L'Azienda, attiva nel settore automobilistico, otteneva dall'INPS la variazione del proprio inquadramento da terziario a industria nel 2002, senza comunicarlo all'INAIL. Nel 2006, a seguito di un'ispezione, l'INAIL disponeva d'ufficio la rettifica inquadramento INAIL con effetto retroattivo dal 2002, richiedendo maggiori premi assicurativi. La Corte d'Appello riteneva legittima la retroattività. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che, in assenza di dichiarazioni inesatte o dolose del datore di lavoro, la rettifica dell'inquadramento tariffario e della relativa tassazione produce effetti solo a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla notifica del provvedimento. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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