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Leasing Finanziario

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33 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Leasing finanziario: stop alla retroattività
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di applicazione della normativa sul leasing finanziario in caso di fallimento dell'utilizzatore. La controversia riguardava l'ammissione al passivo di numerosi contratti risolti prima dell'entrata in vigore della Legge 124/2017. I giudici hanno stabilito che la nuova legge non ha effetti retroattivi. Pertanto, per i contratti risolti precedentemente, rimane valida la distinzione tra leasing traslativo e di godimento, con l'applicazione dell'Art. 1526 c.c. per la prima tipologia, garantendo un equilibrio nelle restituzioni tra le parti.
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Leasing finanziario: regole vendita bene
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società utilizzatrice in merito alla vendita di un'imbarcazione oggetto di leasing finanziario. Dopo la risoluzione del contratto per inadempimento, la società di leasing ha proceduto alla vendita del bene seguendo la procedura prevista da una specifica clausola contrattuale. La ricorrente contestava il prezzo di vendita e la mancata nomina di uno stimatore giudiziale. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di una disciplina contrattuale chiara, non trovano applicazione le norme generali sulla compravendita o sulla legge fallimentare, confermando la legittimità dell'operato del locatore.
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Clausola rischio cambio: quando è valida? La Cassazione
Un'impresa aveva stipulato un contratto di leasing contenente una complessa clausola rischio cambio. La Corte d'Appello l'aveva dichiarata nulla per 'immeritevolezza', ritenendola sbilanciata. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la validità di una clausola rischio cambio non si giudica dalla sua convenienza o chiarezza, ma dallo scopo concreto perseguito dalle parti. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Risoluzione contratto leasing: la sentenza del Tribunale
Una sentenza del Tribunale di Milano ha confermato la risoluzione contratto leasing per inadempimento dell'utilizzatore. A seguito del mancato pagamento dei canoni, la società di leasing ha ottenuto la condanna dell'impresa utilizzatrice all'immediato rilascio dell'immobile, oltre al pagamento delle spese legali. La decisione si fonda sulla clausola risolutiva espressa e sulla normativa di settore.
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Risoluzione contratto leasing: guida alla sentenza
Una società finanziaria ha citato in giudizio una società utilizzatrice per la risoluzione di un contratto di leasing immobiliare a causa del mancato pagamento dei canoni. Il Tribunale ha dichiarato la risoluzione del contratto di leasing in base a una clausola risolutiva espressa, ordinando l'immediata restituzione dell'immobile e respingendo le domande contro il legale rappresentante della società, in quanto non era parte del contratto. La società utilizzatrice è stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali.
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Leasing e vizi della cosa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25869/2024, ha stabilito importanti principi in materia di leasing e vizi della cosa. Un utilizzatore aveva citato in giudizio il costruttore di un'imbarcazione difettosa, chiedendo la risoluzione del contratto di vendita stipulato tra il costruttore e la società di leasing. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che l'azione era prescritta. È stato chiarito che l'utilizzatore, essendo estraneo al contratto di compravendita, non ha la facoltà di chiederne la risoluzione, a meno che non vi sia una clausola contrattuale specifica che gli trasferisca tale diritto. Inoltre, semplici comunicazioni al 'servizio clienti' non sono state ritenute idonee a interrompere la prescrizione.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un utilizzatore in un contratto di leasing immobiliare. L'utilizzatore aveva smesso di pagare i canoni lamentando difetti urbanistici dell'immobile, ma il suo ricorso è stato respinto per gravi vizi procedurali. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per un riesame dei fatti, ma solo per contestare errori di diritto, sottolineando i rigidi oneri di specificità e autosufficienza a carico del ricorrente.
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Esenzione IVA leasing nautico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22261/2024, ha rigettato il ricorso di una società di leasing, confermando il recupero dell'IVA su operazioni di leasing nautico. La Corte ha stabilito che per l'esenzione IVA leasing nautico non basta la potenziale idoneità alla navigazione, ma è necessaria la prova dell'uso effettivo in alto mare, prova che spetta al cedente. Inoltre, ha ribadito l'obbligo di massima diligenza per il venditore nelle cessioni intracomunitarie al fine di non essere coinvolto in frodi fiscali.
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Eccezione inadempimento: obbligo di pronuncia del giudice
In una controversia su un contratto di leasing immobiliare, l'utilizzatore aveva sospeso i pagamenti a causa di gravi irregolarità edilizie, sollevando un'eccezione di inadempimento. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito perché il giudice non si era pronunciato su tale eccezione, né sulla clausola contrattuale che, secondo il concedente, escludeva questo diritto. La sentenza ribadisce l'obbligo del giudice di esaminare tutte le domande ed eccezioni proposte dalle parti.
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Leasing e inadempimento: responsabilità del concedente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9577/2024, ha stabilito che la società di leasing non può pretendere i canoni dall'utilizzatore se ha pagato il fornitore pur sapendo che il bene (un'auto estera) era inutilizzabile per la mancanza dei documenti di immatricolazione. Questo caso di leasing e inadempimento del fornitore evidenzia la responsabilità condivisa e l'obbligo di buona fede che lega concedente e utilizzatore.
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Coefficiente ammortamento stampi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società nautica, confermando che il corretto coefficiente ammortamento stampi per la costruzione di imbarcazioni in vetroresina è del 12,5%. La Corte ha stabilito che tali stampi vanno classificati come "impianti" e non come "attrezzature", basandosi su una risoluzione ministeriale del 1976 che prevale su interpretazioni analogiche, negando così la deducibilità di canoni di leasing calcolati su una durata inferiore a quella fiscalmente prevista.
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Clausola di arrotondamento: Cassazione sulla nullità
Una società contesta la validità di un contratto di leasing a causa di una clausola di arrotondamento che, di fatto, aumentava il tasso di interesse. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35110/2024, ha stabilito che la mera calcolabilità matematica di un tasso non è sufficiente a garantirne la trasparenza. Se una clausola, come quella di arrotondamento, nasconde un aggravio di costi per il cliente, può determinare l'opacità dell'operazione e la nullità parziale del contratto. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Leasing finanziario: niente restituzione canoni
La Cassazione ha esaminato un caso di leasing finanziario risolto per inadempimento. Ha stabilito che non spetta la restituzione dei canoni all'utilizzatore se la società concedente non ha ottenuto un vantaggio superiore a quello che avrebbe conseguito con la regolare esecuzione del contratto. Rigettate anche le censure su usura e anatocismo nel piano di ammortamento alla francese.
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