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Giurisdizione Esclusiva

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107 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità precontrattuale della PA: decide il TAR
Un consorzio di imprese private ha presentato una proposta di project financing per la realizzazione di una grande opera autostradale. L'amministrazione pubblica ha dichiarato il pubblico interesse del progetto ma ha prolungato l'istruttoria per oltre diciotto anni. Successivamente, l'ente statale ha deciso di non affidare più l'opera in concessione. Il consorzio ha quindi avviato una causa per ottenere il risarcimento del danno derivante da responsabilità precontrattuale della PA a causa della violazione del dovere di buona fede. Sulla questione del giudice competente, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il comportamento contestato rientra infatti nell'esercizio di poteri autoritativi durante una complessa procedura ad evidenza pubblica.
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Responsabilità precontrattuale della PA: decide il TAR
Un gruppo di imprese ha chiesto un risarcimento danni milionario per i gravissimi ritardi e l'interruzione di una lunga procedura di project financing autostradale. Le aziende hanno contestato all'amministrazione pubblica la violazione degli obblighi di correttezza e buona fede nelle trattative durate quasi due decenni. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che la controversia sulla responsabilità precontrattuale della PA in una procedura di affidamento di lavori pubblici rientra nella giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo. L'attività dell'ente pubblico coinvolgeva l'esercizio di poteri autoritativi e scelte discrezionali, escludendo così la competenza del Giudice Ordinario.
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Sentenza estera o foro esclusivo: il bivio alle Sezioni Unite
Una società estera ha ottenuto in Brasile la condanna di un'azienda produttrice italiana per la risoluzione di un accordo commerciale e il risarcimento di ingenti danni. Il cessionario del credito ha successivamente chiesto alla Corte d'appello il riconoscimento di sentenza straniera per renderla esecutiva in Italia. L'azienda italiana ha contestato la decisione, eccependo l'esistenza di una clausola che riservava la competenza al giudice italiano e lamentando la contrarietà all'ordine pubblico per la presenza di danni punitivi sproporzionati. La Corte di Cassazione ha rilevato la complessità del coordinamento tra i trattati bilaterali e le norme sulla giurisdizione, disponendo la trasmissione degli atti alle Sezioni Unite per risolvere il contrasto interpretativo.
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Convenzione urbanistica: il Comune perde la causa civile
Un Comune ha venduto a una società un lotto di terreno per l'edilizia economico-popolare, allegando una convenzione urbanistica. A causa del mancato pagamento delle rate concordate, il Comune ha ottenuto un decreto ingiuntivo. La società si è opposta, contestando la giurisdizione del giudice ordinario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la controversia spetta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Infatti, l'atto di vendita e la relativa convenzione urbanistica costituiscono un accordo sostitutivo di provvedimento amministrativo. Di conseguenza, ogni disputa sull'esecuzione di tali accordi rientra nella competenza del giudice amministrativo, come già sancito da un precedente giudicato tra le stesse parti. Vince la società opponente: la causa deve ricominciare davanti al TAR.
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Giurisdizione esclusiva: imprese contro Comune per l’edilizia
Un'associazione temporanea di imprese ha citato in giudizio un Comune davanti al tribunale civile, chiedendo la risoluzione di una convenzione per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica e il risarcimento dei danni, a seguito di delibere comunali che avevano revocato l'efficacia dell'accordo. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il contrasto dichiarando la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La Corte ha chiarito che la convenzione, stipulata ai sensi della legge sull'edilizia popolare, costituisce un accordo integrativo o sostitutivo di provvedimento. Di conseguenza, tutte le controversie relative alla sua formazione, conclusione ed esecuzione, comprese le domande di risarcimento danni da inadempimento, spettano al giudice amministrativo e non a quello ordinario.
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Contratto di permuta con la PA: decide il TAR, non il civile
Gli eredi di un cittadino hanno citato in giudizio un Comune per il mancato rispetto di un contratto di permuta con la PA firmato nel 2006. Con questo accordo, il privato cedeva un terreno per costruire una scuola in cambio di lotti edificabili e opere di urbanizzazione mai realizzate. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la causa spetta al giudice amministrativo. Infatti, lo scambio non era una semplice operazione commerciale privata, ma un accordo sostitutivo di un provvedimento di espropriazione, finalizzato alla gestione del territorio. Di conseguenza, i privati dovranno riassumere la causa davanti al Tribunale Amministrativo Regionale per chiedere il risarcimento dei danni.
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Contratto di concessione: scontro sui costi di sicurezza
Il Concessionario di una tratta autostradale ha impugnato il provvedimento con cui il Ministero concedente ha approvato solo parzialmente un progetto di adeguamento delle barriere di sicurezza, tagliando i costi rimborsabili. La Cassazione, risolvendo il conflitto di giurisdizione, ha stabilito che la controversia spetta al Giudice ordinario. La Corte ha chiarito che la contestazione riguarda la fase esecutiva del contratto di concessione. In questa fase, l'amministrazione non esercita un potere autoritativo di pianificazione, ma compie una verifica tecnico-giuridica in una posizione di parità con il privato. Di conseguenza, trattandosi di adempimento di obblighi contrattuali e non di esercizio di poteri pubblici, la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, davanti al quale la causa deve essere riassunta.
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Esecuzione della concessione: privato batte i tagli dello Stato
Il Concessionario di una tratta autostradale ha impugnato il provvedimento del Ministero che approvava solo parzialmente un progetto di adeguamento della sicurezza, riducendo i costi rimborsabili. Il Concessionario ha quindi chiesto alla Corte di Cassazione, tramite regolamento preventivo, di chiarire se la causa spettasse al giudice ordinario o a quello amministrativo. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la controversia riguarda la fase di esecuzione della concessione. In questa fase, il rapporto tra le parti è paritetico e non comporta l'esercizio di poteri autoritativi da parte della Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato la giurisdizione del Giudice ordinario, davanti al quale il processo dovrà essere riassunto.
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Difetto di giurisdizione: magistrato perde contro il Ministero
Un magistrato, sospeso dal servizio, riceve per errore l'intera retribuzione anziché quella ridotta prevista dalla legge. L'Amministrazione richiede la restituzione delle somme tramite cartella esattoriale. Il lavoratore si oppone davanti al giudice ordinario. La Corte di Cassazione conferma il difetto di giurisdizione del giudice ordinario: le controversie sui rapporti di lavoro dei magistrati, non privatizzati, spettano alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il ricorso del lavoratore viene rigettato, con condanna al pagamento delle spese.
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Giurisdizione contratti pubblica amministrazione: paga il civile
I Proprietari hanno concesso in uso un'area di loro proprietà all'Agenzia Pubblica per lo stoccaggio temporaneo di rifiuti tramite una scrittura privata. A causa del mancato pagamento dei canoni pattuiti, i Proprietari hanno citato in giudizio l'ente per ottenere l'adempimento, la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni. Il Tribunale ordinario ha declinato la giurisdizione a favore del giudice amministrativo, ma il TAR ha sollevato conflitto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia spetta al giudice ordinario. Trattandosi di un rapporto paritetico nato da un contratto e non dall'esercizio di poteri autoritativi, la giurisdizione contratti pubblica amministrazione appartiene al giudice ordinario. Di conseguenza, la Cassazione ha cassato la decisione del Tribunale e ha rimesso le parti dinanzi ad esso per la prosecuzione del giudizio.
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Regolamento di giurisdizione: canoni TV al giudice amministrativo
Un'azienda speciale radiotelevisiva ha impugnato la richiesta del Ministero di pagare diritti amministrativi e contributi per ponti radio. Dopo vari rinvii tra tribunali, il TAR Lazio ha sollevato un regolamento di giurisdizione davanti alle Sezioni Unite della Cassazione, ipotizzando la competenza del giudice tributario. La Suprema Corte ha invece stabilito che tali somme non hanno natura tributaria, mancando i requisiti di coattività e di collegamento alla capacità contributiva, configurandosi piuttosto come corrispettivi in un rapporto sinallagmatico. Di conseguenza, le Sezioni Unite hanno dichiarato la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, trattandosi di controversie in materia di comunicazioni elettroniche connesse all'esercizio di pubblici poteri.
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Esclusione dal campionato sportivo: chi decide sui danni?
Una storica società calcistica viene esclusa dal campionato professionistico a causa di debiti fiscali non regolarizzati nei termini. Di conseguenza, la Federazione dispone lo svincolo d'autorità dei suoi calciatori. La società e il suo socio di maggioranza citano in giudizio la Federazione, il suo Presidente e un nuovo club concorrente davanti al tribunale civile, chiedendo il risarcimento dei danni e la tutela del proprio marchio. La Corte di Cassazione risolve il conflitto di giurisdizione stabilendo che le domande risarcitorie contro la Federazione e il suo Presidente rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, trattandosi di contestazioni su provvedimenti di esclusione dal campionato sportivo. Al contrario, le controversie tra soggetti privati per concorrenza sleale e contraffazione del marchio restano di competenza del giudice ordinario civile.
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Risarcimento danni da silenzio della PA: decide il TAR
Una rete di imprese ha chiesto il risarcimento danni da silenzio della PA per la mancata realizzazione di un impianto fotovoltaico, causata dal ritardo dell'Autorità pubblica nel rilasciare un nulla osta necessario per ottenere incentivi statali. Dopo che il Tribunale Amministrativo Regionale ha accertato il silenzio inadempimento, le imprese hanno citato la Pubblica Amministrazione davanti al giudice ordinario per ottenere il risarcimento dei danni. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dichiarato il difetto di giurisdizione a favore del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato questa decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha stabilito che, quando il danno deriva direttamente dall'omissione di un atto amministrativo discrezionale, la competenza spetta esclusivamente al giudice amministrativo e non a quello civile.
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Giurisdizione ordinaria: chi decide sui crediti in garanzia?
Una società produttrice di energia fotovoltaica ha trasferito i propri crediti futuri verso il Gestore pubblico a una società finanziaria, tramite una cessione del credito in garanzia. Successivamente, il Gestore ha revocato gli incentivi alla produttrice per irregolarità e ha chiesto alla finanziaria la restituzione di oltre 500.000 euro già pagati. La finanziaria ha contestato la richiesta. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la controversia spetta alla giurisdizione ordinaria. Infatti, la lite non riguarda il potere pubblico di revoca degli incentivi, ma unicamente il rapporto contrattuale privato tra il Gestore (debitore ceduto) e la finanziaria (cessionaria). Si tratta di una comune azione di restituzione di un pagamento non dovuto, regolata dal codice civile, in cui le parti si trovano in una posizione paritaria.
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Giurisdizione sulle concessioni pubbliche: scontro Stato-privati
Il caso riguarda una società concessionaria di scommesse ippiche che ha chiesto il risarcimento dei danni alla Pubblica Amministrazione per il ritardo nell'attivazione di sistemi di gioco telematici e per il mutamento delle condizioni economiche. La Corte d'Appello aveva dichiarato nullo il lodo arbitrale favorevole alla società, ritenendo che la competenza spettasse al giudice amministrativo. La Cassazione analizza la questione della giurisdizione sulle concessioni pubbliche, richiamando il principio secondo cui, se la lite riguarda l'inadempimento di obblighi contrattuali paritetici durante l'esecuzione del rapporto, la competenza spetta al giudice ordinario e la lite è arbitrabile. Data la complessità e l'ampia diffusione della controversia, la Suprema Corte non decide subito in camera di consiglio, ma rimette la causa alla pubblica udienza della Prima Sezione civile per un esame approfondito.
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Riparto di giurisdizione: Comune ritorsivo perde in Cassazione
Un professionista ha chiesto al Tribunale civile il risarcimento dei danni contro un Comune. Il professionista sosteneva che l'ente pubblico, con un comportamento ritorsivo legato a precedenti liti giudiziarie, lo avesse dissuaso dal partecipare a future gare d'appalto, dichiarando eticamente inopportuno affidargli incarichi. Il Comune eccepiva il difetto di giurisdizione a favore del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione, risolvendo il riparto di giurisdizione, hanno stabilito che la causa spetta al giudice ordinario. La condotta del Comune non costituisce infatti esercizio di un potere pubblico autoritativo, ma un comportamento di mero fatto basato su valutazioni soggettive ed etiche. Di conseguenza, la tutela del professionista riguarda un diritto soggettivo leso da un comportamento ritorsivo, la cui cognizione spetta interamente al giudice civile ordinario.
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Opposizione a sanzione amministrativa: decide il giudice civile
Un cittadino ha proposto opposizione a sanzione amministrativa contro due ordinanze-ingiunzione emesse dall'autorità regionale per l'esercizio abusivo di una cava di sabbia e ghiaia. Le sanzioni prevedevano pesanti multe e il divieto decennale di ottenere autorizzazioni. Dopo una complessa vicenda processuale, il Tribunale ordinario ha declinato la giurisdizione a favore del TAR, il quale ha sollevato conflitto davanti alla Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario. La controversia non riguarda la gestione del territorio, ma la reazione punitiva della Pubblica Amministrazione contro un comportamento illecito, che va a colpire direttamente il patrimonio del privato (diritto soggettivo).
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Riparto di giurisdizione: Comune contro società dei rifiuti
Un Comune ha avviato una causa contro una società a partecipazione pubblica per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dal mancato rispetto del contratto di gestione dei rifiuti. La società non aveva attivato la raccolta differenziata e altri servizi concordati, causando gravi perdite economiche all'ente locale. Il Tribunale civile e il Tribunale Amministrativo Regionale dissentivano su chi dovesse decidere la causa. Le Sezioni Unite della Cassazione, risolvendo il conflitto sul riparto di giurisdizione, hanno stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario. La controversia riguarda infatti l'esecuzione di un contratto privato e aspetti puramente economici, senza che vengano in rilievo poteri autoritativi pubblici. Il Comune può quindi proseguire la richiesta di risarcimento davanti al tribunale civile.
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Distanze legali tra costruzioni: i balconi non si escludono
I proprietari di un immobile hanno citato in giudizio un'impresa costruttrice confinante, lamentando la violazione delle distanze legali tra costruzioni. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'impresa, ritenendo applicabile il vecchio piano regolatore e non computabili i balconi nel calcolo delle distanze. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che le nuove costruzioni devono rispettare le norme vigenti al momento dell'effettiva edificazione e che i balconi sporgenti (corpi aggettanti) rientrano nel calcolo delle distanze. Inoltre, ha chiarito che i limiti minimi di dieci metri previsti dal d.m. 1444/1968 si applicano direttamente anche nei rapporti tra privati. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio, accogliendo il ricorso dei vicini.
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Riparto di giurisdizione: danni da discarica al TAR o al civile?
I Proprietari di un terreno agricolo subiscono gravi danni a causa del crollo della diga di una discarica consortile, che riversa fango e rifiuti sulla loro proprietà. Chiedono il risarcimento dei danni alla Regione e al Comune. La Corte d'Appello condanna entrambi gli enti davanti al giudice ordinario. La Regione ricorre in Cassazione contestando la giurisdizione. Le Sezioni Unite accolgono il ricorso, stabilendo che la contestazione sulla scelta del sito della discarica investe il potere autoritativo della pubblica amministrazione. Di conseguenza, in tema di riparto di giurisdizione, la competenza spetta al giudice amministrativo e non a quello ordinario, poiché la domanda contesta il "se" e il "come" dell'opera pubblica. La sentenza viene cassata con rinvio al TAR.
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