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Lodo Arbitrale

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452 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Contratti derivati: nullità senza Mark to Market
Una società ha contestato la validità di alcuni contratti derivati (swap) stipulati con un istituto bancario, lamentando l'assenza di elementi essenziali come il Mark to Market (MtM) e gli scenari probabilistici. Dopo un lodo arbitrale e una sentenza d'appello favorevoli alla banca, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che l'indicazione del MtM e degli scenari di rischio non sono meri obblighi informativi, ma requisiti strutturali per la validità dei contratti derivati, in quanto definiscono l'alea razionale del negozio. La loro assenza rende il contratto nullo per indeterminatezza dell'oggetto e difetto di causa.
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Riunione ricorsi: la Cassazione rinvia la decisione
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa per permettere la riunione ricorsi pendenti contro la stessa sentenza. La richiesta era stata avanzata dalla parte ricorrente, che aveva impugnato una decisione della Corte d'Appello su un lodo arbitrale in materia di appalto. La decisione finale è quindi posticipata.
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Impugnazione lodo arbitrale: inammissibilità del ricorso
Una complessa vicenda contrattuale, originata da una scrittura privata, è stata decisa da un lodo arbitrale che ha respinto le domande di inadempimento. Dopo la conferma della decisione da parte della Corte d'Appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso finale. La Suprema Corte ha basato la sua decisione sulla confusa e non autosufficiente formulazione dei motivi, ribadendo che non può riesaminare nel merito i fatti o l'interpretazione del contratto già valutati dagli arbitri. Questa ordinanza sottolinea i rigorosi requisiti formali per l'impugnazione lodo arbitrale.
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Collegio probiviri: arbitro o organo societario?
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un lodo arbitrale emesso da un Collegio probiviri. L'ordinanza stabilisce che, in base a un'interpretazione sistematica dello statuto e al comportamento delle parti, il collegio era stato adito come organo di controllo interno (funzione endosocietaria) e non come collegio arbitrale, non potendo quindi emettere una decisione vincolante come un lodo. La corretta interpretazione delle clausole statutarie è fondamentale per distinguere le due funzioni.
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Lodo arbitrale credito IVA: vale come una sentenza?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una causa di cruciale importanza. Il caso riguarda la possibilità di riconoscere un credito IVA scaturito da un lodo arbitrale. Un contribuente, a seguito di un arbitrato che aveva annullato delle fatture, aveva utilizzato il relativo credito IVA in compensazione, ma l'Agenzia delle Entrate lo aveva contestato. La questione, data la sua rilevanza nomofilattica, ovvero l'importanza per l'uniforme interpretazione della legge, non è stata decisa in camera di consiglio ma necessita di una trattazione approfondita.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. In applicazione delle nuove norme processuali, la Corte ha chiarito che la rinuncia è efficace senza necessità di accettazione da parte delle controparti, e ha condannato la parte rinunciante al pagamento delle spese legali. Il caso originava da un'impugnazione di una sentenza che confermava un lodo arbitrale.
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Lodo arbitrale: nullità non inesistenza per vizi formali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11004/2024, ha stabilito che la mancanza di requisiti formali in un lodo arbitrale, come l'indicazione della clausola compromissoria o delle conclusioni delle parti, ne determina la nullità e non l'inesistenza. Di conseguenza, la Corte d'Appello, investita dell'impugnazione, non può dichiararla inammissibile ma deve, una volta accertata la nullità, procedere all'esame del merito della controversia.
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Imposta registro lodo arbitrale: si paga sempre?
Una società ha ricevuto una cartella di pagamento per l'imposta di registro su un lodo arbitrale reso esecutivo. Nonostante la successiva sospensione dell'esecutività da parte della Corte d'Appello, la Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di pagamento. La sentenza chiarisce che il presupposto per l'imposta registro lodo arbitrale non è la sua concreta eseguibilità, ma l'esistenza stessa del provvedimento giudiziario che lo rende esecutivo e quindi soggetto a registrazione.
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Errore di fatto: i limiti della revocazione in Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la nozione di errore di fatto, negando la revocazione di una sua precedente ordinanza. Un ente pubblico sosteneva che la Corte avesse ignorato la risoluzione di un contratto d'appalto, ma i giudici hanno ribadito che l'errore revocatorio deve consistere in una svista percettiva sugli atti processuali, non in una diversa valutazione giuridica dei fatti. La decisione sottolinea che questioni non correttamente sollevate e accertate nei gradi di merito non possono fondare un'impugnazione straordinaria per errore di fatto.
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Domanda per interessi legali: quando è ultrapetizione?
Un professionista ha citato in giudizio un ente pubblico per ottenere il pagamento di interessi e maggior danno su una somma capitale già versata a seguito di un lodo arbitrale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che i giudici di merito erano incorsi nel vizio di ultrapetizione. Pur avendo il professionista richiesto solo il maggior danno, era stato condannato al pagamento anche degli interessi. La Corte ha ribadito che la domanda per interessi legali, in caso di obbligazioni pecuniarie, deve essere esplicita e non può essere considerata implicita nella richiesta del capitale.
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Impugnazione lodo arbitrale: abuso della maggioranza
Un socio impugnava un lodo arbitrale che aveva rigettato le sue domande relative a un presunto abuso della maggioranza da parte degli altri soci. La Corte d'Appello ha respinto l'impugnazione principale, confermando la decisione dell'arbitro. La Corte ha chiarito che le regole statutarie prevalgono su eventuali "intese familiari" non formalizzate e che la valutazione delle prove da parte dell'arbitro non è sindacabile in sede di impugnazione se non per violazioni di legge. L'impugnazione lodo arbitrale è stata quindi respinta nel merito, accogliendo solo parzialmente un motivo incidentale relativo alla compensazione delle spese legali.
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Impugnazione lodo arbitrale: i limiti secondo la Cassa
Una società committente ha tentato l'impugnazione di un lodo arbitrale che la condannava a pagare un'impresa appaltatrice, poi fallita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il fallimento della parte creditrice non rende improcedibile l'arbitrato. Inoltre, ha ribadito che l'impugnazione lodo arbitrale non consente un riesame del merito o della valutazione delle prove, ma è limitata a specifici vizi di legittimità, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Impugnazione lodo arbitrale: limiti e giudicato
La Corte di Cassazione interviene su un caso di impugnazione lodo arbitrale, stabilendo che una precedente decisione di inammissibilità procedurale non forma giudicato sulla validità della clausola compromissoria. La Corte ha accolto il ricorso su questo punto, chiarendo che le questioni di merito non esaminate in precedenza possono essere riproposte. Ha invece confermato il rigetto di altri motivi, tra cui quello basato su una tardiva modifica della domanda (mutatio libelli), ritenuta inammissibile.
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Revocazione sentenza: quando è possibile impugnarla?
Un consorzio industriale ha richiesto la revocazione di una sentenza arbitrale sfavorevole, sostenendo di aver scoperto, tramite una perizia successiva, che la controparte non aveva eseguito delle manutenzioni pagate. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, chiarendo i rigidi presupposti per la revocazione sentenza basata su dolo, prove false e scoperta di documenti. Il caso è giunto in Cassazione, dove le parti hanno raggiunto un accordo, portando all'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso.
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Impugnazione lodo arbitrale: intervento e nullità
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di impugnazione lodo arbitrale. Un ex amministratore, condannato in solido in un arbitrato a cui non aveva partecipato, è intervenuto nel giudizio di nullità del lodo. La Corte ha chiarito la distinzione tra l'ammissibilità dell'intervento, ormai passata in giudicato, e il merito della domanda di nullità. Il ricorso è stato respinto perché l'interveniente si è limitato a denunciare la propria mancata partecipazione (violazione del contraddittorio) senza contestare specificamente le ragioni giuridiche alla base della responsabilità solidale affermata nel lodo, rendendo la sua doglianza generica e infondata.
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Estinzione del processo: rinuncia e accordo tra parti
Un consorzio aveva impugnato un lodo arbitrale, ma la Corte d'Appello aveva dichiarato l'impugnazione inammissibile per tardività. Proposto ricorso in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e rinunciato al giudizio. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese e chiarendo che il raddoppio del contributo unificato non è dovuto in caso di rinuncia.
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Giudicato esterno: l’inammissibilità del ricorso
Un Ente Locale ha impugnato una decisione che confermava un decreto ingiuntivo basato su un lodo arbitrale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione principale risiede nel fatto che la decisione della corte d'appello si fondava su più motivazioni autonome, tra cui l'esistenza di un giudicato esterno sul credito. Poiché il ricorrente non è riuscito a contestare efficacemente questa motivazione centrale, gli altri motivi di ricorso sono diventati irrilevanti, determinando l'inammissibilità dell'intera impugnazione.
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Nullità del lodo arbitrale: i limiti secondo la Cassazione
Un socio cedeva le sue quote societarie, lamentando la violazione di una clausola di parità di condizioni. Dopo un lodo arbitrale a lui sfavorevole, confermato in Appello, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito i ristretti limiti entro cui è possibile denunciare la nullità del lodo arbitrale per vizi di motivazione, specificando che essa sussiste solo quando la motivazione è totalmente assente, incomprensibile o manifestamente contraddittoria, non quando il giudice di merito ne abbia semplicemente dato una valutazione diversa.
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Giudizio di rinvio: limiti alle nuove domande
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22828/2024, ha ribadito il principio del carattere chiuso del giudizio di rinvio. In un complesso caso relativo a un appalto pubblico, la curatela fallimentare di una società di servizi ha tentato di introdurre una nuova domanda di arricchimento senza causa nella fase di rinvio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che nel giudizio di rinvio le parti non possono formulare conclusioni diverse o domande nuove rispetto a quelle del giudizio conclusosi con la sentenza cassata, a causa delle preclusioni derivanti dal giudicato interno.
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Impugnazione lodo arbitrale: quando è inammissibile
Due socie di una cooperativa hanno promosso un'azione di impugnazione lodo arbitrale contro una delibera assembleare. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità dei motivi, sottolineando che le censure devono essere specifiche, non nuove rispetto al giudizio arbitrale e non possono mirare a una mera rivalutazione dei fatti.
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