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Ires

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207 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Agevolazioni fiscali ONLUS: quando iniziano?
Una fondazione, trasformatasi in ONLUS a fine 2009, si è vista negare il rimborso IRES e IRAP per l'intero anno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per revocazione, stabilendo che le agevolazioni fiscali ONLUS decorrono dalla data della domanda di iscrizione all'anagrafe e non hanno effetto retroattivo sull'intero periodo d'imposta. La Corte ha distinto tra nuove trasformazioni e l'adeguamento statutario di enti preesistenti, per i quali vigevano regole diverse.
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Abuso del diritto: no a minusvalenze da dividend washing
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento fiscale contro una società per abuso del diritto, attuato tramite un'operazione di "dividend washing". La Corte ha stabilito che le minusvalenze generate da operazioni prive di sostanza economica, finalizzate unicamente a ottenere vantaggi fiscali, non sono deducibili. Ha inoltre chiarito i requisiti del contraddittorio preventivo, ritenendo legittimo l'avviso emesso dopo la scadenza dei 60 giorni per le osservazioni del contribuente, anche in assenza di una risposta tempestiva.
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Agevolazioni IRES enti ecclesiastici: sanzioni nulle
Un ente ecclesiastico si vede negare le agevolazioni IRES per attività commerciali. La Cassazione conferma l'imposta ma annulla le sanzioni, riconoscendo l'oggettiva incertezza della legge all'epoca dei fatti. La Corte chiarisce i limiti procedurali dell'appello e i presupposti per la disapplicazione delle sanzioni.
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Agevolazione fiscale investimenti: quando conta?
Una società energetica si è vista negare una importante agevolazione fiscale per investimenti in un nuovo impianto. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'investimento fosse stato effettuato prima dell'entrata in vigore della norma. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'impresa, stabilendo che il momento rilevante non è la consegna materiale del bene, ma l'accettazione definitiva successiva al collaudo positivo. Poiché il collaudo si è concluso nel periodo coperto dalla legge, l'agevolazione fiscale per investimenti è stata ritenuta legittima.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un contenzioso fiscale in materia di IRES. La società contribuente aveva aderito alla definizione agevolata, pagando l'importo dovuto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro i termini di legge, il processo si è estinto per cessazione della materia del contendere.
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Tassazione utili: come evitare la doppia imposizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16964/2024, interviene su un caso di accertamento fiscale a carico di una società e dei suoi soci. L'oggetto del contendere era la presunta doppia imposizione sui redditi societari. La Corte ha chiarito che il meccanismo corretto per la tassazione utili, volto a mitigare la doppia imposizione, non è la deduzione dell'IRES pagata dalla società dall'IRPEF dei soci, bensì la parziale inclusione dei dividendi nel reddito imponibile del socio, come stabilito dall'art. 47 del TUIR. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale, che aveva ragionato secondo una logica simile al superato credito d'imposta, è stata cassata.
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Interessi rimborso IRAP: la decorrenza è retroattiva
Una società ha richiesto il rimborso dell'IRES versata in eccesso a causa della passata indeducibilità dell'IRAP. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16206/2024, ha chiarito la questione sulla decorrenza degli interessi rimborso IRAP. È stato stabilito che gli interessi maturano dalla data dell'originario versamento non dovuto, e non dalla data di entrata in vigore della legge che ha introdotto la deducibilità. La Corte ha sottolineato la natura compensativa, e non moratoria, degli interessi, volti a reintegrare il patrimonio del contribuente per la mancata disponibilità delle somme.
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Interessi su rimborso IRES: la motivazione è d’obbligo
Un istituto di credito ha richiesto un rimborso IRES con relativi interessi. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la decorrenza degli interessi. La Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado per motivazione apparente, non avendo i giudici spiegato le ragioni della loro decisione sul calcolo degli interessi su rimborso IRES e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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Motivazione apparente: la Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il caso riguardava una società che aveva usufruito di un'agevolazione fiscale, contestata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha stabilito che i giudici d'appello non possono limitarsi a confermare la decisione di primo grado senza analizzare specificamente i motivi del ricorso, altrimenti la loro motivazione risulta meramente apparente e la sentenza è nulla.
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Operazioni inesistenti: deducibilità e sanzioni IRES
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14803/2024, ha chiarito che in caso di operazioni inesistenti sotto il profilo oggettivo, i costi non sono mai deducibili ai fini IRES. La buona fede del contribuente è irrilevante, poiché il costo non è mai stato effettivamente sostenuto. La Corte ha cassato la decisione dei giudici di merito che avevano erroneamente applicato i principi validi per l'IVA, legati alla consapevolezza della frode, a una questione di imposte dirette, annullando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Deduzione IRAP: la Cassazione sulla dichiarazione
Una società ha richiesto il rimborso dell'IRES versata in eccesso, a seguito della mancata deduzione IRAP per spese di lavoro dipendente. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto la richiesta, qualificando la dichiarazione originale come una scelta negoziale non emendabile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la dichiarazione dei redditi ha natura di dichiarazione di scienza e non di volontà. Pertanto, è sempre emendabile in caso di errori che comportino un pagamento di imposte superiori al dovuto, inclusa la mancata fruizione della deduzione IRAP. La Corte ha chiarito che l'omissione, specie se dovuta a incertezza normativa, non costituisce una scelta irrevocabile. Il caso è stato rinviato alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo esame.
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Cuneo Fiscale: la differenza tra appalto e concessione
Una società di mobilità, partecipata da un ente comunale, si è vista negare la riduzione del cuneo fiscale. L'Agenzia Fiscale sosteneva operasse in regime di concessione, escluso dal beneficio. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che per negare l'agevolazione non basta la qualifica formale, ma è necessario accertare l'effettivo trasferimento del rischio d'impresa dal soggetto pubblico a quello privato, elemento che distingue la concessione dall'appalto. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Società di comodo: no contraddittorio preventivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'accertamento fiscale nei confronti di una società di comodo non è necessario un contraddittorio preventivo avviato dall'Agenzia delle Entrate. La procedura di tutela per il contribuente è l'interpello disapplicativo, un'istanza che deve essere presentata dal contribuente stesso. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato gli avvisi di accertamento per la mancata attivazione del contraddittorio da parte dell'Ufficio.
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Tassazione canoni portuali: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7693/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la non imponibilità ai fini IRES dei canoni percepiti da un'Autorità Portuale per la concessione di beni demaniali marittimi per gli anni d'imposta 2009, 2010 e 2011. La Corte ha stabilito che, per il periodo in esame, la tassazione dei canoni portuali era esclusa in virtù della natura di ente pubblico non economico dell'Autorità, che agiva nell'esercizio di funzioni statali. La successiva normativa, introdotta per conformarsi alle decisioni UE sugli aiuti di Stato, non ha efficacia retroattiva e si applica solo dal 2022.
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Tassazione Autorità Portuali: no IRES sui canoni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7381 del 19 marzo 2024, ha stabilito che i canoni percepiti da un'Autorità Portuale per la concessione di beni demaniali marittimi non sono soggetti a IRES per l'anno d'imposta 2007. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la natura di ente pubblico non economico dell'Autorità e la riconducibilità dei canoni all'esercizio di funzioni istituzionali. La decisione chiarisce che le successive normative, introdotte per adeguarsi alle direttive UE sugli aiuti di Stato, non hanno efficacia retroattiva, salvaguardando così la non imponibilità per i periodi precedenti al 2022.
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Tassazione Autorità Portuali: No IRES per il passato
La Corte di Cassazione ha stabilito che i canoni percepiti da un'Autorità Portuale per le concessioni demaniali non erano soggetti a IRES per l'anno d'imposta 2005. La decisione si basa sulla natura di ente pubblico non economico dell'Autorità e sull'esercizio di funzioni pubbliche. La successiva normativa, che ha introdotto la tassazione a seguito di una decisione UE sugli aiuti di Stato, non è retroattiva e si applica solo dal 1° gennaio 2022, lasciando validi i comportamenti passati.
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Tassazione Autorità Portuali: niente IRES sui canoni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la non imponibilità ai fini IRES dei canoni demaniali percepiti da un'Autorità Portuale per l'anno d'imposta 2003. La decisione si fonda sulla distinzione tra la normativa nazionale vigente all'epoca, che escludeva tale tassazione, e le successive normative introdotte per conformarsi a una decisione della Commissione Europea. Quest'ultima, pur qualificando l'esenzione come aiuto di Stato, ne ha disposto la cessazione solo per il futuro, senza effetto retroattivo, salvaguardando così i periodi d'imposta precedenti.
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Tassazione autorità portuali: esenzione IRES confermata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria, confermando che i canoni demaniali percepiti da un'autorità portuale per l'anno d'imposta 2004 non sono soggetti a IRES. La decisione si basa sulla natura pubblicistica e non economica dell'ente per il periodo in esame, e sulla non retroattività della decisione della Commissione UE che ha qualificato tale esenzione come aiuto di Stato da eliminare solo per il futuro. Questa sentenza chiarisce la disciplina della tassazione autorità portuali per gli anni antecedenti al 2022.
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Principio di competenza: quando dedurre i costi?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7115/2024, ha chiarito l'applicazione del principio di competenza fiscale. Un costo è deducibile solo nell'anno in cui la sua esistenza è giuridicamente certa, non nell'anno in cui viene approvato il bilancio. Nel caso esaminato, un istituto di credito aveva dedotto un costo nel 2004, ma il contratto che lo giustificava è stato stipulato solo nel 2005. La Corte ha stabilito che il costo doveva essere imputato all'esercizio 2005, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Tassazione Autorità Portuali: No IRES per il passato
La Corte di Cassazione ha stabilito che i canoni percepiti da un'Autorità Portuale per le concessioni demaniali non sono soggetti a IRES per gli anni antecedenti al 2022. La sentenza chiarisce che la normativa europea sugli aiuti di Stato e la successiva legge italiana che ha introdotto la tassazione Autorità Portuali non hanno efficacia retroattiva. Di conseguenza, è stato respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria che richiedeva il pagamento dell'imposta per l'anno 2008, confermando che l'attività dell'ente era di natura pubblicistica e non commerciale per il periodo in esame.
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