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Impresa A Partecipazione Mafiosa

4 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'impresa che, pur formalmente lecita, opera avvalendosi della forza di intimidazione di un'associazione criminale, è in cointeressenza con essa o è inserita in un contesto economico manipolato dalla mafia, risultando così 'contaminata'.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Confisca di prevenzione: persi anche i beni leciti dei familiari
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione dell'intero patrimonio di un noto imprenditore edile e del suo socio, estendendola anche ai beni dei loro familiari. Sebbene l'attività fosse nata con capitali leciti, le imprese avevano prosperato per oltre trent'anni grazie alla protezione sistematica di un'associazione criminale e all'intermediazione di un influente uomo politico. Questo appoggio aveva garantito una posizione dominante sul mercato, l'eliminazione della concorrenza e l'accesso facilitato al credito. I giudici hanno stabilito che, quando un'attività economica è agevolata dalla criminalità organizzata, l'intero patrimonio aziendale risulta contaminato e non è possibile separare la quota lecita da quella illecita. Di conseguenza, tutti i ricorsi presentati dagli eredi e dai familiari sono stati rigettati.
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Confisca beni mafiosi: quando si supera il giudicato
La Corte di Cassazione, con la sentenza 16136/2024, ha confermato una confisca di beni mafiosi nei confronti degli eredi di un imprenditore, nonostante una precedente decisione di revoca. La Corte ha stabilito che nuovi elementi di prova, come le dichiarazioni di collaboratori di giustizia emerse successivamente, possono legittimamente superare il precedente giudicato, dimostrando la totale contaminazione mafiosa dell'attività imprenditoriale e dell'intero patrimonio.
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Confisca impresa mafiosa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un provvedimento di confisca impresa mafiosa. La sentenza ribadisce che un'azienda è interamente confiscabile se risulta 'contaminata' da metodi mafiosi, anche a fronte di un'iniziale provenienza lecita dei capitali. Viene inoltre chiarito che l'assoluzione dal reato di trasferimento fraudolento di valori non osta alla misura di prevenzione patrimoniale, se questa si fonda sulla complessiva pericolosità sociale e sull'infiltrazione dell'attività economica.
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Confisca impresa mafiosa: quando si salva il socio?
Un imprenditore, socio al 50% di una società immobiliare, si è visto confiscare la propria quota perché l'altro socio era un prestanome di un boss mafioso. Nonostante l'imprenditore fosse stato assolto e avesse usato capitali leciti, la corte territoriale ha qualificato l'azienda come 'impresa mafiosa', giustificando la confisca totale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per una confisca impresa mafiosa totale non basta il coinvolgimento di un boss, ma serve la prova che l'intera attività aziendale sia stata asservita agli scopi del clan. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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