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Indennizzo Ex Art. 35-Ter Ord. Pen.

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una somma di denaro prevista dalla legge come rimedio compensativo per il pregiudizio subito da un detenuto a causa di condizioni di detenzione inumane, in violazione dell'art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spazio in cella e indennizzo per detenzione inumana
Un detenuto in regime di semilibertà ha presentato reclamo per ottenere l'indennizzo per detenzione inumana relativo al periodo trascorso in diversi istituti penitenziari. Il Tribunale di sorveglianza ha respinto la domanda accertando che gli istituti garantivano uno spazio calpestabile superiore a tre metri quadrati a persona, luce naturale, riscaldamento, bagni separati e accesso a regolari attività all'aperto. Il recluso ha quindi promosso ricorso per cassazione sostenendo la violazione dei diritti fondamentali della persona. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. I giudici hanno chiarito che le condizioni di vita in cella non avevano superato la soglia minima di gravità richiesta per configurare un trattamento lesivo e hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese e a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Indennizzo detenzione inumana: cella affollata, vince il detenuto
Un ex detenuto ha richiesto un indennizzo per detenzione inumana, avendo vissuto per 661 giorni in una cella con uno spazio personale di soli 1,89 mq. Il Tribunale aveva respinto la domanda, ritenendo che le attività fuori dalla cella compensassero il disagio. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando un principio fondamentale: sotto i 3 mq di spazio personale scatta una 'presunzione forte' di violazione dei diritti umani. Questa presunzione non può essere superata da prove generiche, come una semplice relazione della casa circondariale. L'Amministrazione deve fornire prove specifiche e dettagliate che dimostrino condizioni complessivamente adeguate, onere che in questo caso non è stato assolto. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo giudizio.
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Indennizzo detenzione: diritto anche dopo il rilascio
Un detenuto ha richiesto un indennizzo per le condizioni di detenzione subite. Dopo la sua scarcerazione, il Tribunale di sorveglianza ha dichiarato inammissibile il suo reclamo per carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il diritto all'indennizzo detenzione non viene meno con la fine della pena. La competenza del magistrato di sorveglianza, radicata al momento della domanda, persiste anche dopo la liberazione del richiedente.
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Onere di allegazione: basta indicare i fatti al giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento che negava un indennizzo a una detenuta per condizioni carcerarie inumane. La Corte ha chiarito che nel procedimento di sorveglianza vige l'onere di allegazione: la persona detenuta deve solo indicare i fatti (periodi, luoghi, violazioni), non provarli. Spetta poi al magistrato il compito di effettuare d'ufficio gli accertamenti necessari per verificare la fondatezza della richiesta. La decisione sottolinea un principio fondamentale a tutela dei diritti dei detenuti.
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Spazio minimo detenuto: quando è violato l’Art. 3 CEDU
Un detenuto ha richiesto un indennizzo per trattamento inumano a causa delle condizioni di detenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che con uno spazio personale superiore a 4 mq, la presenza di una finestra, l'accesso ad attività e servizi igienici separati, non sussiste alcuna violazione dei diritti. Il calcolo dello spazio minimo detenuto deve correttamente escludere gli arredi fissi e l'area dei sanitari.
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Compensazione pena pecuniaria e indennizzo detenuto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13095/2024, ha stabilito che lo Stato può legittimamente opporre in compensazione un credito derivante da una pena pecuniaria non pagata contro l'indennizzo dovuto a un ex detenuto per condizioni di detenzione inumane. La Corte ha chiarito che il credito per la pena pecuniaria è certo ed esigibile con la sentenza di condanna irrevocabile, rendendo possibile la compensazione pena pecuniaria senza pregiudicare la finalità del risarcimento né la funzione rieducativa della sanzione.
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