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Indennità

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196 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

ius postulandi e avvocato non abilitato
La Corte di Cassazione ha confermato che la costituzione in giudizio tramite un soggetto privo di ius postulandi, poiché mai abilitato o cancellato dall'albo, determina la contumacia della parte. Tale vizio, derivante dall'infedeltà del legale, non consente la rimessione in termini, in quanto l'errore del professionista attiene al rapporto contrattuale privato e non a impedimenti oggettivi esterni. La sentenza ha inoltre stabilito che l'indennità di occupazione per l'uso esclusivo di un immobile ereditato decorre dalla morte del coniuge superstite titolare del diritto di abitazione.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità macchinisti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei macchinisti di una società di trasporti a percepire una **retribuzione feriale** comprensiva delle indennità di condotta e di riserva. La decisione si fonda sul principio europeo secondo cui il lavoratore, durante le ferie, deve trovarsi in una situazione economica analoga a quella dei periodi di servizio. Escludere tali voci, che pesano significativamente sullo stipendio mensile, creerebbe un effetto dissuasivo rispetto alla fruizione del riposo. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità macchinisti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei macchinisti ferroviari a includere nella **retribuzione feriale** le indennità di condotta e di riserva. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equivalente a quello ordinario per non scoraggiare il lavoratore dal fruire del riposo annuale. La Corte ha inoltre chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro, data la mancanza di stabilità garantita dalle riforme legislative del 2012 e 2015.
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Retribuzione feriale: calcolo e indennità incluse
La Corte di Cassazione ha confermato che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità fisse e ricorrenti legate alle mansioni ordinarie, come l'incentivo per attività di condotta e l'indennità di riserva per i macchinisti ferroviari. La decisione si basa sul principio europeo secondo cui il lavoratore non deve subire perdite economiche che possano dissuaderlo dal fruire delle ferie. Inoltre, la Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro per i contratti privi di stabilità reale, in linea con le riforme legislative degli ultimi anni.
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Retribuzione feriale: guida al calcolo delle indennità
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni dipendenti di una società ferroviaria a includere specifiche indennità, come l'incentivo di condotta e l'indennità di riserva, nel calcolo della retribuzione feriale. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equiparabile a quello percepito durante i periodi di lavoro ordinario, per evitare che una riduzione economica scoraggi il lavoratore dal fruire del riposo. Inoltre, la Corte ha stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro, data l'attuale assenza di un regime di stabilità reale nel settore privato.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità variabili
La Corte di Cassazione ha confermato che la retribuzione feriale deve comprendere non solo la paga base, ma anche tutte le indennità variabili percepite abitualmente dal lavoratore durante il servizio ordinario. Il caso riguardava alcuni macchinisti di una società di trasporti che rivendicavano l'inclusione di indennità di scorta e riserva nel calcolo dello stipendio durante le ferie. La Suprema Corte ha stabilito che una riduzione significativa del compenso durante il riposo annuale violerebbe il diritto dell'Unione Europea, agendo come deterrente al godimento delle ferie stesse. Inoltre, è stato ribadito che la prescrizione per tali crediti decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Inammissibilità ricorso cassazione: guida ai requisiti
Alcuni ex presidenti di circoscrizione hanno agito contro un ente locale per ottenere l'indennità di funzione. Dopo una complessa vicenda processuale, la Cassazione ha chiarito che tale compenso spetta solo in presenza di deleghe amministrative specifiche. In sede di rinvio, la Corte d'Appello ha ordinato la restituzione delle somme già percepite. Gli interessati hanno proposto un nuovo ricorso, ma la Suprema Corte ha sancito l'inammissibilità ricorso cassazione a causa di un'esposizione dei fatti gravemente insufficiente, che non permetteva di ricostruire correttamente la vicenda senza ricorrere a fonti esterne.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità e ferie
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni macchinisti ferroviari a includere nella retribuzione feriale le indennità di condotta e di riserva. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equivalente a quello ordinario per non dissuadere il dipendente dal fruire del riposo. Inoltre, è stato stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro, data la mancanza di stabilità garantita dalle riforme legislative recenti.
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Retribuzione feriale: quali indennità spettano?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni macchinisti ferroviari a percepire una retribuzione feriale comprensiva delle indennità di condotta, riserva e assenza dalla residenza. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equiparabile a quello ordinario per non dissuadere il lavoratore dal fruire del riposo. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro qualora non vi sia una tutela reale contro il licenziamento, garantendo così una maggiore protezione ai lavoratori.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità macchinisti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale dei macchinisti ferroviari deve includere le indennità di condotta e di riserva. La decisione si fonda sulla necessità di non scoraggiare il lavoratore dal godere delle ferie attraverso una riduzione dello stipendio. Inoltre, è stato confermato che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro per i contratti privi di stabilità reale.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità macchinisti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di numerosi macchinisti ferroviari a includere nella **retribuzione feriale** le indennità di condotta e di riserva. La società datrice di lavoro aveva impugnato la sentenza d'appello sostenendo che tali voci non dovessero essere computate durante i periodi di riposo. Gli Ermellini, richiamando la giurisprudenza europea, hanno ribadito che il compenso durante le ferie deve essere equiparabile a quello ordinario per evitare che il lavoratore sia dissuaso dal godere del riposo annuale per ragioni economiche.
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Retribuzione ferie: indennità variabili obbligatorie
La Corte di Cassazione ha stabilito che la **Retribuzione ferie** deve comprendere non solo la paga base, ma anche tutte le indennità variabili percepite abitualmente dal lavoratore. Il caso riguardava alcuni macchinisti di una società di trasporti che rivendicavano l'inclusione di incentivi per attività di condotta e riserva nel calcolo del compenso feriale. La Suprema Corte, confermando la decisione d'appello, ha chiarito che una riduzione della paga durante le ferie agirebbe come deterrente, dissuadendo il dipendente dal fruire del riposo garantito. Inoltre, è stato ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Indennità di espropriazione: guida all’accordo
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'accettazione dell'indennità di espropriazione condizionata all'acquisizione delle aree relitte non costituisce un accordo definitivo, ma una controproposta. Nel caso esaminato, un ente locale aveva impugnato la decisione che riconosceva ai proprietari un indennizzo superiore a quello offerto inizialmente. La Suprema Corte ha stabilito che, se il privato subordina l'accettazione a modifiche del progetto o all'estensione dell'esproprio, non si forma un consenso preclusivo. Di conseguenza, resta ferma la possibilità per il proprietario di agire in giudizio per la determinazione del giusto valore di mercato del terreno.
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Acquisizione sanante: termini per l’indennizzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza di trenta giorni per opporsi alla stima dell'indennità non è applicabile all'**acquisizione sanante** prevista dall'art. 42-bis del d.P.R. 327/2001. A differenza dell'espropriazione ordinaria, questa procedura speciale non prevede una fase di stima definitiva da parte di organi tecnici terzi, rendendo inapplicabile il termine breve di impugnazione. Di conseguenza, il privato può contestare l'indennizzo entro il termine di prescrizione ordinario decennale. La Corte ha inoltre confermato che l'opposizione di un singolo comproprietario estende i suoi effetti all'intero bene indiviso.
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Retribuzione ferie: calcolo indennità variabili
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei macchinisti ferroviari a percepire una retribuzione ferie che includa le indennità variabili legate alle mansioni ordinarie. La decisione si basa sul principio europeo secondo cui il compenso durante il riposo deve essere paragonabile a quello ordinario per evitare un effetto dissuasivo. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, a seguito delle riforme legislative del 2012 e 2015.
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Spese giudiziali: l’aumento per più parti è facoltativo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni privati contro un Comune in merito alla liquidazione delle spese giudiziali. I ricorrenti lamentavano il mancato aumento del 20% del compenso professionale, previsto in caso di assistenza a più parti. La Suprema Corte ha chiarito che tale aumento è discrezionale e non automatico, spettando al giudice di merito valutare se l'attività difensiva sia stata unitaria o abbia richiesto sforzi differenziati. Poiché la Corte d'Appello aveva motivato correttamente la natura unitaria della causa, la decisione è stata confermata.
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Demansionamento pubblico impiego: le nuove regole
Un dipendente pubblico ha impugnato il trasferimento presso un nuovo ente locale denunciando un demansionamento dovuto al passaggio dal grado di ufficiale a quello di sottufficiale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nel pubblico impiego non si configura demansionamento se le nuove mansioni appartengono alla stessa categoria contrattuale e posizione economica del precedente incarico. Il principio dell'equivalenza formale prevale sulla percezione soggettiva del prestigio del ruolo.
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Soccombenza virtuale: guida alle spese legali
La controversia riguarda un errore nel versamento di un'indennità di esproprio che ha portato a un lungo contenzioso. Dopo l'estinzione del giudizio di merito per una riassunzione incompleta, il ricorrente ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha applicato il principio della soccombenza virtuale per condannare il rinunciante al pagamento delle spese legali, valutando l'infondatezza dei motivi di ricorso originari.
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Indennità di asservimento: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che parificava l'indennità di asservimento a quella di esproprio per la realizzazione di un parco eolico. La Suprema Corte ha stabilito che, poiché l'asservimento comporta una minore compressione del diritto di proprietà rispetto alla perdita totale del bene, l'indennizzo deve essere calcolato riducendo proporzionalmente il valore venale, senza poter mai coincidere con il valore dell'espropriazione definitiva.
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Indennità di esproprio: criteri di calcolo e CTU
Una società immobiliare ha impugnato la determinazione dell'indennità di esproprio relativa ad aree destinate a edilizia economica e popolare, contestando i criteri di calcolo e la riduzione del 25% applicata dall'ente pubblico. La Corte d'Appello aveva rideterminato l'indennizzo basandosi su una consulenza tecnica d'ufficio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di specificità, poiché la ricorrente non ha indicato con precisione i decreti e i valori contestati, confermando che il giudice di merito non è tenuto a confutare ogni singola osservazione tecnica se la motivazione basata sulla CTU è già esaustiva.
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