La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de Il Condannato, confermando il diniego del riconoscimento del reato continuato in fase di esecuzione. Il soggetto chiedeva l'unificazione di quattro condanne definitive, sostenendo l'esistenza di un unico disegno criminoso. Tuttavia, i giudici hanno evidenziato che i reati, commessi tra il 2014 e il 2016, erano intervallati da arresti e dalla commissione di altri illeciti (come evasione e traffico di droga). La Suprema Corte ha ribadito che spetta al condannato dimostrare una programmazione unitaria iniziale, non essendo sufficiente la sola vicinanza temporale o l'omogeneità dei reati, che indicano invece una mera abitudine a delinquere. Di conseguenza, Il Condannato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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