LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Inadempimento

Pagina 2 di 37

723 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Impugnazione lodo arbitrale: quando il silenzio costa caro
La Corte di Cassazione ha rigettato l'impugnazione di un lodo arbitrale proposta da un'Immobiliare contro un'Impresa Edile. L'Immobiliare contestava la validità del lodo che la condannava a pagare 850.000 euro per la risoluzione di un contratto d'appalto, a causa del suo rifiuto di autorizzare l'inizio dei lavori. Tra i motivi di ricorso, l'Immobiliare lamentava irregolarità nella costituzione del collegio arbitrale e la nullità del contratto d'appalto. La Corte ha confermato che l'incompatibilità degli arbitri deve essere eccepita tempestivamente tramite ricusazione e che le nullità contrattuali non possono essere sollevate tardivamente. Il ricorso è stato respinto, con condanna dell'Immobiliare al pagamento delle spese legali.
Continua »
Inadempimento Contrattuale: Acconto Perso, Danni Risarciti all’Azienda
Una Lavoratrice aveva versato un acconto per l'acquisto di un immobile. Dopo la separazione dal marito, non ha più potuto comprare l'immobile e ha chiesto la restituzione della metà dell'acconto. L'Azienda venditrice ha invece chiesto il risarcimento danno inadempimento contrattuale, sostenendo di aver venduto l'immobile a un prezzo inferiore. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Lavoratrice, confermando la condanna al risarcimento danni e alle spese legali in favore dell'Azienda. La Corte ha ribadito che la valutazione del danno e la prova dell'inadempimento sono questioni di fatto.
Continua »
Inadempimento Contratto Preliminare: Regolarità Urbanistica Frena l’Acquisto
Un promissario acquirente aveva stipulato un contratto preliminare per l'acquisto di un immobile. I venditori non avevano rispettato i termini di consegna e avevano realizzato opere in difformità. Il promissario acquirente aveva chiesto la stipula del contratto definitivo e il risarcimento dei danni. I venditori, a loro volta, avevano chiesto la risoluzione del contratto per presunto inadempimento del promissario acquirente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del promissario acquirente. Ha confermato che il diritto alla stipula del contratto definitivo era subordinato al completamento dei lavori e alla regolarità urbanistica dell'immobile. L'inadempimento contratto preliminare non è stato riconosciuto a favore del ricorrente, che è stato condannato alle spese.
Continua »
Acquirente inadempiente: la risoluzione del contratto è a suo carico
Un Acquirente ha chiesto la risoluzione del contratto di compravendita di un macchinario, accusando il Venditore di grave inadempimento per ritardi e mancata consegna di documenti essenziali. Il Venditore ha replicato, sostenendo l'inadempimento dell'Acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato che la risoluzione del contratto per inadempimento era imputabile all'Acquirente. Quest'ultimo non aveva fornito i dati necessari per completare il macchinario. Il Venditore aveva quindi legittimamente sospeso la propria prestazione. Il ricorso dell'Acquirente è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Inadempimento Contrattuale Grave: quando il ritardo non basta
Un'Azienda Committente ha richiesto la risoluzione di un contratto di fornitura per presunto inadempimento contrattuale grave da parte dell'Azienda Fornitrice, a causa di ritardi nella consegna di materiali e problemi igienico-sanitari delle pedane. I giudici di merito hanno escluso la gravità dell'inadempimento e la natura essenziale del termine di consegna, condannando la Committente al pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso della Committente. Ha ribadito che la valutazione sull'essenzialità del termine e sulla gravità dell'inadempimento spetta ai giudici di merito, se motivata correttamente.
Continua »
Inadempimento Preliminare: La Cassazione ridefinisce il calcolo del danno
Una società costruttrice e un acquirente stipulano un contratto preliminare per un immobile, condizionato all'ottenimento di un mutuo agevolato. La società non fornisce la documentazione necessaria, impedendo il mutuo. Dopo anni, la società chiede la risoluzione del contratto, mentre l'acquirente chiede i danni. La Cassazione, affrontando il tema dell'inadempimento preliminare, ha stabilito che il momento per calcolare il risarcimento del danno, derivante dalla violazione dell'obbligo di buona fede durante la pendenza di una condizione sospensiva, non è la data della domanda di risoluzione, ma quando la parte inadempiente ha reso impossibile l'avveramento della condizione. La sentenza d'appello è stata cassata per una nuova valutazione.
Continua »
Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione riconosce i diritti pre-1983
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha riconosciuto il diritto al risarcimento medici specializzandi per i medici che hanno frequentato corsi di specializzazione medica prima del 1991. Molti medici non avevano ricevuto un'adeguata remunerazione, come previsto dalle direttive europee. La sentenza stabilisce che il diritto spetta anche a chi ha iniziato la formazione prima dell'anno accademico 1982-1983, ma la remunerazione decorre dal 1° gennaio 1983 fino alla fine della formazione, purché si tratti di specializzazioni comuni a tutti gli Stati membri. Questa decisione ribalta precedenti orientamenti che negavano tale diritto per i periodi più risalenti.
Continua »
Incommerciabilità Immobile: Venditore Responsabile, Acquirente Legittimato al Recesso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un contratto preliminare per la vendita di un immobile. La Promittente Venditrice aveva promesso di vendere una casa con abusi edilizi non sanabili, rendendo l'immobile incommerciabile. La Promissaria Acquirente si era rifiutata di stipulare il contratto definitivo. La Cassazione ha confermato la decisione del giudice di rinvio, che aveva attribuito la responsabilità principale alla Venditrice. Quest'ultima non aveva adeguatamente informato l'Acquirente sull'effettiva natura degli abusi e sull'impossibilità di sanatoria. Il rifiuto dell'Acquirente è stato ritenuto legittimo. La Venditrice è stata condannata a restituire il doppio della caparra e a rimborsare i miglioramenti, mentre l'Acquirente ha dovuto pagare un'indennità per l'occupazione dell'immobile.
Continua »
Contratto preliminare: l’inadempimento costa caro all’Azienda
Un Lavoratore e un'Azienda stipulano un contratto preliminare per l'affidamento di un'agenzia. L'Azienda non conclude il contratto definitivo, affidando l'agenzia a un'altra società. Il Tribunale dichiara l'inadempimento del contratto preliminare da parte dell'Azienda e la condanna al risarcimento danni, calcolato equitativamente sulla base di un'opportunità alternativa persa dal Lavoratore. Entrambe le parti ricorrono in appello e poi in Cassazione. La Suprema Corte conferma la natura preliminare del contratto e l'inadempimento dell'Azienda, rigettando sia il ricorso principale del Lavoratore (sull'ammontare del danno) sia quello incidentale dell'Azienda (sulla qualificazione del contratto e sulla propria responsabilità).
Continua »
Inadempimento Contratto Preliminare: Ipoteca Nascosta e Doppio della Caparra
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso di un acquirente da un contratto preliminare di compravendita immobiliare, condannando il venditore a restituire il doppio della caparra confirmatoria. L'acquirente aveva scoperto un'ipoteca giudiziale sull'immobile non dichiarata e il venditore non si era presentato per il rogito. La Suprema Corte ha ribadito che l'inadempimento del contratto preliminare da parte del venditore, consistente nella mancata liberazione dell'immobile da ipoteche e nella mancata comparizione per la stipula, è grave e giustifica il recesso dell'acquirente e il diritto a ricevere il doppio della caparra. L'inadempimento contratto preliminare è stato ritenuto decisivo.
Continua »
Firma Falsificata: La Responsabilità Intermediario Finanziario Confermato
La Corte di Cassazione ha confermato la **responsabilità dell'intermediario finanziario** per i danni subiti da una cliente. Un dipendente della banca aveva falsificato la firma della cliente su un modulo per modificare il suo profilo di investimento, portando all'acquisto di azioni che hanno generato una perdita significativa. I giudici hanno riconosciuto l'inadempimento della banca nella corretta gestione del dossier titoli e hanno quantificato il risarcimento come differenza tra il valore iniziale e finale dell'investimento. La Corte ha rigettato il ricorso principale della banca e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale della cliente per ulteriori danni, ritenendo che i fatti non fossero stati provati nei gradi precedenti. Le spese legali sono state compensate.
Continua »
Clausola risolutiva espressa: prevale nel mutuo INPS, non è mutuo fondiario
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore che aveva ricevuto un mutuo dall'Ente Previdenziale (INPS). Il Lavoratore non ha pagato alcune rate. L'Ente Previdenziale ha invocato una clausola risolutiva espressa presente nel contratto, chiedendo la restituzione dell'intero importo. Il Lavoratore ha sostenuto che si dovessero applicare le regole più favorevoli previste per il mutuo fondiario, che richiedono un numero maggiore di rate non pagate per la risoluzione. La Corte ha stabilito che la clausola risolutiva espressa del contratto con l'Ente Previdenziale è valida e prevale, poiché il prestito dell'Ente non è assimilabile a un mutuo bancario tradizionale. Il ricorso del Lavoratore è stato rigettato, confermando la condanna al pagamento.
Continua »
Obblighi informativi intermediario finanziario: Cassazione tutela l’investitore
Un investitore ha acquistato obbligazioni argentine tramite una banca, subendo perdite. Ha citato la banca per inadempimento degli obblighi informativi intermediario finanziario, sostenendo che non aveva ricevuto informazioni adeguate sui rischi specifici del titolo. La Corte d'Appello aveva respinto la sua richiesta. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'investitore, stabilendo che l'intermediario deve fornire un'informazione puntuale e dettagliata sui rischi concreti del singolo prodotto finanziario, come il rating e le prospettive negative, andando oltre le informazioni generiche. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
Continua »
Spese Processuali: La Cassazione Ridisegna i Conti tra Aziende
L'Azienda Fornitrice chiedeva all'Azienda Cliente il pagamento per una macchina prototipo. L'Azienda Cliente eccepiva l'inadempimento dell'Azienda Fornitrice e chiedeva risarcimento danni per la mancata locazione del macchinario. Il Tribunale diede ragione all'Azienda Cliente, ma la Corte d'Appello riformò parzialmente la decisione e compensò le spese processuali. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale dell'Azienda Fornitrice e il primo motivo del ricorso principale dell'Azienda Cliente (sui danni). Ha accolto i motivi relativi alle spese processuali, cassando la sentenza d'appello. La Suprema Corte ha deciso nel merito, confermando le spese di primo grado e condannando l'Azienda Fornitrice a pagare 1/3 delle spese d'appello e CTU, compensando per metà le spese del giudizio di legittimità.
Continua »
Macchina difettosa: la Risoluzione contratto di appalto e l’onere della prova
Un'Azienda Committente aveva incaricato un'Azienda Appaltatrice di realizzare una macchina speciale, ma questa presentava difetti e non era conforme alle normative. L'Azienda Committente chiedeva la risoluzione contratto di appalto e il risarcimento danni. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte d'Appello aveva rigettato nuovamente la domanda. La Cassazione, accogliendo il ricorso, ha ribadito che spetta all'Azienda Appaltatrice dimostrare che la macchina consegnata fosse conforme e idonea all'uso pattuito, anche in presenza di modifiche successive apportate dal committente. La sentenza è stata cassata con rinvio, per un nuovo esame che tenga conto di questo principio sull'onere della prova.
Continua »
Banca vs Investitore: la Compensazione del Danno negli Investimenti
Un Investitore ha citato in giudizio una Banca per inadempimento degli obblighi informativi e per un ordine di acquisto con firma falsa. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il mancato rispetto degli obblighi informativi e condannato la Banca a un risarcimento maggiore, escludendo la compensazione del danno con i frutti dell'investimento. La Cassazione ha accolto il ricorso della Banca su questo punto. Ha stabilito che nel calcolo del risarcimento per inadempimento degli obblighi informativi, si devono considerare i vantaggi ottenuti dall'Investitore, come cedole e controvalore dei titoli, applicando il principio di compensazione del danno. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova quantificazione.
Continua »
Servitù di Passaggio: Accordo Violato, Ricorso Inammissibile
Due proprietari (i Ricorrenti) hanno citato in giudizio altri due proprietari (gli Intimati) per accertare l'inesistenza di una servitù di passaggio sul loro fondo. Le parti avevano pattuito di spostare la servitù tramite un accordo scritto. I Ricorrenti chiedevano anche un'indennità per violazioni e risarcimento danni. Il Tribunale aveva accolto l'accertamento dell'inesistenza della servitù e l'indennità, ma rigettato il risarcimento. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, rigettando tutte le domande dei Ricorrenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dei Ricorrenti inammissibile, confermando la decisione d'Appello. Questo perché i Ricorrenti non avevano rispettato le modalità previste nell'accordo per il trasferimento della servitù di passaggio.
Continua »
Ritardato Versamento Contributi: Sanzioni Civili INPS Automatiche?
Un Contribuente ha ritardato il pagamento dei contributi INPS per la Gestione Commercianti, sostenendo di non aver ricevuto i bollettini. L'INPS ha richiesto le sanzioni civili INPS per il ritardo. La Corte d'Appello aveva escluso le sanzioni, applicando la disciplina della mora del creditore (mora credendi), ritenendo il ritardo non imputabile al Contribuente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che le sanzioni civili per ritardato versamento contributivo sono automatiche. Non importa se il ritardo dipende dalla mancata ricezione dei bollettini. La Cassazione ha cassato la sentenza e rinviato la causa per un nuovo esame.
Continua »
Terreno Torboso: Mancanza di Qualità Promesse o Acquisto Consapevole?
Un acquirente ha chiesto la risoluzione di un contratto preliminare per l'acquisto di un terreno. Sosteneva che il terreno fosse privo delle qualità promesse perché la sua natura torbosa richiedeva costose opere di palificazione per costruire una casa a due piani. Il Tribunale aveva inizialmente accolto la sua richiesta, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. La Cassazione ha confermato che il terreno era edificabile e che l'acquirente era a conoscenza della sua natura e della necessità di palificazione. Pertanto, non sussisteva la lamentata mancanza di qualità promesse. Il ricorso dell'acquirente è stato rigettato, con condanna al pagamento delle spese legali.
Continua »
Risoluzione preliminare di vendita: la forma scritta è essenziale
Un promittente acquirente non ottiene il mutuo per l'acquisto di un immobile. I promittenti venditori non chiedono l'adempimento del contratto. La Corte d'Appello ha ritenuto che il contratto preliminare si fosse risolto per mutuo dissenso, condannando i venditori a restituire l'acconto. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso dei venditori. Ha stabilito che la risoluzione preliminare di vendita per mutuo dissenso richiede sempre la forma scritta, specialmente per immobili. La Corte ha cassato la sentenza d'Appello, rinviando il caso per una nuova valutazione.
Continua »