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Legge 6 aprile 1936, n. 1155

15 provvedimenti

Indennità di disoccupazione e accordo: quando si perde
Un lavoratore, dopo aver ottenuto la reintegrazione in seguito a un licenziamento illegittimo, accetta un accordo economico rinunciando al posto. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale scelta rende la disoccupazione volontaria, escludendo il diritto all'indennità di disoccupazione, poiché la rinuncia a un rapporto di lavoro già ripristinato giudizialmente equivale a dimissioni.
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Restituzione indennità disoccupazione e contratto
Un lavoratore, dopo aver percepito l'indennità di disoccupazione, otteneva una sentenza che convertiva retroattivamente il suo contratto a termine in uno a tempo indeterminato, con condanna del datore a un'indennità risarcitoria. L'ente previdenziale ha richiesto la restituzione dell'indennità di disoccupazione, sostenendo che, a causa della ricostituzione giuridica del rapporto, lo stato di disoccupazione non era mai esistito. A causa di un contrasto giurisprudenziale sulla questione, la Corte di Cassazione ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per stabilire un principio di diritto definitivo.
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Indennità di mobilità: quando va restituita? Cassazione
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il caso di lavoratori che, dopo essere stati licenziati e aver percepito l'indennità di mobilità, ottengono una sentenza di reintegrazione. Tuttavia, a causa del fallimento del datore di lavoro, la reintegrazione non avviene mai di fatto. L'INPS chiede la restituzione delle indennità versate. Rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla questione, la Corte non decide nel merito ma rimette la causa alle Sezioni Unite per stabilire un principio di diritto definitivo. Il dilemma è se prevalga la reintegrazione formale ('de iure') o la mancata ripresa effettiva del lavoro ('de facto') nel determinare la legittimità dell'indennità.
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Disoccupazione soci cooperative: no ai contributi pre-2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22797/2024, ha stabilito che per i soci lavoratori di cooperative rientranti nel d.P.R. 602/1970, l'assicurazione contro la disoccupazione è stata estesa solo a partire dal 1° gennaio 2013. Pertanto, i contributi versati prima di tale data non possono essere utilizzati per maturare il diritto all'indennità. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando la decisione di merito che aveva riconosciuto il diritto dei lavoratori. Si afferma così il principio della non retroattività della tutela per la disoccupazione soci cooperative, introdotta dalla legge n. 92 del 2012.
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Dimissioni per giusta causa: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30310/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento della NASpI a seguito di dimissioni per giusta causa, motivate dall'omesso versamento dei contributi da parte del datore di lavoro. La Corte ha stabilito che, per la validità delle dimissioni per giusta causa, non è sufficiente l'inadempimento datoriale, ma è necessario che il lavoratore dimostri il nesso di causalità e immediatezza tra la conoscenza dell'inadempimento e la sua decisione di recedere dal rapporto.
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Disoccupazione soci cooperative: no indennità pre-2013
Una lavoratrice, socia di una cooperativa, si è vista negare l'indennità di disoccupazione (ASPI). La Corte di Cassazione, riformando la decisione della Corte d'Appello, ha confermato che la tutela contro la disoccupazione soci cooperative, per le categorie incluse nel d.P.R. 602/1970, è stata introdotta solo dal 1° gennaio 2013 con la Legge 92/2012. Di conseguenza, i periodi contributivi precedenti a tale data non sono validi per il calcolo del beneficio.
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Disoccupazione soci cooperative: no benefit pre-2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5935/2024, ha stabilito che i soci lavoratori di cooperative rientranti nel d.P.R. 602/1970 non hanno diritto all'indennità di disoccupazione per i periodi antecedenti al 1° gennaio 2013. La Corte ha chiarito che l'estensione della tutela contro la disoccupazione soci cooperative, introdotta dalla legge n. 92/2012, non ha efficacia retroattiva. Pertanto, i contributi versati prima di tale data non possono essere utilizzati per raggiungere il requisito contributivo necessario all'ottenimento del sussidio. La Suprema Corte ha così cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto il diritto ai lavoratori, rigettando le loro domande originarie.
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Esonero obbligo assicurativo: no indennità disoccupazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore non ha diritto all'indennità di disoccupazione se il suo ex datore di lavoro ha ottenuto un esonero dall'obbligo assicurativo con efficacia retroattiva. Anche se il decreto di esonero è stato emesso dopo la cessazione del rapporto di lavoro, la sua retroattività, prevista per legge, fa venire meno il requisito essenziale di un valido rapporto assicurativo per il periodo lavorato, rendendo legittimo il diniego della prestazione e la richiesta di restituzione delle somme eventualmente già percepite.
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Disoccupazione soci cooperative: esclusa prima del 2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4936/2024, ha stabilito che i soci lavoratori di specifiche cooperative, come quelle di pulizia, non avevano diritto all'indennità di disoccupazione prima del 1° gennaio 2013. La Corte ha chiarito che il tema della disoccupazione soci cooperative è stato disciplinato solo con la riforma del 2012, negando il diritto alla prestazione per un licenziamento avvenuto nel 2010 e ribaltando le precedenti decisioni di merito.
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Prescrizione contributi INPS: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione contributi INPS per un professionista. Viene chiarito che il termine decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi. La Corte ha rigettato il ricorso sulla prescrizione, confermando la validità dell'interruzione tramite avviso bonario, ma ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, annullandole in base a una sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale che esonera i professionisti già iscritti ad altra cassa dal pagamento delle sanzioni per omessa iscrizione alla Gestione Separata.
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Indennità ASpI socio cooperativa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i soci lavoratori di cooperative, la tutela contro la disoccupazione involontaria e la relativa indennità ASpI socio cooperativa sono state introdotte solo a partire dal 1° gennaio 2013 con la Legge n. 92/2012. L'ordinanza ribalta una precedente decisione di merito, chiarendo che la normativa speciale (d.P.R. 602/1970) prevale su quella generale e non includeva tale copertura prima del 2013.
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NASpI soci cooperativa: no ai contributi pre-2013
Una lavoratrice, socia di una cooperativa, ha richiesto che la sua indennità di disoccupazione (NASpI) fosse calcolata includendo i contributi versati prima del 2013. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che per i soci di specifiche cooperative, la copertura assicurativa contro la disoccupazione, e quindi i contributi utili al calcolo della NASpI, decorrono esclusivamente dal 1° gennaio 2013, data di entrata in vigore della riforma legislativa. Pertanto, i periodi precedenti non possono essere considerati per determinare la durata del trattamento.
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Prescrizione contributi: il termine per avvocati
La Corte di Cassazione interviene sul tema della prescrizione dei contributi dovuti da un'avvocata alla Gestione Separata INPS. Pur correggendo la motivazione della Corte d'Appello sul 'dies a quo' (la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi), la Suprema Corte ha rigettato l'eccezione di prescrizione, ritenendo applicabili le proroghe dei termini di versamento. Tuttavia, ha annullato le sanzioni civili per il periodo in esame (2009-2010), applicando un principio stabilito dalla Corte Costituzionale.
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Calcolo pensione pro rata: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando il diritto di un professionista al calcolo della pensione pro rata. La sentenza stabilisce che le modifiche peggiorative alle regole di calcolo, introdotte da un nuovo regolamento del 2004, non possono applicarsi alle anzianità contributive maturate prima della sua entrata in vigore. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto alla riliquidazione della pensione si prescrive in dieci anni, e non in cinque, quando è contestato l'ammontare stesso della prestazione e non i singoli ratei.
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Pensione lavoratori spettacolo: decadenza e tetto
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo, stabilendo l'applicazione del termine di decadenza triennale e del tetto massimo alla retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B". L'ordinanza chiarisce che il termine di decadenza opera con un meccanismo "mobile", salvaguardando i ratei maturati nel triennio antecedente la domanda giudiziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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