Un uomo sottoposto a misura restrittiva ha ottenuto un permesso temporaneo di un'ora, dalle 10:00 alle 11:00, ma è rientrato presso il domicilio solo alle 12:55. I giudici di merito lo hanno condannato per il reato di evasione. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che un ritardo di quasi due ore non può essere considerato un fatto lieve, poiché supera ampiamente la durata stessa del permesso concesso. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna penale e ha sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »