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Legittimari

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Sono legittimari quei membri della famiglia del de cuius cui la legge riserva una quota del patrimonio del defunto, detta appunto quota di legittima o di riserva. La quota di riserva si contrappone alla cosiddetta quota disponibile o "disponibile", cioè la quota del patrimonio di cui ciascun soggetto può liberamente disporre per testamento. Sono legittimari: il coniuge, i figli e, in assenza dei figli, gli ascendenti. È da evidenziare che i fratelli non fanno parte della categoria dei legittimari. La quota di riserva e, conseguentemente la disponibile, variano a seconda del numero e dell'eventuale concorso dei legittimari, secondo quanto previsto dal codice civile artt. 536 e ss. (sistema cosiddetto della "quota mobile"). Per determinare l'ammontare complessivo del patrimonio ereditario, sul quale verrà calcolata la quota di legittima, nonché la quota disponibile, ci si deve avvalere dei criteri forniti dall'art. 556 c.c. Si deve in primo luogo formare la massa di tutti i beni che appartenevano al defunto al momento della sua morte (relictum), cui devono essere detratti i debiti che costituiscono il passivo ereditario, per poi ulteriormente aggiungervi, tramite la cosiddetta riunione fittizia, i beni di cui il defunto abbia disposto in vita a titolo di donazione (donatum). In sintesi, calcolando il patrimonio del defunto con la formula "relictum più donatum meno debiti", si giungerà a conoscere l'ammontare generale del cosiddetto asse ereditario, in base al quale dovranno essere calcolate le porzioni della quota disponibile e della o delle quote di riserva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Patto di Famiglia: La Cassazione chiarisce l’Imposta di Donazione
Un individuo trasferì quote societarie al figlio tramite un patto di famiglia. Le figlie, legittimarie, ricevettero quote in liquidazione dal fratello. L'Agenzia delle Entrate contestò l'imposta di donazione, ritenendo la liquidazione una donazione indiretta della madre alle figlie, ma con un regime fiscale diverso. La Corte di Cassazione ha stabilito che la liquidazione ai legittimari non beneficiari, pur eseguita dal beneficiario, è considerata fiscalmente una liberalità del disponente originario. Questo significa che si applicano le aliquote e le franchigie basate sul rapporto di parentela tra il disponente e ciascun legittimario. L'esenzione fiscale si applica solo al trasferimento dell'azienda o delle partecipazioni al discendente beneficiario, non alle liquidazioni. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'interpretazione favorevole ai contribuenti sull'imposta di donazione nel patto di famiglia.
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Collazione ereditaria: la guida alla divisione
La Corte d'Appello ha confermato la validità di un sequestro conservativo legato a una disputa sulla collazione ereditaria. La decisione chiarisce che l'obbligo di conferire le donazioni ricevute opera anche nelle successioni testamentarie, a meno di dispensa espressa, distinguendosi nettamente dalla riunione fittizia usata per calcolare la lesione di legittima.
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Quota disponibile: quando il testamento non raddoppia l’eredità
Una madre lascia un testamento olografo disponendo che alcuni locali commerciali vadano al figlio farmacista a valere sulla quota disponibile del suo patrimonio. Alla sua morte, sorge un conflitto tra i tre fratelli coeredi sulla divisione del restante patrimonio immobiliare. Il figlio farmacista pretende una quota maggiore, pari a cinque noni dell'asse ereditario, sostenendo di avere diritto all'intera quota disponibile in aggiunta alla sua quota di riserva. La Corte d'Appello respinge la richiesta, dividendo i restanti beni in parti uguali. La Corte di Cassazione conferma questa decisione, stabilendo che l'attribuzione di beni determinati a valere sulla quota disponibile non attribuisce automaticamente un diritto di maggiorazione sul resto dell'eredità, a meno che non si dimostri che il valore di tali beni sia inferiore alla quota stessa. Il ricorso viene rigettato.
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Successione necessaria: vitalizio e conti bancari
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto di vitalizio alimentare per difetto di alea, in quanto il valore dell'immobile ceduto era sproporzionato rispetto alle prestazioni di cura. La controversia, centrata sulla successione necessaria, ha chiarito che la cointestazione di conti bancari non implica automaticamente una donazione se la provvista è alimentata da un solo soggetto. La Corte ha inoltre ribadito l'inammissibilità della produzione tardiva di un testamento in appello se già disponibile durante il primo grado.
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Prelegato testamentario: validità e divisione beni
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del prelegato testamentario in una successione complessa. Se la disposizione è interpretata come semplice specifica della quota disponibile, i beni non sono sottratti preventivamente all'asse da dividere, garantendo la tutela dei diritti dei legittimari e la corretta ripartizione del patrimonio ereditario.
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Patto di famiglia: validità e forma solenne
La Corte di Cassazione ha esaminato la validità di un accordo finalizzato al passaggio generazionale d'impresa. Se l'accordo mira a ridisegnare la proprietà societaria tra genitori e discendenti per garantire la continuità aziendale, esso va qualificato come patto di famiglia. Tale contratto richiede obbligatoriamente la forma dell'atto pubblico a pena di nullità, anche se i figli beneficiari sono già soci dell'impresa.
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Patto di famiglia: la tassazione delle liquidazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19627/2024, chiarisce il regime fiscale delle liquidazioni ai legittimari non assegnatari in un patto di famiglia. La somma versata dal figlio beneficiario alla sorella è considerata, ai fini fiscali, una donazione proveniente dal padre disponente. Di conseguenza, si applicano l'aliquota e la franchigia previste per il rapporto genitore-figlio, non quelle tra fratelli, correggendo l'approccio dell'Agenzia delle Entrate.
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Prova simulazione eredi: limiti e differenze spiegate
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5642/2024, ha rigettato il ricorso degli eredi che cercavano di dimostrare la simulazione assoluta di una compravendita immobiliare posta in essere dal loro defunto. Il caso chiarisce un punto cruciale sulla prova simulazione eredi: se gli eredi agiscono per recuperare il bene nell'asse ereditario, sono considerati 'parti' e necessitano di una prova scritta (controdichiarazione). Se invece agiscono come 'legittimari' per tutelare la loro quota di riserva, sono considerati 'terzi' e possono usare qualsiasi mezzo di prova, inclusi testimoni e presunzioni. In questo caso, gli eredi avevano erroneamente agito come semplici successori, vedendosi così preclusa la possibilità di utilizzare la prova testimoniale.
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Divisione ereditaria: calcolo e valutazione dei beni
In una complessa vicenda di divisione ereditaria, originata da un testamento che nominava un erede universale, la Corte di Cassazione interviene per correggere gli errori della Corte d'Appello. L'ordinanza chiarisce i principi per la valutazione dei beni, specialmente quelli soggetti a esproprio, e censura la duplicazione del calcolo del valore di alcuni terreni, già inclusi in una precedente liquidazione. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio per una nuova e corretta determinazione delle quote spettanti ai legittimari, nel rispetto dei principi di diritto e delle decisioni precedenti.
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Controdichiarazione testamentaria: prova della donazione
In una complessa disputa ereditaria, la Cassazione stabilisce che una controdichiarazione testamentaria, anche se non consegnata in vita, è una prova valida per dimostrare la simulazione parziale di donazioni precedenti. La Corte ha rigettato il ricorso principale di una società acquirente di una quota ereditaria, confermando che la pubblicazione del testamento rende la dichiarazione conoscibile e quindi efficace. Ha inoltre accolto il ricorso incidentale degli eredi, rinviando alla Corte d'Appello il compito di ricalcolare le quote di legittima alla luce della simulazione accertata.
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