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Indennità Di Disoccupazione

25 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'indennità di disoccupazione è un istituto a favore dei soggetti che si trovino in uno stato di disoccupazione involontaria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento e mancata reintegra: salva la disoccupazione
Un dipendente ottiene dal tribunale la declaratoria di illegittimità del licenziamento con ordine di reintegrazione. L'azienda tuttavia rifiuta di riammetterlo in servizio, lasciando ineseguito il provvedimento. L'ente previdenziale decide di trattenere dalla pensione del lavoratore le somme erogate a titolo di indennità di disoccupazione, ritenendo venuto meno lo stato di disoccupazione involontaria a seguito della pronuncia giudiziale. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'ente. La mancata reintegrazione effettiva mantiene intatta l'involontarietà della perdita del posto. Di conseguenza, il lavoratore conserva pienamente il diritto all'indennità economica e l'ente previdenziale deve restituire per intero le trattenute effettuate sulla pensione.
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Socio cooperativa: niente indennità di disoccupazione prima 2012
Una lavoratrice ha cessato il proprio rapporto di lavoro come socia di una cooperativa nel 2010. La donna ha chiesto all'ente previdenziale l'erogazione del sussidio economico. L'ente ha negato la prestazione a causa del quadro normativo vigente all'epoca dei fatti. La Corte d'Appello aveva inizialmente accolto le ragioni della lavoratrice, ritenendo irrilevante l'omesso versamento contributivo. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito della causa, dando ragione all'ente previdenziale. I giudici hanno stabilito che, prima della riforma del 2012, i soci lavoratori delle cooperative di servizi erano esclusi per legge dall'assicurazione contro la disoccupazione involontaria. Di conseguenza, per i periodi precedenti a tale riforma, non spetta alcuna indennità di disoccupazione.
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Ape sociale: i requisiti per chi rientra dall’estero
La Corte d'Appello di Trieste ha riformato una sentenza di primo grado, negando l'accesso all'Ape sociale a un lavoratore rientrato dalle Filippine. Nonostante il licenziamento involontario, il richiedente aveva perso il diritto all'indennità di disoccupazione da rimpatrio a causa di una scelta personale di restare all'estero oltre i termini di legge. La Corte ha stabilito che il beneficio non spetta se la mancata percezione del sostegno alla disoccupazione deriva da una libera decisione del lavoratore e non da un'assenza originaria del diritto.
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Indennità di disoccupazione: vizi di forma e obbligo di rimborso
Una lavoratrice ha impugnato la richiesta dell'ente previdenziale di restituire oltre 28.000 euro ricevuti a titolo di indennità di disoccupazione. L'ente aveva accertato l'inesistenza di un reale rapporto di lavoro subordinato. La ricorrente lamentava vizi formali nel procedimento amministrativo e la mancata applicazione della legge sulla trasparenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nei giudizi sulle prestazioni previdenziali non rilevano i vizi formali dell'atto amministrativo, ma unicamente la sussistenza dei requisiti di legge. Spetta al cittadino dimostrare l'esistenza del reale rapporto di lavoro subordinato per conservare il diritto alla prestazione.
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Indennità di disoccupazione negata se scegli il risarcimento
Un lavoratore, licenziato illegittimamente, ottiene dal giudice l'ordine di reintegra. Di fronte all'inadempienza del datore di lavoro, sceglie di ricevere l'indennità sostitutiva di 15 mensilità invece di tornare al lavoro. Successivamente, richiede l'indennità di disoccupazione all'INPS, che la nega. La Corte di Cassazione conferma la decisione dell'INPS, stabilendo un principio chiaro: la scelta di accettare l'indennità monetaria è un atto volontario che risolve il rapporto di lavoro. Di conseguenza, la disoccupazione non è 'involontaria' e non dà diritto al sussidio. La scelta del lavoratore determina la perdita del beneficio.
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Indennità di disoccupazione: spetta anche con reintegra?
Una lavoratrice, dopo aver percepito l'indennità di disoccupazione a seguito di un licenziamento, otteneva una sentenza che ne dichiarava l'illegittimità e ordinava la reintegra. Tuttavia, a causa delle vicende societarie del datore di lavoro, la reintegra non avveniva mai di fatto. L'INPS chiedeva la restituzione delle somme. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di disoccupazione non deve essere restituita, poiché la sua funzione è tutelare lo stato di bisogno effettivo, che persiste finché il lavoratore non riprende concretamente servizio.
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Indennità di disoccupazione e accordo: quando si perde
Un lavoratore, dopo aver ottenuto la reintegrazione in seguito a un licenziamento illegittimo, accetta un accordo economico rinunciando al posto. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale scelta rende la disoccupazione volontaria, escludendo il diritto all'indennità di disoccupazione, poiché la rinuncia a un rapporto di lavoro già ripristinato giudizialmente equivale a dimissioni.
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APE sociale: accesso senza indennità di disoccupazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24950/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo i requisiti per l'accesso all'APE sociale. Un ente previdenziale aveva negato il beneficio a una lavoratrice disoccupata perché non aveva precedentemente percepito l'indennità di disoccupazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, chiarendo che il requisito essenziale è lo stato di disoccupazione e non la fruizione di una precedente indennità. La legge, infatti, richiede solo che, qualora l'indennità sia stata percepita, la sua erogazione sia terminata, senza imporre la percezione stessa come condizione per accedere all'APE sociale.
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Disoccupazione soci cooperative: no ai contributi pre-2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22797/2024, ha stabilito che per i soci lavoratori di cooperative rientranti nel d.P.R. 602/1970, l'assicurazione contro la disoccupazione è stata estesa solo a partire dal 1° gennaio 2013. Pertanto, i contributi versati prima di tale data non possono essere utilizzati per maturare il diritto all'indennità. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando la decisione di merito che aveva riconosciuto il diritto dei lavoratori. Si afferma così il principio della non retroattività della tutela per la disoccupazione soci cooperative, introdotta dalla legge n. 92 del 2012.
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Indennità di disoccupazione: stop con i requisiti pensione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11965/2024, ha stabilito che il diritto all'indennità di disoccupazione cessa nel momento in cui il lavoratore matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, a prescindere dalla presentazione della domanda. Di conseguenza, le somme percepite dopo tale data costituiscono un indebito e devono essere restituite all'ente previdenziale. La sentenza chiarisce che la scelta di posticipare la richiesta di pensionamento non consente di prolungare il godimento del sussidio di disoccupazione, poiché le due prestazioni sono incompatibili.
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Disoccupazione soci cooperative: no indennità pre-2013
Una lavoratrice, socia di una cooperativa, si è vista negare l'indennità di disoccupazione (ASPI). La Corte di Cassazione, riformando la decisione della Corte d'Appello, ha confermato che la tutela contro la disoccupazione soci cooperative, per le categorie incluse nel d.P.R. 602/1970, è stata introdotta solo dal 1° gennaio 2013 con la Legge 92/2012. Di conseguenza, i periodi contributivi precedenti a tale data non sono validi per il calcolo del beneficio.
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Disoccupazione soci cooperative: no benefit pre-2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5935/2024, ha stabilito che i soci lavoratori di cooperative rientranti nel d.P.R. 602/1970 non hanno diritto all'indennità di disoccupazione per i periodi antecedenti al 1° gennaio 2013. La Corte ha chiarito che l'estensione della tutela contro la disoccupazione soci cooperative, introdotta dalla legge n. 92/2012, non ha efficacia retroattiva. Pertanto, i contributi versati prima di tale data non possono essere utilizzati per raggiungere il requisito contributivo necessario all'ottenimento del sussidio. La Suprema Corte ha così cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto il diritto ai lavoratori, rigettando le loro domande originarie.
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Indennità di disoccupazione e malattia: la guida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5912/2024, ha stabilito che per ottenere la 'neutralizzazione' di un periodo di malattia ai fini del calcolo dei requisiti per l'indennità di disoccupazione, non è sufficiente il solo certificato medico. È indispensabile che il lavoratore rispetti la procedura di comunicazione tempestiva all'INPS, come previsto dalla legge. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva concesso il beneficio senza verificare il rispetto di tale onere procedurale, fondamentale per consentire all'ente le dovute verifiche.
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Indennità di disoccupazione: esclusa per i Co.Co.Co. PA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5812/2024, ha stabilito che l'indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi, introdotta dalla Legge n. 92/2012, non si applica a coloro che lavorano per la Pubblica Amministrazione. La decisione si basa sull'interpretazione restrittiva della norma, che richiama una disciplina (D.Lgs. 276/2003) esplicitamente inapplicabile al settore pubblico, creando una netta distinzione tra collaboratori del privato e del pubblico.
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Esonero obbligo assicurativo: no indennità disoccupazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore non ha diritto all'indennità di disoccupazione se il suo ex datore di lavoro ha ottenuto un esonero dall'obbligo assicurativo con efficacia retroattiva. Anche se il decreto di esonero è stato emesso dopo la cessazione del rapporto di lavoro, la sua retroattività, prevista per legge, fa venire meno il requisito essenziale di un valido rapporto assicurativo per il periodo lavorato, rendendo legittimo il diniego della prestazione e la richiesta di restituzione delle somme eventualmente già percepite.
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Disoccupazione soci cooperative: esclusa prima del 2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4936/2024, ha stabilito che i soci lavoratori di specifiche cooperative, come quelle di pulizia, non avevano diritto all'indennità di disoccupazione prima del 1° gennaio 2013. La Corte ha chiarito che il tema della disoccupazione soci cooperative è stato disciplinato solo con la riforma del 2012, negando il diritto alla prestazione per un licenziamento avvenuto nel 2010 e ribaltando le precedenti decisioni di merito.
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Indennità disoccupazione: no per soci cooperative
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni soci lavoratori di una cooperativa di facchinaggio e trasporto che richiedevano l'indennità di disoccupazione. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che, prima della Legge 92/2012, queste specifiche categorie di lavoratori erano escluse dall'obbligo assicurativo e, di conseguenza, dal diritto alla prestazione.
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Indennità di disoccupazione: la transizione alla ASpI
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i lavoratori licenziati a fine 2012, l'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti maturata per l'anno 2012 deve essere considerata 'assorbita' nella nuova prestazione mini-ASpI, come previsto dalla norma transitoria della Legge Fornero. La Corte d'Appello aveva erroneamente applicato integralmente la vecchia disciplina, senza considerare il nuovo regime di trattamento della prestazione.
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Decadenza prestazioni previdenziali: il caso
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla decadenza delle prestazioni previdenziali. Il caso riguarda una lavoratrice che aveva ricevuto solo una parte dell'indennità di disoccupazione riconosciutale. L'ente previdenziale sosteneva che il diritto alle mensilità mancanti fosse decaduto. La Corte ha stabilito che la decadenza per prestazioni previdenziali non si applica quando il diritto è stato interamente riconosciuto ma solo parzialmente pagato, distinguendo nettamente tra 'riconoscimento parziale' e 'pagamento parziale'.
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Indennità di disoccupazione: ricorso inammissibile
Un lavoratore si è visto negare l'indennità di disoccupazione ordinaria poiché i suoi contributi erano stati versati nel fondo agricolo anziché in quello non agricolo. I tribunali di merito hanno confermato la decisione e la Corte di Cassazione ha dichiarato il suo successivo ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso non affrontavano la questione centrale della decisione impugnata, ovvero la totale assenza di contributi versati nella gestione non agricola nel biennio di riferimento.
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