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Ipso Iure Et Facto

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'per effetto della legge e del fatto stesso'. Indica una conseguenza giuridica che si produce automaticamente al verificarsi di determinati presupposti, senza bisogno di un atto di volontà o di una pronuncia del giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cambio amministratore condominio: la vecchia procura resta valida
Un condomino si è opposto al decreto ingiuntivo ottenuto dal condominio per il pagamento di spese di ristrutturazione dei garage. Il condomino sosteneva che la procura dell'avvocato del condominio fosse invalida a causa del cambio amministratore condominio avvenuto durante la causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del condomino. I giudici hanno stabilito che la procura rilasciata dall'amministratore uscente resta pienamente valida anche dopo la sua sostituzione, poiché il mandato difensivo è riferito all'ente condominiale e non alla persona fisica che lo rappresenta temporaneamente. Inoltre, le contestazioni sulle maggioranze dell'assemblea non possono essere sollevate per opporsi al pagamento se la delibera non è stata preventivamente impugnata e annullata nei termini di legge. Il condomino è stato condannato a pagare le spese legali.
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Supercondominio: posti auto privati o passaggio comune?
Alcuni proprietari di villette a schiera hanno chiesto al giudice di vietare a una vicina il passaggio su un'area scoperta destinata a parcheggio. I proprietari sostenevano di avere l'uso esclusivo di tale spazio e che l'edificio della vicina fosse del tutto estraneo al loro complesso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'area fa parte di un Supercondominio. Questo istituto nasce automaticamente quando più edifici autonomi condividono materialmente beni o servizi necessari, come i viali di accesso. Di conseguenza, si applica la presunzione di comunione dei beni e la vicina ha il pieno diritto di transitare sulla strada comune per raggiungere la via pubblica. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese di giudizio.
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Tabelle millesimali supercondominio: delibera valida senza dati
Un condòmino ha impugnato le delibere di un supercondominio contestando il calcolo dei quorum assembleari, effettuato dividendo i millesimi in parti uguali tra i lotti anziché in base al valore reale. I giudici di merito hanno annullato le delibere per l'assenza di adeguate tabelle millesimali supercondominio. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del supercondominio, stabilendo che l'assenza o l'inadeguatezza delle tabelle millesimali supercondominio non determina automaticamente l'invalidità della delibera. Il giudice deve infatti verificare concretamente, anche a posteriori, se le maggioranze richieste dalla legge siano state effettivamente raggiunte calcolando i valori reali delle proprietà. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Delibera condominiale supercondominio: palazzo vince su singolo
Un condomino ha impugnato la decisione del proprio edificio di assumere un portiere notturno a uso esclusivo, sostenendo che la competenza fosse del Supercondominio, di cui il suo palazzo faceva parte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante sulla delibera condominiale supercondominio. Un singolo condominio ha il pieno potere di decidere e finanziare servizi destinati unicamente ai propri residenti, senza dover coinvolgere l'assemblea del Supercondominio. La competenza di quest'ultimo, infatti, riguarda solo la gestione di beni e servizi comuni a tutti gli edifici del complesso. La delibera è stata quindi ritenuta valida.
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Costituzione Supercondominio: vicinanza tra edifici non basta
Alcuni proprietari hanno contestato una delibera che approvava regolamento e tabelle di un supercondominio, sostenendo che il loro edificio non ne facesse parte. La Corte di Cassazione ha dato loro ragione, stabilendo un principio fondamentale sulla costituzione del supercondominio: la semplice vicinanza tra edifici o la loro origine da un unico piano di lottizzazione non è sufficiente. Per creare un supercondominio, è necessario dimostrare l'esistenza di beni o servizi oggettivamente e funzionalmente legati a più edifici (come viali o impianti centralizzati) oppure un esplicito accordo contrattuale tra tutti i proprietari. La Corte ha annullato la precedente decisione, che si era basata solo sulla conformazione del complesso immobiliare, e ha rinviato il caso per una nuova valutazione basata su questi criteri più rigorosi.
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Presunzione di condominialità: strada privata non basta, vince il proprietario
Un proprietario si oppone al pagamento delle spese per una strada privata, negando di far parte del supercondominio. La Cassazione gli dà ragione, stabilendo un principio fondamentale sulla presunzione di condominialità. Non basta l'uso comune di un bene per renderlo condominiale. È necessario verificare lo stato dei luoghi e i titoli di proprietà al momento della nascita del condominio. Se all'epoca dell'acquisto la strada non esisteva e non era menzionata nell'atto, non può essere considerata automaticamente una parte comune. La semplice relazione funzionale sorta in un momento successivo non è sufficiente a creare obblighi di spesa. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso a un nuovo esame.
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Supercondominio: quando scatta l’obbligo di pagare
La Corte d’Appello ha stabilito che un supercondominio nasce automaticamente quando più unità immobiliari, pur se fisicamente separate o recintate, condividono servizi essenziali come fognature e illuminazione. Nel caso in esame, i proprietari di alcune villette a schiera sono stati obbligati a pagare le spese arretrate poiché la delibera di ripartizione, non impugnata nei termini, è diventata definitiva. La sentenza conferma che la titolarità dei servizi comuni rimane in capo al condominio finché non interviene un formale atto di cessione all'ente pubblico.
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Demolizione Parti Comuni: Costruttore Perde Contro il Condomino
Un'impresa costruttrice, proprietaria di una porzione di un edificio, demolisce la sua parte per costruire nuove villette, invadendo suolo, sottosuolo e strutture portanti comuni. L'altro proprietario si oppone. La Corte di Cassazione stabilisce che la demolizione di parti comuni condominiali e l'appropriazione di aree condivise sono illegittime. Tale condotta viola il diritto degli altri condomini al pari uso della cosa comune. Anche l'eliminazione dei parcheggi con vincolo di destinazione è illecita. La Corte accoglie il ricorso del proprietario danneggiato, affermando che un singolo condomino non può alterare la struttura e le aree comuni a proprio esclusivo vantaggio.
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Supercondominio: la proprietà delle parti comuni future
Una società immobiliare rivendicava la proprietà esclusiva di una strada al servizio di un complesso di edifici, sostenendo che tale bene non esistesse al momento della prima vendita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la natura comune di un bene futuro in un supercondominio può essere validamente costituita già nel primo atto di vendita, attraverso un'obbligazione contrattuale a realizzarlo come parte comune, rendendo irrilevanti le successive riserve di proprietà.
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Supercondominio di fatto: come nasce senza atto?
Una società immobiliare ha rivendicato la proprietà esclusiva di un porticato, agendo contro un condominio per la rimozione di un pozzetto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'area è un bene comune in un supercondominio di fatto. La Corte ha chiarito che il supercondominio sorge automaticamente (ipso iure et facto) quando più edifici condividono parti o servizi, senza necessità di un atto formale. La natura comune del bene è stata desunta dalla sua oggettiva funzione di servizio per l'intero complesso immobiliare.
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Supercondominio: quando si applica e i requisiti
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di supercondominio. Analizzando il caso di due proprietari di una villetta che utilizzavano una strada di accesso di proprietà esclusiva di un condominio adiacente, la Corte ha annullato la decisione d'appello che aveva configurato un supercondominio. È stato chiarito che, per l'esistenza di un tale istituto, non è sufficiente la mera fruizione condivisa di un bene o servizio, ma è indispensabile la contitolarità, ovvero la proprietà comune del bene stesso, ai sensi dell'art. 1117 del codice civile.
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Supercondominio: quando si forma e chi paga le spese
Una disputa su oneri condominiali porta la Corte di Cassazione a chiarire i presupposti del supercondominio. Con l'ordinanza n. 2583/2024, la Corte ha stabilito che un supercondominio si costituisce automaticamente (ipso iure et facto) quando più edifici o unità immobiliari condividono servizi essenziali come reti idriche, fognarie e illuminazione. Di conseguenza, tutti i proprietari che beneficiano di tali servizi sono obbligati a contribuire alle spese, indipendentemente dalla formale appartenenza al condominio originario. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente negato la legittimazione del condominio a richiedere i pagamenti.
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Supercondominio: quando si pagano le spese comuni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2580/2024, ha chiarito la natura del supercondominio e la ripartizione delle spese. Nel caso esaminato, alcuni proprietari di villette, pur essendo collegate alla rete fognaria e idrica di un complesso condominiale, non erano tenuti a pagare per servizi che non utilizzavano, come la guardiania o la manutenzione delle strade interne. La Corte ha stabilito che il supercondominio sorge di fatto quando esistono beni o servizi condivisi, ma l'obbligo di contribuzione alle spese è limitato solo a tali beni e servizi. Le delibere assembleari che impongono costi per servizi non goduti sono state dichiarate nulle.
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Impugnazione delibera supercondominio: chi può agire?
Un singolo condomino ha impugnato una delibera dell'assemblea dei rappresentanti di un supercondominio. La Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso nel caso specifico, ha corretto la motivazione dei giudici di merito. Ha stabilito un principio fondamentale sull'impugnazione delibera supercondominio: ogni condomino ha il diritto di impugnare, a condizione che il rappresentante del proprio condominio sia risultato assente, dissenziente o astenuto. Nel caso in esame, il ricorso è stato respinto perché il rappresentante aveva votato a favore della delibera.
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