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Indennità

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196 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Indennità mansioni superiori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di assistenti amministrativi scolastici che, avendo svolto mansioni superiori come DSGA, chiedevano il pagamento delle differenze retributive piene. La Suprema Corte ha confermato che la normativa speciale prevale su quella generale, stabilendo che a tale personale spetta solo una specifica indennità mansioni superiori. Questa viene calcolata come differenza tra il trattamento economico iniziale del DSGA e la retribuzione complessiva già in godimento dell'assistente, inclusa l'anzianità. Di conseguenza, l'indennità diminuisce con l'aumentare della retribuzione dell'incaricato, potendo anche azzerarsi, senza che ciò costituisca una violazione di legge.
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Indennità Covid-19: quando spetta all’artigiano
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità Covid-19 per le perdite commerciali spetta anche agli artigiani iscritti alla gestione previdenziale nel marzo 2020, purché l'iscrizione sia avvenuta prima dell'entrata in vigore della legge istitutiva (17 marzo 2020). La Corte ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il requisito è l'iscrizione al momento dell'entrata in vigore della norma, non l'iscrizione dal primo giorno del mese.
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Acquisizione sanante: quando è valido il provvedimento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari terrieri che chiedevano un'indennità per l'occupazione di loro suoli da parte di un Comune. La Corte ha stabilito che l'azione per ottenere l'indennizzo derivante da un'acquisizione sanante è inammissibile se non è preceduta da un valido provvedimento formale. Tale provvedimento, per legge, deve essere emesso esclusivamente dal Consiglio Comunale e non da altri organi come la Giunta o gli uffici tecnici, i cui atti non sono sufficienti a perfezionare la procedura di acquisizione.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità, anche variabili, intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, come l'indennità di utilizzo professionale e quella di assenza dalla residenza per un macchinista. Accogliendo il ricorso di un lavoratore contro un'azienda di trasporti, la Corte ha affermato che una paga ridotta durante le ferie costituisce un deterrente illegittimo all'esercizio di tale diritto, in linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. La sentenza d'appello, che aveva escluso tali voci, è stata annullata con rinvio.
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Indennità custodia giudiziaria: caso alle Sezioni Unite
Una società di logistica portuale, custode di container sequestrati per oltre 2000 giorni, ha richiesto un'indennità per il servizio svolto. Il tribunale ha accolto la richiesta, ma il Ministero ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione analoga, ritenuta fondamentale per definire il diritto all'indennità per custodia giudiziaria.
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Acquisizione sanante: la giurisdizione del giudice
Una cittadina si oppone a un'occupazione di un suo terreno da parte del Comune, che vi costruisce un parcheggio e poi ne dispone l'acquisizione sanante. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11650/2025, ha stabilito che la giurisdizione per determinare l'intera indennità spetta al giudice ordinario (civile), anche se il giudice amministrativo si è già pronunciato su una singola voce di danno, come quella per l'occupazione illegittima. La Corte ha chiarito che l'indennità è un concetto unitario e un giudicato parziale non può impedire al giudice competente di valutare l'intera questione.
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Indennità Covid cumulabili: legittimo il doppio aiuto
Un operatore del settore feste e sagre ha ricevuto due diverse indennità Covid regionali. La Procura ha contestato il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, ma la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il rigetto del sequestro. La Corte ha valorizzato una delibera regionale che chiariva come le indennità Covid cumulabili fossero legittime, escludendo il fumus commissi delicti.
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Indennità mancato gradimento: tassabile come reddito
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità corrisposta a un agente di assicurazioni per il mancato gradimento del figlio come successore nell'agenzia ha natura di reddito e non di risarcimento del danno. Essendo strettamente legata alla cessazione del rapporto di lavoro, tale somma è considerata reddito imponibile e, di conseguenza, soggetta a ritenuta d'acconto.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità accessorie
Un macchinista ha citato in giudizio la sua azienda, una società di trasporti ferroviari, per ottenere l'inclusione di due indennità (di utilizzazione professionale e di assenza dalla residenza) nel calcolo della sua retribuzione ferie. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore. Sulla base del diritto dell'Unione Europea, la Corte ha stabilito che qualsiasi elemento della retribuzione intrinsecamente collegato alle mansioni svolte, la cui mancata corresponsione potrebbe dissuadere dal godere delle ferie, deve essere incluso nella paga feriale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Domanda subordinata: la Cassazione chiarisce i limiti
Un gruppo di cittadini ha citato in giudizio un'azienda agricola a causa di immissioni odorigene intollerabili. I cittadini avevano richiesto in via principale la cessazione delle immissioni e, solo in via subordinata, il pagamento di un'indennità per il deprezzamento dei loro immobili. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che, una volta accolta la domanda principale (la cessazione delle immissioni), il giudice non può pronunciarsi sulla domanda subordinata, in quanto la sua condizione di procedibilità non si è verificata. La sentenza sottolinea l'importanza di una corretta formulazione delle domande in giudizio.
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Retribuzione ferie: indennità accessorie incluse
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un macchinista contro una società di trasporti, stabilendo che la retribuzione durante le ferie deve includere tutte le indennità accessorie intrinsecamente legate alla mansione, come quelle di condotta, disponibilità e assenza dalla residenza. La Corte ha ribaltato la decisione d'appello, affermando che escludere tali voci creerebbe un disincentivo economico alla fruizione delle ferie, violando i principi del diritto europeo. La sentenza si fonda su un orientamento giurisprudenziale consolidato, sottolineando l'importanza della prevedibilità e uniformità del diritto.
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Accessione invertita: requisiti per l’applicazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva applicato l'istituto dell'accessione invertita senza verificare i presupposti essenziali: la buona fede del costruttore e la mancata opposizione del proprietario del suolo entro tre mesi. Il caso riguardava l'occupazione di una piccola porzione di giardino durante la ricostruzione di un edificio. La Corte ha stabilito che non si può liquidare una semplice indennità, tipica dell'accessione invertita, se mancano i suoi requisiti fondamentali; in tal caso, l'occupazione resta un illecito e dà diritto al pieno risarcimento del danno.
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Tetto retributivo: no a differenze e premi aziendali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di lavoratori contro il proprio datore di lavoro, un ente soggetto a vigilanza regionale. I giudici hanno confermato la legittimità del diniego di differenze retributive, premio aziendale e di una specifica indennità di fine rapporto. La decisione si fonda sull'esistenza di un tetto retributivo imposto da una legge regionale, che prevale su qualsiasi accordo contrattuale o prassi aziendale. La Corte ha chiarito che tale limite opera anche in assenza di tabelle di equiparazione formali e che l'indennità richiesta era una forma di TFR ormai abrogata dalla normativa nazionale.
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Servitù di passaggio gratuita: quando spetta?
Una società, il cui terreno è diventato intercluso a seguito di un'espropriazione da parte di un Comune, ha chiesto una servitù di passaggio gratuita su fondi vicini. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la servitù di passaggio gratuita, ai sensi dell'art. 1054 c.c., può essere costituita solo sulla porzione di fondo residua da cui è stata distaccata la parte espropriata, e non su fondi di terzi o su altri fondi dell'ente espropriante.
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Riservato dominio: riduzione della penale eccessiva
In una causa per inadempimento di un contratto preliminare di vendita di un chiosco con patto di riservato dominio, il Tribunale ha confermato la risoluzione del contratto a causa del mancato pagamento delle rate da parte dell'acquirente. Tuttavia, ha ridotto l'indennità che il venditore poteva trattenere dalle rate già pagate, ritenendo la clausola penale manifestamente eccessiva ai sensi dell'art. 1526 c.c. e bilanciando l'equità tra le parti. L'acquirente è stato condannato a restituire il bene e a pagare gli oneri tributari arretrati.
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Occupazione suolo pubblico: quando è abusiva?
Un'impresa si è opposta a un avviso di accertamento per occupazione di suolo pubblico abusiva, derivante dall'aver installato teli laterali non previsti dalla concessione. Il Tribunale ha confermato la natura abusiva dell'occupazione, ma ha ridotto l'importo dovuto, stabilendo che il canone ordinario già pagato per l'anno in questione dovesse essere detratto dalla maggiore indennità richiesta dal Comune per evitare un ingiustificato arricchimento.
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