di contabilità ufficiale, se l'impresa è consapevole del potenziale danno. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Esclusione socio cooperativa: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6120/2024, ha stabilito che l'esclusione di un socio da una cooperativa deve essere sempre motivata. La mancanza di motivazione rende la delibera illegittima. Di conseguenza, l'annullamento della delibera di esclusione socio cooperativa comporta la ricostituzione automatica di tutti i rapporti preesistenti, incluso quello di lavoro, senza necessità di un'azione separata.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo che estingue
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in una controversia tra un Ente Comunale e i curatori del fallimento di una società. L'accordo transattivo raggiunto tra le parti, tramite un concordato fallimentare, ha risolto la disputa originaria su un contratto di concessione, rendendo superflua una decisione sul merito e annullando le sentenze dei gradi precedenti.
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Eccezione di prescrizione: quando è tardiva in arbitrato?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un lodo arbitrale per appalti pubblici. La questione centrale era la tardività dell'eccezione di prescrizione sollevata dall'ente pubblico. Le società appaltatrici, pur avendo vinto parzialmente in sede arbitrale, hanno visto il loro ricorso dichiarato inammissibile dalla Cassazione per non aver riproposto correttamente in appello la questione sulla tardività dell'eccezione. La sentenza sottolinea l'importanza del principio di autosufficienza e della corretta riproposizione delle eccezioni nei vari gradi di giudizio.
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Ricorso inammissibile: quando manca la specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza criticare specificamente la motivazione della sentenza impugnata. Il caso verteva sull'impugnazione di un lodo arbitrale in una controversia per risarcimento danni tra un consorzio di gestione rifiuti e una società municipale. Di conseguenza, anche il ricorso incidentale è stato dichiarato inefficace.
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Clausola compromissoria consumatore: nulla se vessatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5936/2024, ha stabilito un principio fondamentale a tutela dei consumatori. Una clausola compromissoria consumatore, se ritenuta vessatoria, può essere dichiarata nulla dal giudice anche in sede di impugnazione del lodo arbitrale, pure se il consumatore non aveva sollevato l'eccezione durante il procedimento arbitrale. La Corte ha affermato la prevalenza del diritto dell'Unione Europea sulla normativa procedurale nazionale, sottolineando che la tutela del consumatore è una questione di ordine pubblico e il giudice ha il dovere di rilevare d'ufficio la natura abusiva di tali clausole.
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Rinnovazione notificazione: quando il ritardo è salvo
Una società proponeva opposizione avverso un decreto che negava l'esecutività di un lodo arbitrale. A causa di una notifica internazionale fallita, la Corte d'Appello dichiarava l'atto inammissibile per tardività. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la rinnovazione notificazione, se autorizzata dal giudice, salva la parte dalla decadenza, specialmente se il ritardo è dovuto a complessità procedurali e a errori di terzi. Una successiva dichiarazione di inammissibilità viola il principio del giusto processo.
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