LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Giudice Dell'Esecuzione — Anno 2023

Pagina 6 di 40

1339 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Giudice Dell'Esecuzione

Provvedimenti

Evasione per un drink: condanna e regole sulle pene sostitutive
L'Imputato, condannato in appello a otto mesi di reclusione per il reato di evasione dopo essere fuggito dai domiciliari per ubriacarsi in un bar, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione delle nuove pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la condanna e chiarendo le regole transitorie. La pronuncia della sentenza d'appello determina la pendenza del processo in Cassazione. Pertanto, per i procedimenti in questa fase al 30 dicembre 2022, la richiesta di applicazione delle pene sostitutive non può essere fatta direttamente alla Cassazione, ma va presentata al Giudice dell'esecuzione una volta che la condanna è diventata definitiva.
Continua »
Decreto di irreperibilità nullo: libero per un indirizzo omesso
Il Tribunale di Milano ha annullato la notifica dell'ordine di carcerazione a carico di un cittadino straniero, disponendone la scarcerazione. La Procura aveva emesso un decreto di irreperibilità senza cercare l'uomo al suo indirizzo in Romania. Sebbene tale indirizzo non fosse scritto nel verbale di identificazione, la polizia aveva registrato gli estremi della sua carta d'identità rumena. La Cassazione ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero, stabilendo che le ricerche sono incomplete se l'indirizzo all'estero è facilmente conoscibile tramite i canali di cooperazione internazionale, partendo dai dati del documento d'identità già in possesso degli inquirenti. Di conseguenza, il decreto di irreperibilità è stato dichiarato nullo e la scarcerazione è stata confermata.
Continua »
Reato continuato e clan: l’affiliazione non sconta la pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per delitti commessi nell'interesse di un'associazione malavitosa. Il giudice dell'esecuzione aveva escluso l'unicità del disegno criminoso. La Suprema Corte ha chiarito che l'affiliazione a un'organizzazione criminale e il compimento di reati a suo favore non bastano a dimostrare la continuazione. È invece necessario provare che i singoli reati fossero stati programmati preventivamente, nei loro tratti essenziali, fin dal momento dell'adesione al sodalizio o prima del primo reato. Di conseguenza, il ricorrente perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Disegno criminoso: il giudicato blocca lo sconto di pena
Il Condannato ha presentato ricorso per chiedere il riconoscimento dell'unicità del disegno criminoso per alcuni reati commessi. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta, ritenendo la questione già coperta da un precedente giudicato esecutivo preclusivo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il giudicato esecutivo non può essere superato o influenzato dalle vicende processuali che riguardano un altro concorrente negli stessi reati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Unicità di disegno criminoso: no a sconti di pena per i clan
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato tra il delitto di associazione mafiosa e altri reati concernenti armi e violenza alle persone. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, escludendo l'unicità di disegno criminoso tra le diverse condotte. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno stabilito che la semplice affiliazione a un'organizzazione criminale e il compimento di reati nel suo interesse non sono elementi sufficienti per dimostrare l'unicità di disegno criminoso. È invece indispensabile provare che i singoli delitti fossero già stati programmati, almeno nelle linee generali, al momento dell'ingresso del soggetto nel sodalizio malavitoso.
Continua »
Reato continuato: quando il tempo cancella il piano unico
Il Ricorrente ha chiesto al Giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato per diversi illeciti commessi. Il Tribunale ha respinto la richiesta, escludendo l'unicità del disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che la notevole distanza temporale e spaziale tra i reati, unita alle diverse modalità di esecuzione, smentisce l'esistenza di una pianificazione unitaria preventiva. Di conseguenza, il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sospensione condizionale della pena: no al recupero tardivo
Il Condannato ha richiesto al giudice dell'esecuzione la concessione della sospensione condizionale della pena per fatti sopravvenuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il giudice dell'esecuzione non ha il potere generale di concedere la sospensione condizionale della pena dopo che la sentenza è diventata definitiva. Inoltre, per verificare il superamento dei limiti di pena previsti dalla legge, si deve tenere conto anche delle precedenti condanne, comprese quelle per cui il reato risulta ormai estinto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Unicità di disegno criminoso: quando il tempo cancella lo sconto
Il Condannato ha proposto ricorso in Cassazione contro il provvedimento della Corte d'Assise che aveva negato l'applicazione della disciplina del reato continuato. Il giudice dell'esecuzione ha escluso l'unicità di disegno criminoso evidenziando la notevole distanza temporale tra i reati, l'assenza di una matrice mafiosa comune nei primi due episodi e il carattere occasionale del terzo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché il ricorrente ha proposto censure di merito non esaminabili in sede di legittimità. Di conseguenza, il Condannato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Unicità del disegno criminoso: quando il vizio supera il piano
Il Ricorrente ha impugnato la decisione del Tribunale di Torino che, in veste di giudice dell'esecuzione, ha negato l'applicazione della continuazione tra diversi reati commessi. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno escluso l'unicità del disegno criminoso a causa della notevole distanza temporale tra i reati. Tali condotte non derivavano da una programmazione unitaria iniziale, ma rappresentavano la ripetizione di comportamenti illeciti dovuti a una radicata tendenza a delinquere del soggetto. Di conseguenza, il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Falsa incolpazione ai Carabinieri: la Cassazione condanna
Due cittadini sono stati condannati per aver sporto denunce contenenti una falsa incolpazione ai danni dei Carabinieri. I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello lamentando l'incompatibilità del giudice, la mancata applicazione delle pene sostitutive e contestando il trattamento sanzionatorio. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che l'incompatibilità del giudice non genera nullità ma legittima solo la ricusazione, e che le nuove pene sostitutive non erano ancora in vigore al momento della decisione d'appello, potendo comunque essere richieste al giudice dell'esecuzione. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: perché la vicinanza nel tempo non basta
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del vincolo del reato continuato per sette sentenze di condanna definitive relative a fatti commessi tra il 2009 e il 2013. La Corte d'appello, in veste di giudice dell'esecuzione, ha rigettato la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che spetta al condannato dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso iniziale. La semplice vicinanza temporale o l'identità dei reati non bastano, potendo invece indicare una semplice abitualità nel commettere illeciti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: quando la truffa ripetuta diventa solo un vizio
Il Condannato ha richiesto al Giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato tra due condanne definitive per calunnia e truffa. Il Tribunale ha respinto la richiesta e la Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che per applicare il reato continuato non basta la somiglianza dei reati o la vicinanza temporale. È necessario dimostrare che tutti gli illeciti fossero programmati fin dall'inizio all'interno di un unico disegno criminoso. Nel caso specifico, le condotte (emissione di assegni a vuoto seguite da false denunce di smarrimento) dimostravano una semplice abitudine a delinquere e non una pianificazione unitaria originaria. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato e mafia: perche la Cassazione ha detto no
Il Condannato ha richiesto al Giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato tra due condanne definitive: una per estorsione e l'altra per associazione mafiosa e altri gravi reati. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta e la Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che spetta al condannato l'onere di dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso programmato fin dall'inizio. Non basta la vicinanza temporale o la somiglianza dei reati. Inoltre, i reati legati a eventi occasionali non possono considerarsi programmati nell'ambito del sodalizio criminoso. Il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato in fase esecutiva: negato lo sconto senza piano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato in fase esecutiva per diversi reati commessi tra il 2010 e il 2015, tra cui furto, ricettazione e rapina. I giudici hanno chiarito che spetta al condannato l'onere di allegare elementi specifici che dimostrino l'esistenza di un unico disegno criminoso programmato fin dall'inizio. Nel caso di specie, l'ampio lasso di tempo trascorso tra i fatti (dal 2010 al 2015) e la diversa natura delle condotte escludono la sussistenza di un progetto unitario. Di conseguenza, la richiesta è stata respinta con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: no a chi viola la sorveglianza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per aver violato gli obblighi della sorveglianza speciale, allontanandosi da casa per più giorni senza autorizzazione. La difesa invocava l'applicazione della particolare tenuità del fatto e le nuove pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia. I giudici hanno respinto la richiesta di particolare tenuità del fatto evidenziando l'abitualità della condotta, data da una precedente condanna, e la gravità del comportamento. Riguardo alle pene sostitutive, la Corte ha chiarito che, essendo il giudizio d'appello terminato prima dell'entrata in vigore della riforma, l'interessato potrà eventualmente richiederle solo al giudice dell'esecuzione entro trenta giorni dall'irrevocabilità della sentenza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Pene sostitutive: no alla retroattività per le condanne definitive
Una donna condannata in via definitiva nel 2019 a quattro anni di reclusione ha richiesto l'applicazione delle nuove pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia. Il Tribunale di sorveglianza ha dichiarato inammissibile la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, stabilendo che le nuove pene sostitutive possono essere applicate solo nei processi ancora pendenti al momento dell'entrata in vigore della riforma (31 dicembre 2022). Per le sentenze già definitive, non è possibile richiedere retroattivamente queste sanzioni al giudice dell'esecuzione, poiché la loro applicazione spetta di regola al giudice della cognizione. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
Continua »
Incidente di esecuzione: l’errore del casellario non sposta il giudice
Il Condannato ha proposto un incidente di esecuzione davanti al Tribunale di Parma. Il Tribunale si è dichiarato incompetente poiché dal casellario giudiziale risultava che l'ultima sentenza definitiva era stata emessa dal GIP di Ravenna. Quest'ultimo ha rilevato un errore materiale nel casellario: la sentenza era stata in realtà emessa dal GIP di Parma. La Corte di Cassazione ha dichiarato insussistente il conflitto di competenza, stabilendo che la competenza spetta al GIP di Parma, effettivo autore dell'ultimo provvedimento irrevocabile, disponendo la trasmissione degli atti a quest'ultimo.
Continua »
Espulsione e riduzione pena: quando manca l’interesse a ricorrere
Lo Straniero, condannato per traffico di stupefacenti ed espulso dall'Italia come misura alternativa alla detenzione, ha richiesto la rideterminazione della pena a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale. Il giudice dell'esecuzione ha dichiarato inammissibile la richiesta poiché la sanzione era già stata espiata tramite l'allontanamento dal Paese. Lo Straniero ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che un suo eventuale rientro illegale avrebbe riattivato la pena detentiva, mantenendo vivo il rapporto esecutivo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di un reale interesse a ricorrere. L'interesse non può infatti fondarsi sulla prospettiva di commettere un futuro reato, ovvero il rientro illegale nel territorio dello Stato. Lo Straniero è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ergastolo o giudizio abbreviato: la Cassazione nega lo sconto
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza del Giudice dell'esecuzione che aveva ridotto la pena dell'ergastolo a trent'anni di reclusione per un condannato. Il Giudice si era basato sulla nota sentenza Scoppola della Corte EDU, ritenendo applicabile il rito speciale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore, chiarendo che la riduzione della pena spetta solo se il condannato è stato effettivamente ammesso al giudizio abbreviato durante il processo di cognizione e se la condanna è derivata da quel rito. Nel caso specifico, la richiesta originaria era stata legittimamente rifiutata per il dissenso del pubblico ministero e non riproposta tempestivamente, essendosi ormai formato il giudicato sulla responsabilità penale. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza di riduzione della pena.
Continua »
Reati ostativi: la Cassazione ordina la liberazione per peculato
Il Condannato, condannato per il reato di peculato, ricorre contro il diniego di sospensione dell'ordine di carcerazione. La Corte d'Appello aveva ritenuto il reato ostativo ai sensi della legge Spazzacorrotti. Tuttavia, durante il giudizio di Cassazione, la Legge n. 199/2022 ha eliminato i reati contro la pubblica amministrazione dal catalogo dei reati ostativi. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che la nuova norma più favorevole si applica immediatamente alla fase esecutiva. Di conseguenza, viene annullato l'ordine di carcerazione e disposta l'immediata liberazione del soggetto, affinché si possa valutare la sospensione della pena.
Continua »