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Indennità

196 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il risarcimento per equivalente è il modo attraverso il quale si rimborsano (o reintegrano) coloro che hanno subito un danno ingiusto. Il danno può essere di natura contrattuale o extracontrattuale (o precontrattuale, per quanti credono al tertium genus). Il risarcimento consiste nella liquidazione in denaro del valore del debito nascente dall'illecito (di qualunque genere) o, in altri termini, nella determinazione del valore dell'obbligazione a riparare il danno cagionato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recesso dal contratto di appalto: indennizzo dovuto all’impresa
Una società immobiliare committente affida a un'impresa edile lavori di demolizione e di scavo. In seguito, la committente decide di affidare le opere di scavo a una ditta terza, sostenendo di non aver mai finalizzato il secondo accordo. L'impresa appaltatrice agisce in giudizio per ottenere l'indennizzo per mancato guadagno conseguente allo scioglimento del rapporto. I giudici di merito accertano che l'accordo iniziale comprendeva entrambe le opere e condannano la committente a risarcire l'appaltatore. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della committente. Il recesso dal contratto di appalto obbliga la parte committente a pagare l'indennità per il profitto perso dall'impresa, confermando la piena validità del vincolo contrattuale originario.
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Indennità agente unico: l’azienda non può tagliare il compenso
Un dipendente con mansioni di autista e addetto allo smistamento pacchi ha richiesto il pagamento dell'emolumento accessorio previsto per lo svolgimento di mansioni cumulative. L'azienda postale ha rifiutato il versamento sostenendo che i nuovi accordi sindacali avevano riorganizzato la logistica aziendale, cancellando il beneficio economico. I giudici di merito hanno accolto la domanda del lavoratore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'azienda. I giudici supremi hanno stabilito che l'indennità agente unico possiede piena natura retributiva poiché remunera lo svolgimento congiunto delle mansioni di guida e di consegna. Di conseguenza, il datore di lavoro non può cancellare o ridurre l'importo in modo unilaterale, anche in presenza di mutamenti organizzativi o scadenze degli accordi collettivi, in ossequio al principio costituzionale di proporzionalità della retribuzione.
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Retribuzione Mansioni Superiori: Quando il Lavoro Extra non è Riconosciuto
Un Lavoratore ha chiesto il riconoscimento della *retribuzione mansioni superiori*, inclusa l'indennità di funzione, di posizione organizzativa e di responsabilità, per aver svolto compiti di livello superiore presso un Ente Pubblico. La Corte d'Appello aveva negato tali indennità, sostenendo che alcune erano state soppresse o non spettavano senza specifici parametri di risultato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Lavoratore. Ha confermato che la semplice esecuzione di *mansioni superiori* non garantisce automaticamente indennità specifiche se mancano i requisiti formali o la prova di specifici parametri di risultato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile anche per le censure relative all'omesso esame di fatti decisivi.
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Giurisdizione occupazione legittima: Cassazione ribalta il TAR
Un proprietario terriero ha chiesto il risarcimento dei danni, inclusa l'indennità per occupazione legittima, a seguito di lavori pubblici per una linea ferroviaria. Il Tribunale di Catania aveva negato la propria competenza. Successivamente, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha sollevato un conflitto di giurisdizione, ritenendo che la richiesta di indennità dovesse essere trattata dal giudice ordinario. La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione occupazione legittima per la corresponsione dell'indennità spetta al giudice ordinario. La Corte ha quindi cassato la decisione del Tribunale di Catania e ha rimesso le parti al giudice ordinario per la specifica domanda di indennità.
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Servitù coattiva di passaggio: quando il fondo non è più libero
Due proprietari terrieri (le Aziende Ricorrenti) avevano citato in giudizio una società di distribuzione energetica (l'Azienda Intimata) per l'utilizzo non autorizzato di un percorso sul loro fondo. Il Tribunale aveva riconosciuto il fondo libero da servitù e condannato l'Azienda Intimata al risarcimento, ma la Corte d'Appello aveva poi costituito una Servitù coattiva di passaggio a favore dell'Azienda Intimata, convertendo il risarcimento in indennità. La Cassazione ha respinto il ricorso delle Aziende Ricorrenti, confermando la legittimità della Servitù coattiva di passaggio per l'Azienda Intimata, dato che il suo fondo era considerato intercluso. La Corte ha anche ribadito che l'indennità deve compensare il danno effettivo causato dall'uso del passaggio, non il costo di realizzazione della strada.
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Indennità di Esproprio: Accordo Stragiudiziale Estingue la Causa in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo relativo a una controversia sull'indennità di esproprio. Un'Azienda aveva impugnato la decisione della Corte d'Appello che le imponeva di pagare un'indennità per un terreno espropriato. Le Proprietarie del terreno avevano proposto ricorso incidentale. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, con il quale l'Azienda ha pagato le somme dovute e le Proprietarie hanno rinunciato a ulteriori pretese. Questo accordo ha portato all'estinzione del ricorso principale e alla cessazione della materia del contendere per il ricorso incidentale, con compensazione delle spese legali.
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Indennità di agente unico: tagli illegittimi al compenso
Un lavoratore impiegato con mansioni di autista e addetto allo smistamento pacchi ha richiesto il pagamento della voce retributiva legata allo svolgimento di compiti accessori di ritiro e consegna. L'azienda datrice di lavoro ha negato il compenso, sostenendo che i nuovi accordi sindacali avessero radicalmente modificato l'organizzazione logistica aziendale, cancellando la disciplina previgente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la decisione di merito a favore del dipendente. I giudici hanno stabilito che l'indennità di agente unico ha una precisa natura retributiva poiché remunera mansioni specifiche svolte in aggiunta alla guida. Pertanto, la scadenza o la modifica degli accordi collettivi non consente al datore di lavoro di eliminare unilateralmente il compenso, tutelato dal principio costituzionale di irriducibilità del trattamento economico.
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Cumulo indennità lavoro festivo: quando spetta e quando no
Un agente di polizia locale ha chiesto il **cumulo indennità lavoro festivo** e di turno, sostenendo che il lavoro svolto nei giorni festivi dovesse essere remunerato con entrambe le indennità previste dal CCNL. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'indennità per il lavoro a turni (art. 22 CCNL) già copre il disagio del turno festivo se rientra nell'orario normale. L'indennità per lavoro festivo (art. 24 CCNL) si applica solo se il lavoro eccede l'orario normale o cade nel riposo settimanale. Inoltre, nuove allegazioni in appello sulla quantificazione sono state dichiarate inammissibili.
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Occupazione abusiva di suolo pubblico: stop al calcolo annuo
Un'azienda pubblicitaria ha impugnato diversi avvisi di accertamento emessi dal Comune per presunta occupazione abusiva di suolo pubblico mediante impianti pubblicitari. L'ente locale pretendeva il pagamento dell'indennità calcolata sull'intero anno solare, applicando criteri forfettari anziché la reale durata delle installazioni. I giudici di primo e secondo grado hanno accolto solo in parte le doglianze della società. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la quantificazione dell'indennità per occupazione abusiva di suolo pubblico non può essere calcolata automaticamente su base annua. L'ente impositore e i giudici di merito devono obbligatoriamente accertare la durata effettiva della condotta illecita e la natura, stabile o temporanea, delle strutture installate.
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Indennità di Esproprio: Valore Storico vs. Destinazione Urbanistica
Un proprietario ha contestato la valutazione dell'indennità di esproprio per terreni e fabbricati con resti storici, espropriati da un Ente Pubblico per un progetto di recupero. Il proprietario sosteneva che la Corte d'Appello avesse sbagliato nel metodo di stima, non considerando il potenziale edilizio o il valore storico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. Ha ritenuto che i terreni, classificati come zona di completamento A, non fossero edificabili e che la valutazione dell'indennità di esproprio fosse corretta, basata su una motivazione adeguata che recepiva la CTU.
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Indennità da opera pubblica: il Comune risponde, l’Azienda ferroviaria è esonerata
I proprietari di alcuni immobili hanno subito danni e un deprezzamento del valore a causa della costruzione di un cavalcavia da parte di un'Azienda ferroviaria, con l'approvazione di un Comune. Hanno chiesto il pagamento dell'indennità da opera pubblica. La Corte d'Appello aveva condannato entrambi i soggetti in solido. La Cassazione ha chiarito che la responsabilità per l'indennità da opera pubblica spetta esclusivamente all'Ente espropriante e beneficiario dell'opera (il Comune), e non al concessionario (l'Azienda ferroviaria), se la convenzione non prevedeva espressamente il trasferimento degli obblighi indennitari verso i terzi. Il Comune dovrà quindi pagare l'indennità.
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Compenso magistrati onorari: no al trattamento dei togati
Un Giudice Onorario di Tribunale ha chiesto alla Presidenza del Consiglio e al Ministero della Giustizia oltre 250.000 euro a titolo di differenze retributive, pretendendo lo stesso trattamento economico dei magistrati togati di carriera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la disciplina del compenso magistrati onorari non può essere equiparata alla retribuzione dei giudici ordinari. La Suprema Corte ha chiarito che le due figure hanno ruoli e funzioni ontologicamente differenti: i togati accedono per concorso pubblico e svolgono un servizio esclusivo e permanente, mentre gli onorari svolgono un incarico temporaneo, non esclusivo e senza vincolo di pubblico impiego. Di conseguenza, il corrispettivo riconosciuto agli onorari ha natura meramente indennitaria e non retributiva, rendendo del tutto legittimo il differente trattamento economico.
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Sopraelevazione: Indennità a tutti i condomini, non solo ai “vicini” diretti
La Corte di Cassazione ha chiarito i principi sull'Indennità di sopraelevazione in condominio. Il caso vedeva proprietari di negozi al pianterreno richiedere tale indennità per una nuova costruzione sul lastrico solare. La Suprema Corte ha confermato che l'indennità spetta a tutti i condomini, non solo a quelli le cui unità immobiliari si trovano direttamente sotto l'area sopraelevata. Questo perché la sopraelevazione, anche se estende orizzontalmente, altera i millesimi e l'uso delle parti comuni. La Corte ha rigettato il ricorso dei condomini che chiedevano un ricalcolo, confermando la decisione d'appello e condannandoli alle spese legali.
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IRAP su indennità: quando il risarcimento diventa oggetto di tassazione?
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda televisiva il mancato pagamento dell'IRAP su indennità di cessione frequenze televisive. La Commissione Tributaria Regionale aveva escluso l'IRAP, qualificando l'indennità come risarcimento per la perdita di valore aziendale dovuta alla cessione forzata delle frequenze. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che tali contributi dovrebbero concorrere alla base imponibile IRAP. La Corte di Cassazione, riconoscendo la rilevanza della questione, ha rinviato il caso a una pubblica udienza della Quinta Sezione Civile per una decisione approfondita.
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Contratto a tempo determinato: Cassazione conferma conversione per il Lavoratore
Un Lavoratore, impiegato per anni con un contratto a tempo determinato presso una Fondazione, ha contestato la legittimità di tali contratti. Il Lavoratore chiedeva che il rapporto fosse riconosciuto come a tempo indeterminato. Dopo un primo rigetto, la Corte d'Appello ha accolto la sua richiesta, convertendo il contratto e disponendo il risarcimento. La Fondazione ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso della Fondazione inammissibile, confermando la decisione precedente a favore del Lavoratore. Questo significa che il contratto a tempo determinato è stato convertito in indeterminato e la Fondazione deve pagare le spese legali.
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Contributi Cassa Forense: niente arretrati per i giudici onorari
Un avvocato ha opposto una cartella esattoriale avente ad oggetto i Contributi Cassa Forense richiesti dall'ente di previdenza per l'attività di giudice onorario di tribunale svolta dal 2007 al 2010. L'ente sosteneva l'obbligo di versamento mediante l'applicazione analogica delle norme dettate per i giudici onorari aggregati. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso dell'ente previdenziale. La Corte ha stabilito che prima della riforma del 2012 non sussisteva alcun obbligo normativo di versare i Contributi Cassa Forense sulle indennità percepite dai giudici onorari di tribunale. La disciplina speciale prevista per altre figure onorarie non si applica per analogia e la legge successiva non ha valore retroattivo. Di conseguenza, la pretesa dell'ente è illegittima e l'atto viene annullato.
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Servitù coattiva di passaggio: via libera ai tir sul fondo vicino
Due società titolari di capannoni industriali hanno chiesto al tribunale una servitù coattiva di passaggio sui terreni confinanti per consentire il transito di camion e mezzi pesanti. La strada comunale esistente era infatti troppo stretta e inidonea a garantire l'accesso industriale. I proprietari vicini si sono opposti, sostenendo l'incompatibilità urbanistica dei terreni e la mancanza di autorizzazioni edilizie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei vicini, confermando la costituzione del passaggio forzoso. La legge ammette la servitù anche per fondi non del tutto isolati quando serve a soddisfare concrete esigenze industriali e un più intenso sfruttamento economico dell'area. I proprietari dei terreni confinanti hanno perso definitivamente la causa e devono sopportare il passaggio dietro un'indennità economica.
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Azienda vs. Lavoratori: La Cassazione conferma l’Interpretazione Accordo Aziendale
L'Azienda ha contestato l'interpretazione accordo aziendale riguardante i buoni pasto per il lavoro fuori sede. I Lavoratori avevano ottenuto in appello il riconoscimento di tali indennità anche per attività svolte in un ufficio diverso dalla sede legale, ma comunque nella stessa città. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo un'interpretazione più restrittiva dell'accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'interpretazione di un accordo aziendale spetta ai giudici di merito e non può essere contestata in Cassazione solo proponendo un'alternativa plausibile. L'Azienda deve pagare le spese legali.
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Lavoro festivo infrasettimanale: turni e indennità cumulabili
Alcuni infermieri di un'azienda sanitaria pubblica hanno richiesto il pagamento delle maggiorazioni per il lavoro festivo infrasettimanale svolto durante i loro turni. L'Azienda si è opposta, sostenendo che l'indennità di turno già compensasse interamente tale disagio e non fosse cumulabile con altre maggiorazioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando la decisione d'appello favorevole ai lavoratori. I giudici hanno stabilito che l'indennità per il lavoro a turni e il compenso per il lavoro festivo infrasettimanale hanno finalità diverse e sono cumulabili. Pertanto, i dipendenti turnisti della sanità hanno diritto sia all'indennità di turno sia al riposo compensativo o, in alternativa, al pagamento dello straordinario festivo maggiorato.
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Indennità di custodia giudiziaria: no al semplice affitto
Una società di soccorso ha custodito per dieci anni trentacinque lavatrici sequestrate. Il Tribunale ha quantificato l'indennità di custodia giudiziaria basandosi sul mero valore locatizio dello spazio occupato e applicando i criteri delle professioni intellettuali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del custode, stabilendo che tale liquidazione è illegittima. I giudici di legittimità hanno chiarito che la custodia comporta compiti attivi di vigilanza e manutenzione che superano la semplice locazione. Pertanto, in mancanza di usi locali provati, il giudice deve applicare le tariffe ministeriali previste per beni simili, e non i parametri dei professionisti intellettuali. La decisione è stata cassata con rinvio per una nuova quantificazione.
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