LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Leasing Finanziario

33 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un leasing finanziario è un'attività finanziaria tenuta dalle banche e da società finanziarie. Le società di leasing svolgono principalmente un'attività creditizia mediante la stipulazione di contratti di locazione finanziaria, che svolgono implicitamente la funzione di soddisfare fabbisogni finanziari emergenti da decisioni di investimento. La disponibilità di un bene necessario può essere ottenuta mediante due modalità: con l'acquisto diretto del bene con capitale proprio o con il debito attraverso un contratto di leasing. La società di leasing nella veste di locatore concede il bene al locatario per un tempo determinato e in contropartita di un canone periodico. Pertanto la funzione di finanziamento si esplica nel fatto che la spesa per l'acquisto è sostenuta dal locatore mentre il locatario è avvantaggiato dalla dilazione del pagamento. La conseguenza di questa formula è che la proprietà del bene locato appartiene alla società di leasing fino all'eventuale riscatto da parte del cliente. Le società di leasing finanziano investimenti produttivi, beni mobili (macchinari, impianti industriali ecc.) beni immobili (stabilimenti industriali, centri commerciali ecc.) ed anche beni immateriali, quali marchi aziendali es: geox, benetton. Altri tipo di leasing è il "leasing operativo"; esso viene effettuato direttamente dal/dai costruttore/i del bene/i, come ad esempio il leasing su autovetture di varie case automobilistiche. Lo sviluppo nel tempo del leasing finanziario ed operativo è dovuto essenzialmente alle maggiori agevolazioni fiscali rispetto ad un acquisto diretto senza il ricorso ad alcun finanziamento. Altro vantaggio di non poco conto è l'intestazione del bene in capo alla società locatrice, che fa sì che il locatario resti pressoché anonimo al fisco. Anonimato che viene meno solo in caso di verifica fiscale o di controllo diretto. Fiscalmente la durata minima contrattuale del leasing non può essere inferiore ai 2 o 3 anni della vita utile del bene, utilizzando come termine di riferimento le tabelle ministeriali di ammortamento in uso per le varie attività economiche. Pertanto a fronte di uno scarico fiscale più ravvicinato, rispetto alla normale obsolescenza del bene, il locatario ottiene un maggior onere, deducibile dal reddito complessivo, venendo in tal modo a generarsi un risparmio di imposta. Fanno eccezione alla regola dei 2/3 anni le autovetture la cui durata contrattuale è di minimo 48 mesi, e gli immobili la cui durata contrattuale non può essere inferiore ai 18 anni. La differenza che maggiormente distingue un leasing da un mutuo, o da un'altra operazione finanziaria, va ricercata nella convenienza che ha il locatario a non dover anticipare varie imposte, ma bensì riuscire a dilazionarle sulle singole rate di leasing. Un esempio può chiarire: si supponga di dover acquistare un bene o un immobile dall'esborso molto alto; con un finanziamento (ipotecario o chirografario) si assolvono le imposte direttamente all'acquisto con IVA o Registro (fase impositiva) e per l'acquirente si genera quindi un'uscita finanziaria piena che crea un eventuale credito d'imposta da utilizzare poi, in compensazione. Con l'opzione del leasing, che finanzia il costo bene, oltre alle imposte, (in termini pratici si arriva a finanziarie il 120%) è la società di leasing che viene a trovarsi in una situazione di credito d'imposta, mentre l'utilizzatore beneficia della dilazione delle tasse: Iva o Imposta di registro, sulle varie rate e sul riscatto finale, andando così a spostare nel tempo un'uscita finanziaria che altrimenti sarebbe immediata. Le società di leasing offrono anche altri tipi di vantaggi che un promittente acquirente di un bene dovrebbe conoscere; basti pensare che le società offrono anche la possibilità di contrarre leasing esteri. Ovvero è possibile acquistare in leasing un determinato bene utilizzando la formula finanziaria con la giurisprudenza più favorevole all'utilizzatore. Anche qui un esempio può chiarire: se intendo acquistare una barca "importante" è preferibile che la stessa batta bandiera estera (Isole Del Canale o BVI ecc.) e non italiana. Ciò perché le norme del registro delle unità da diporto in Italia impongono come equipaggio minimo un comandante e due marinai, a differenza di quanto avviene all'estero. Senz'altro la flessibilità del piano di ammortamento è un vantaggio che solo la formula della locazione finanziaria può proporre all'utilizzatore finale. Si possono avere rate mensili tarate sulle esigenze dello stesso, andando a modificare il maxi canone dell'anticipo e dell'importo del riscatto finale, si possono avere rate crescenti oppure decrescenti, piani finanziari a rate anticipate od a rate posticipate, insomma viene costruito un vero abito attorno alle esigenze del cliente. I principi contabili internazionali prevedono che il leasing finanziario sia sempre contabilizzato con il metodo finanziario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

IMU Leasing Risolto: Azienda Paga, ma Sanzioni Annullate per Incertezza
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione del soggetto passivo IMU leasing risolto. Un'Azienda di Leasing aveva un contratto con un Utilizzatore, risolto ma con l'immobile non restituito. Il Comune aveva richiesto l'IMU all'Azienda. La Corte ha stabilito che l'Azienda di Leasing diventa soggetto passivo IMU dalla data di risoluzione del contratto, anche senza la riconsegna fisica del bene. Tuttavia, ha annullato le sanzioni e gli interessi, riconoscendo un'oggettiva incertezza normativa sull'interpretazione della legge al momento dei fatti.
Continua »
Agenzia Entrate vs Contribuenti: Rettifica Valore Immobile nel Leasing
L'Agenzia delle Entrate ha tentato di rettificare il valore di un immobile, oggetto di un'operazione di leasing finanziario, per calcolare l'imposta di registro. L'Agenzia ha usato un metodo di valutazione basato sulla redditività dell'attività commerciale svolta nell'immobile, anziché sulla redditività dell'immobile stesso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando che per la rettifica valore immobile in caso di leasing, si deve considerare il canone di locazione potenziale dell'immobile, non il reddito dell'azienda che lo utilizza. La sentenza stabilisce un principio chiaro sulla corretta metodologia di accertamento.
Continua »
Leasing finanziario: no alla retroattività e ricorso respinto
Una società utilizzatrice e i suoi garanti hanno impugnato la decisione d'appello relativa a contratti di leasing finanziario, contestando l'usura degli interessi. In Cassazione, i ricorrenti hanno rinunciato ai motivi precedenti, chiedendo invece l'enunciazione di un principio di diritto nell'interesse della legge sull'applicazione retroattiva delle nuove norme sul leasing finanziario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che solo il Procuratore Generale può richiedere tale pronuncia e che la nuova disciplina del leasing finanziario non ha effetti retroattivi. Per i contratti risolti prima della riforma del 2017, si applica ancora la distinzione tra leasing di godimento e traslativo, con l'applicazione analogica dell'articolo 1526 del codice civile. Di conseguenza, i ricorrenti hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Leasing finanziario: niente riscatto se i canoni non sono pagati
Un'impresa individuale ha stipulato un contratto di leasing finanziario per una macchina da stampa. A causa del mancato pagamento di alcuni canoni, la società di leasing ha richiesto la restituzione del bene e il pagamento del debito. L'utilizzatore ha contestato l'applicazione di interessi usurari e ha preteso il riscatto del macchinario, sostenendo di aver saldato il dovuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando che il riscatto non è possibile se sussistono canoni insoluti. Inoltre, la Corte ha validato il ricalcolo degli interessi effettuato dal giudice d'appello, il quale ha correttamente sostituito i tassi convenzionali superiori alla soglia usuraria con i tassi soglia tempo per tempo vigenti, escludendo l'anatocismo ma senza annullare l'intero contratto. L'impresa perde la causa e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Leasing finanziario: l’utilizzatore non può ridurre il prezzo
Un utilizzatore di un immobile in leasing finanziario ha citato in giudizio il fornitore per ottenere la riduzione del prezzo di compravendita, lamentando una superficie inferiore a quella pattuita e difetti dell'ascensore. La Corte di Cassazione, richiamando i principi sul leasing finanziario, ha chiarito che l'utilizzatore può chiedere l'adempimento o il risarcimento, ma non la risoluzione o la riduzione del prezzo, a meno che non esista una specifica clausola contrattuale che gli trasferisca tale potere dal concedente. Non risultando tale clausola dagli atti, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo in udienza pubblica, invitando le parti a discutere la questione della titolarità del diritto.
Continua »
Leasing finanziario: se il terzo non paga la vendita resta valida
Una società venditrice ha chiesto la nullità della vendita di un terreno a una società di leasing, lamentando il mancato incasso del prezzo, delegato a un'impresa terza utilizzatrice. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità dell'operazione. I giudici hanno chiarito che il leasing finanziario si basa su un collegamento negoziale tra la vendita e la locazione finanziaria. La causa in concreto dell'operazione è far godere il bene all'utilizzatore grazie al finanziamento della società di leasing. Di conseguenza, la delegazione di pagamento del prezzo non rende nullo il contratto, anche in caso di successivo inadempimento del terzo. Il venditore perde la causa e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Contratto di leasing: perché l’assenza di TAEG non lo annulla
Una società di trasporti e i suoi garanti si sono opposti al pagamento dei canoni per un impianto di lavaggio industriale, contestando la validità del contratto di leasing. Gli opponenti lamentavano la mancata indicazione del TAEG e il superamento del tasso soglia usura, chiedendo di includere le spese di assicurazione del bene nel calcolo degli interessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, nei contratti commerciali, l'omessa indicazione del TAEG non comporta la nullità del contratto. Inoltre, le spese di assicurazione del bene concesso in godimento non vanno incluse nel calcolo dell'usura se manca un collegamento diretto con la concessione del credito. Di conseguenza, il contratto di leasing è stato ritenuto valido e i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali.
Continua »
Deducibilità costi auto in leasing: l’Azienda vince contro il Fisco
L'Azienda ha impugnato un avviso di accertamento con cui il Fisco contestava l'indeducibilità di costi non documentati, una minusvalenza elusiva e le spese per un'auto aziendale in leasing. La Corte di Cassazione ha confermato il recupero a tassazione per le operazioni fittizie e l'operazione elusiva, ma ha accolto il ricorso sulla deducibilità costi auto in leasing. I giudici hanno chiarito che i canoni di leasing sono deducibili se il veicolo è strumentale all'attività d'impresa, indipendentemente dalla proprietà del mezzo. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame su questo specifico punto.
Continua »
Danno da svalutazione: risarcito anche l’utilizzatore in leasing
Un'azienda utilizzatrice di un aeromobile in leasing stipula un preliminare per venderlo a un acquirente terzo. Quest'ultimo si rende inadempiente, rifiutando di concludere l'acquisto definitivo. L'utilizzatrice chiede la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni, compreso il danno da svalutazione del velivolo. La Corte d'Appello nega tale risarcimento ritenendo che l'utilizzatrice, non essendo proprietaria formale del bene, non abbia subìto un danno diretto. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'utilizzatrice: anche chi detiene un bene in leasing ha diritto al risarcimento del deprezzamento se l'inadempimento altrui incide direttamente sulla sua sfera patrimoniale, impedendogli di realizzare il valore del bene tramite il riscatto anticipato.
Continua »
Leasing e Acquisto a Non Domino: Auto Sequestrata, Paga la Finanziaria
Un utente stipula un contratto di leasing per un'auto di lusso, ma il veicolo viene sequestrato perché il venditore non era il vero proprietario. La Corte di Cassazione interviene sul tema del leasing e acquisto a non domino, stabilendo un principio fondamentale: se il bene è un veicolo registrato al Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.), spetta alla società di leasing l'onere di verificare la legittima proprietà del venditore. La finanziaria non può scaricare questa responsabilità sull'utilizzatore. La Corte ha annullato la precedente decisione che, basandosi sull'erronea convinzione che l'auto non fosse immatricolata, aveva ingiustamente addossato le conseguenze negative all'utente.
Continua »
Leasing di immobile abusivo: contratto nullo e canoni restituiti
La Cassazione affronta un caso di leasing immobiliare su un capannone abusivo, non regolarmente frazionato. L'utilizzatore, non avendo mai potuto usare il bene, ne chiede la restituzione dei canoni. La Corte conferma la nullità del contratto di leasing. La decisione si fonda su un duplice motivo: non solo la nullità si estende dal contratto di vendita (nullo perché relativo a un bene illegale), ma il contratto di leasing è nullo anche di per sé, avendo ad oggetto un bene incommerciabile. Poiché la società di leasing ha impugnato solo una delle due motivazioni, il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile. L'utilizzatore ha quindi diritto alla restituzione di quanto versato.
Continua »
Clausola di salvaguardia: salva il leasing dal rischio di usura
Una società utilizzatrice di un immobile in leasing ha citato in giudizio la società finanziaria, sostenendo che il contratto fosse nullo per usura. La contestazione si basava sul fatto che gli interessi di mora, sommati ad altre spese, superavano il tasso soglia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo la piena validità della 'clausola di salvaguardia' inserita nel contratto. Questa clausola, infatti, previene l'usura in modo automatico, riducendo qualsiasi tasso di interesse al limite massimo consentito dalla legge. Di conseguenza, il contratto non è mai stato usurario e la società finanziaria ha vinto la causa.
Continua »
Accettazione bene in leasing con difetti? Paghi lo stesso: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di leasing. Un utilizzatore aveva accettato un macchinario firmando il verbale di consegna senza riserve, per poi contestare un difetto nell'etichettatura. La società di leasing ha chiesto il pagamento dei canoni residui e della penale. La Corte ha dato ragione alla società finanziaria, affermando che l'**accettazione del bene in leasing** senza contestazioni immediate sposta sull'utilizzatore ogni rischio per vizi evidenti. L'utilizzatore è quindi obbligato a pagare i canoni, potendo agire per il risarcimento solo contro il fornitore del bene, non contro la società di leasing. L'utilizzatore ha perso la causa e deve pagare.
Continua »
Leasing: vende i beni ma pretende i canoni, violato l’obbligo di buona fede
Una società utilizzatrice di immobili in leasing entra in difficoltà con i pagamenti dopo che la società concedente vende una parte di questi beni, riducendo le fonti di reddito dell'utilizzatore. La concedente risolve il contratto per inadempimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la società di leasing ha violato l'obbligo di buona fede nel leasing. Vendendo i beni e alterando l'equilibrio del contratto, ha agito scorrettamente. La sua condotta ha contribuito a causare le difficoltà dell'utilizzatore, pertanto non poteva semplicemente applicare la clausola di risoluzione. La decisione precedente è stata annullata.
Continua »
Leasing nullo per mancanza del piano di ammortamento: vince l’Azienda
Un'azienda ha contestato un contratto di leasing stipulato con una banca, sostenendo la sua nullità per violazione delle norme sulla trasparenza. La causa principale era la mancanza del piano di ammortamento, che impediva di comprendere la reale suddivisione tra capitale e interessi nelle rate. Dopo le decisioni negative dei primi giudici, la Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda. Ha stabilito che la mancanza del piano di ammortamento è un difetto grave che rende il contratto non trasparente e viola l'articolo 117 del Testo Unico Bancario. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente, rinviando il caso per un nuovo giudizio che dovrà seguire questo importante principio.
Continua »
Provvigione Mediatore: Diritto alla Firma o alla Consegna del Bene?
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sul diritto alla provvigione del mediatore creditizio. Il caso riguardava una società di mediazione che aveva facilitato un finanziamento per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. La Corte ha stabilito che il diritto alla provvigione sorge nel momento in cui viene concluso il contratto di finanziamento, non quando il bene (l'impianto) viene effettivamente consegnato. Di conseguenza, il termine per richiedere il pagamento inizia a decorrere dalla firma dell'accordo. Nel caso specifico, la richiesta del mediatore è stata respinta perché presentata troppo tardi, e il suo diritto si era estinto per prescrizione.
Continua »
Soggettività passiva IMU leasing: Contratto Finito, Tassa Annullata
Un'azienda utilizzatrice di un immobile in leasing si oppone a degli avvisi di accertamento IMU emessi dal Comune. Il contratto di leasing era stato risolto per inadempimento, ma l'azienda non aveva ancora materialmente restituito il bene. La Corte di Cassazione ha chiarito il principio sulla soggettività passiva IMU leasing: l'obbligo di pagare l'imposta cessa per l'utilizzatore nel momento esatto in cui il contratto viene risolto. La detenzione fisica del bene è irrilevante. Di conseguenza, la soggettività passiva ritorna immediatamente in capo alla società di leasing proprietaria. L'azienda utilizzatrice ha quindi vinto la causa e gli accertamenti fiscali sono stati annullati.
Continua »
Soggettività passiva IMU leasing: Paga il proprietario, non l’ex-user
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della soggettività passiva IMU leasing in caso di risoluzione del contratto. Anche se l'utilizzatore non restituisce materialmente l'immobile, l'obbligo di pagare l'IMU torna in capo alla società di leasing (proprietaria) dal momento esatto in cui il contratto viene risolto. Secondo i giudici, ai fini fiscali, rileva l'esistenza del vincolo contrattuale che giustifica la detenzione, non la mera disponibilità fisica del bene. Di conseguenza, una volta cessato il contratto, cessa anche l'obbligo fiscale per l'utilizzatore. La Corte ha dato ragione al Comune, stabilendo che la società di leasing doveva pagare l'imposta.
Continua »
Scorporo Valore Aree di Sedime: Lite Fiscale Chiusa con Condono
L'Agenzia delle Entrate contesta a un'azienda la piena deducibilità dei canoni di leasing ai fini IRAP, sostenendo la necessità dello scorporo del valore delle aree di sedime. Secondo il Fisco, il costo del terreno, bene non ammortizzabile, non poteva essere dedotto. La società si oppone, ritenendo superata questa regola da una nuova normativa. La controversia, giunta in Cassazione, non arriva a una decisione sul merito. Le parti, infatti, aderiscono a una definizione agevolata (condono fiscale), pagando una somma ridotta per chiudere la lite. Di conseguenza, la Corte dichiara l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, senza stabilire chi avesse ragione.
Continua »
Scorporo Valore Terreno: Deducibilità Negata, l’Azienda Paga Più IRAP
La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini IRAP, è obbligatorio effettuare lo scorporo valore terreno anche per gli immobili strumentali acquisiti in leasing. Un'azienda aveva dedotto l'intero canone di locazione finanziaria, ma l'Agenzia delle Entrate ha contestato la deducibilità della quota relativa al terreno. I giudici hanno dato ragione al Fisco, affermando un principio fondamentale: il terreno non si usura e ha una durata illimitata, quindi il suo costo non può essere ammortizzato. Di conseguenza, la parte del canone di leasing riferibile al valore del suolo non è deducibile. L'azienda ha perso la causa e dovrà ricalcolare l'imposta dovuta.
Continua »