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Ires

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207 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rimborso IRES: la Cassazione rigetta il ricorso
Una società operante nel settore energetico ha richiesto un rimborso IRES per investimenti in impianti fotovoltaici, avvalendosi di agevolazioni fiscali. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma i giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione alla società. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, rigettando definitivamente il ricorso dell'Agenzia. La Corte ha chiarito che le motivazioni del Fisco si basavano su presupposti di fatto errati, in particolare sulla presunta richiesta di riporto di perdite fiscali mai avvenuta, confermando così il pieno diritto della società al rimborso IRES.
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Definizione agevolata liti: estinzione del processo
Un contenzioso fiscale tra l'Agenzia delle Entrate e due società in liquidazione, relativo a imposte IRES e IRAP, è giunto dinanzi alla Corte di Cassazione. Le società hanno aderito alla definizione agevolata liti prevista dalla Legge n. 197/2022, presentando la relativa domanda e versando la prima rata. La Corte, preso atto dell'avvenuta adesione da parte di entrambe le parti, ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando l'efficacia di tale strumento per chiudere le pendenze fiscali.
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Definizione agevolata liti: processo estinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo ad avvisi di accertamento IRES e IRAP. La decisione è seguita alla presentazione, da parte delle società contribuenti, di una domanda di definizione agevolata liti ai sensi della L. 197/2022, con relativo pagamento della prima rata. La Suprema Corte ha applicato la normativa che prevede l'estinzione del giudizio in questi casi, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Società non operative: la Cassazione fa chiarezza
Una società, accertata come "non operativa" dal Fisco, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che una precedente sentenza favorevole per un'annualità non si estende automaticamente alle altre. I giudici hanno inoltre dichiarato inammissibile il motivo di ricorso basato sull'omesso esame dei fatti, in quanto rappresentava un tentativo di riesaminare il merito della causa. Questa ordinanza rafforza il principio di autonomia dei periodi d'imposta per le società non operative.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ricorreva contro una società energetica per un accertamento IRES (c.d. Robin tax). La società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022, pagando il dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto della domanda e del pagamento, ha dichiarato estinto il processo, senza applicare il doppio contributo unificato.
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Agevolazione IRES enti ecclesiastici: i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2860/2024, ha stabilito i criteri per l'applicazione dell'agevolazione IRES per gli enti ecclesiastici. Il caso riguardava un istituto diocesano a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva negato la riduzione IRES sui redditi derivanti da locazioni immobiliari. La Corte ha chiarito che il beneficio non è automatico basandosi solo sulla natura dell'ente (requisito soggettivo), ma richiede una valutazione oggettiva dell'attività svolta. Se la gestione immobiliare è condotta con criteri imprenditoriali e di concorrenza sul mercato, essa perde il diritto all'agevolazione IRES, anche se i proventi sono destinati a fini istituzionali come il sostentamento del clero. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione dei fatti secondo questo principio.
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Dolo specifico evasione: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omessa dichiarazione IRES. La sentenza sottolinea che, per configurare il reato, non è sufficiente la semplice omissione, ma è necessaria la prova del dolo specifico di evasione, ovvero l'intenzione finalizzata a non pagare le imposte. La Corte ha ritenuto che la mancata tenuta della contabilità per più anni non costituisca, di per sé, prova sufficiente di tale intenzione, rimandando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Plusvalenza e imposta di registro: la Cassazione decide
Una società di costruzioni ha contestato un avviso di accertamento Ires relativo a una plusvalenza da cessione di ramo d'azienda. L'Agenzia delle Entrate aveva basato il calcolo unicamente sul valore definito ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31372/2024, ha stabilito che tale valore non può essere l'unico fondamento per l'accertamento della plusvalenza ai fini delle imposte dirette, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di ulteriori elementi probatori.
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Consorzi di urbanizzazione: obblighi fiscali e IVA
Un consorzio per opere di urbanizzazione, pur senza scopo di lucro, ometteva la dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha stabilito che i consorzi di urbanizzazione svolgono attività d'impresa e sono quindi soggetti a obblighi contabili e fiscali, inclusa la dichiarazione IRES e IVA. I contributi dei soci sono considerati corrispettivi per servizi e, pertanto, imponibili. L'omessa dichiarazione legittima la ricostruzione induttiva del reddito da parte dell'Amministrazione Finanziaria.
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Raddoppio dei termini: esito penale irrilevante
Una società ha impugnato un avviso di accertamento, sostenendo che fosse tardivo poiché il procedimento penale che giustificava il "raddoppio dei termini" si era concluso con un'assoluzione. La Corte di Cassazione ha ribadito che la valutazione del giudice tributario sull'obbligo di denuncia penale, presupposto per il raddoppio dei termini, è autonoma e indipendente dall'esito del processo penale. Tuttavia, ha specificato che tale raddoppio non si applica all'IRAP.
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Motivazione rafforzata: nullo l’avviso senza replica
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento IRAP per abuso del diritto, poiché l'Agenzia delle Entrate non aveva fornito una motivazione rafforzata, ossia una replica specifica e dettagliata alle giustificazioni presentate dalla società contribuente. L'operazione contestata, una vendita immobiliare infragruppo a prezzo ridotto seguita da una rivendita a prezzo maggiore, mirava a sfruttare perdite IRES, ma l'avviso non ha dimostrato un indebito vantaggio ai fini IRAP, rendendolo nullo per vizio formale.
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Rimborso IRAP e compensazione: vale come pagamento?
Una società ha richiesto il rimborso IRAP per le spese del personale, deducibili dall'IRES. L'imposta era stata saldata tramite compensazione con un altro credito fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che solo i versamenti in denaro fossero validi. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che la compensazione è una forma di pagamento a tutti gli effetti, garantendo così il diritto al rimborso IRAP.
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Comunicazione Irregolarità: è un diniego impugnabile?
Una società energetica si è vista negare un rimborso IRES attraverso una comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha confermato che tale avviso costituisce un atto di diniego formale e pienamente impugnabile, che sostituisce un eventuale precedente silenzio-rifiuto. Di conseguenza, il ricorso presentato tardivamente è stato dichiarato inammissibile, sottolineando l'importanza di calcolare correttamente i termini perentori che decorrono dalla notifica dell'atto, anche se inviata telematicamente all'intermediario fiscale.
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Litisconsorzio necessario: obbligatorio per tutti i soci
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9221/2025, ha stabilito che nei contenziosi tributari riguardanti società che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale, sussiste un litisconsorzio necessario tra la società partecipata e i suoi soci. Di conseguenza, un giudizio svoltosi senza la partecipazione di tutti i soggetti interessati è nullo. Il caso riguardava avvisi di accertamento IRES notificati a tre società socie per redditi imputati loro 'per trasparenza' dalla società partecipata. La Corte ha annullato l'intero processo, rinviando la causa al giudice di primo grado per un nuovo giudizio con la corretta integrazione del contraddittorio.
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Prestazioni extra-budget: tassazione e competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26366/2025, ha stabilito che i ricavi derivanti da prestazioni extra-budget erogate da strutture sanitarie convenzionate non sono tassabili nell'anno in cui il servizio è reso. La tassazione è differita al momento in cui tali ricavi acquisiscono i requisiti di certezza e determinabilità, ovvero quando vengono formalmente riconosciuti e quantificati dall'ente pubblico. La Corte ha così rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva l'applicazione stringente del principio di competenza fiscale.
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Prestazioni extra-budget: quando si tassano i ricavi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26367/2025, ha stabilito che i ricavi derivanti da prestazioni extra-budget fornite da strutture sanitarie convenzionate non sono tassabili nell'anno in cui il servizio è reso. La tassazione è rinviata all'anno in cui tali ricavi diventano certi e oggettivamente determinabili, ovvero quando l'ente pubblico li riconosce e quantifica. Questa decisione deroga al principio generale di competenza, sottolineando che la mera erogazione della prestazione non garantisce la certezza del corrispettivo.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a due società di navigazione riguardo a delle agevolazioni Ires e Irap. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della corte d'appello perché basata su una motivazione apparente: i giudici di secondo grado avevano fondato la loro decisione su norme relative all'IVA, un'imposta del tutto estranea all'oggetto del contendere. Questo vizio radicale, che impedisce di comprendere l'iter logico-giuridico della decisione, ha comportato la nullità della sentenza e il rinvio della causa a un nuovo giudice.
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Rimborso IRES per IRAP non dedotta: la Cassazione
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso IRES per l'anno 2008, a causa della mancata deduzione della quota IRAP consentita dalla legge. L'Agenzia Fiscale si opponeva, sostenendo che la normativa per quell'anno prevedesse solo la deduzione e non il rimborso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo un principio di simmetria: il diritto a una deduzione implica necessariamente il diritto al rimborso della maggiore imposta versata qualora la deduzione non venga esercitata. Negare il rimborso IRES sarebbe, secondo la Corte, irragionevole e illogico.
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Rimborso parziale: quando vale come diniego tacito?
Una società ha richiesto un rimborso fiscale IRES, ma l'Agenzia delle Entrate ha risposto con comunicazioni di irregolarità che di fatto concedevano un rimborso parziale. La Corte di Cassazione ha stabilito che una comunicazione di rimborso parziale, se non impugnata tempestivamente, costituisce un diniego definitivo per la parte non rimborsata, rendendo inammissibile un successivo ricorso basato sul silenzio-rifiuto dell'amministrazione.
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Omissione dichiarazione: motivazione perplessa sul reato
Un imprenditore, condannato per omissione dichiarazione, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo è la motivazione 'perplessa' e insufficiente della Corte d'Appello riguardo al calcolo dell'imposta evasa, che non ha chiarito se un'operazione immobiliare avesse generato un guadagno o una perdita. La Suprema Corte ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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