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Fumus Boni Iuris

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434 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mobilità dirigenti scolastici: no al reintegro
Una dirigente scolastica contesta il suo trasferimento, motivato da esigenze di servizio e buon andamento dell'amministrazione a seguito di un'ispezione che ha rivelato un clima lavorativo problematico. Il Tribunale ha respinto il reclamo, stabilendo che la decisione sulla mobilità dirigenti scolastici rientra nel potere discrezionale dell'amministrazione ed è giustificata dalla necessità di tutelare il benessere dell'istituto, prevalendo sul principio generale di conferma dell'incarico.
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Reato paesaggistico: basta la difformità, non serve danno
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aveva revocato un sequestro per abusi edilizi in area vincolata. Il caso riguarda la trasformazione di un capanno in ristorante e l'innalzamento di campi da padel. La Corte ha stabilito che il reato paesaggistico è di pericolo astratto: la semplice difformità dal progetto autorizzato integra il reato, senza che sia necessario provare un danno effettivo al paesaggio.
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Competenza territoriale crediti fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41572/2025, ha chiarito la questione della competenza territoriale nel reato di indebita percezione di crediti d'imposta (Superbonus). La Corte ha stabilito che la competenza non si radica nel luogo di residenza del cedente, ma nel luogo in cui la società cessionaria ha la propria sede fiscale e accetta il credito sulla piattaforma dell'Agenzia delle Entrate, utilizzandolo in compensazione. Questo atto rende la cessione efficace nei confronti dell'erario e consuma il reato.
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Interesse ad agire: quando impugnare il sequestro?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di un'area demaniale. La decisione si fonda sulla mancanza di interesse ad agire della ricorrente, la quale, non vantando alcun diritto di proprietà sul bene, non avrebbe ottenuto alcun beneficio pratico dalla sua restituzione, obiettivo principale dell'impugnazione.
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Passaggio per tolleranza: no alla tutela possessoria
Un condominio ha citato in giudizio la società di gestione di uno stabilimento balneare per la chiusura di un cancello di collegamento, sostenendo di essere stato privato del possesso di un passaggio. Il Tribunale di Trieste ha respinto il reclamo, confermando che l'accesso occasionale concesso dalla società era un mero passaggio per tolleranza e non un diritto di servitù tutelabile in sede possessoria. La chiusura del varco è stata quindi ritenuta legittima.
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Sequestro preventivo: la notifica al terzo è valida?
Un legale rappresentante di una società ha impugnato un sequestro preventivo eseguito sul conto corrente aziendale, lamentando la mancata notifica alla società stessa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'omessa notifica non invalida il sequestro preventivo, ma sposta solo in avanti il termine per l'impugnazione. La Corte ha anche ribadito che non è possibile presentare nuovi motivi di ricorso per la prima volta in Cassazione.
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Ricongiungimento familiare: requisiti e nulla osta
Il Tribunale di Roma ha rigettato un ricorso per ricongiungimento familiare a causa della scadenza del nulla osta e della mancanza di prova sull'attualità dei requisiti di reddito e alloggio. Il provvedimento sottolinea che i documenti, risalenti a oltre tre anni prima, non sono sufficienti a dimostrare le condizioni attuali. Inoltre, la richiesta per il figlio, divenuto maggiorenne nel frattempo, è stata respinta perché non rientrava nei casi eccezionali previsti dalla legge per il ricongiungimento di figli adulti.
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Sospensione rimborso IVA: limiti e motivazioni
Una società chiede un rimborso IVA. L'Agenzia delle Entrate lo sospende per contenziosi pendenti, invocando l'art. 38-bis. La Cassazione accoglie il ricorso della società, chiarendo che la sospensione rimborso IVA ex art. 38-bis è legittima solo in presenza di reati fiscali specifici, non per la semplice esistenza di 'carichi pendenti'.
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Ricongiungimento familiare: ritardo e tutela del minore
Un padre ottiene un'ordinanza d'urgenza per il ricongiungimento familiare con il figlio. Il Tribunale stabilisce che i ritardi burocratici non possono ledere il diritto, considerando il figlio come minore (status al momento della domanda) e ordinando il rilascio del visto.
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Concessione demaniale suppletiva illegittima per abuso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava misure cautelari contro funzionari pubblici e un imprenditore. Il caso riguarda una concessione demaniale suppletiva rilasciata per sanare un'occupazione abusiva di un'ampia area di spiaggia. La Corte ha stabilito che, di fronte a un'occupazione illegale, l'amministrazione non ha discrezionalità, ma l'obbligo di dichiarare la decadenza della concessione originaria, rendendo illegittimo qualsiasi ampliamento successivo e configurando l'ipotesi di abuso d'ufficio.
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Sequestro preventivo: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per presunti abusi edilizi. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: il ricorso in sede di legittimità è ammesso solo per violazione di legge e non per contestare l'interpretazione di atti amministrativi, come i Piani Urbanistici Comunali, la cui valutazione è considerata una questione di fatto riservata ai giudici di merito.
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Socio accomandante liquidatore: la nomina non basta
La Corte d'Appello ha annullato l'estensione della liquidazione giudiziale a un socio accomandante nominato liquidatore della società. La sentenza chiarisce che la carica di liquidatore, di per sé, non comporta l'assunzione di responsabilità illimitata, tipica del socio accomandatario. Per far scattare tale responsabilità, è necessario dimostrare un'ingerenza concreta nella gestione sociale, distinta dalla mera attività liquidatoria finalizzata a chiudere i rapporti pendenti. Il ruolo del socio accomandante liquidatore rimane quindi circoscritto alla liquidazione.
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Periculum in mora: Cassazione e sequestro preventivo
Un tribunale del riesame annullava un sequestro preventivo per presunte truffe su bonus edilizi, contestando la motivazione sul periculum in mora. La Corte di Cassazione, su ricorso del PM, ha annullato tale decisione, stabilendo che la motivazione, seppur con un errore teorico, era "effettivamente" presente e sufficiente a giustificare il vincolo cautelare. Il ricorso sul fumus delicti è stato invece dichiarato inammissibile.
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Prestanome reati tributari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo per equivalente nei confronti di un amministratore di società, indagato per reati tributari legati all'uso di crediti fiscali inesistenti. La Corte ha stabilito che la qualifica di 'prestanome' non esonera dalla responsabilità penale, a meno che non si dimostri una totale assenza di potere gestionale. L'origine lecita delle somme sequestrate dal conto personale dell'amministratore è stata ritenuta irrilevante ai fini del sequestro per equivalente, confermando la solidità della misura cautelare.
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Sequestro probatorio: interesse ad agire per l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministratrice di società contro un decreto di sequestro probatorio relativo al suo smartphone. Sebbene il dispositivo fosse stato restituito dopo la copia dei dati, la Corte ha rilevato la mancanza di un interesse ad agire, poiché la ricorrente non ha dimostrato un interesse concreto e attuale alla disponibilità esclusiva dei dati copiati. La decisione si fonda sul principio che, senza tale specifica allegazione, l'impugnazione non può essere esaminata nel merito.
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Sequestro preventivo: legittimo se c’è rischio reato
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di due autocarri e una pala meccanica usati per modificare illecitamente un litorale protetto. La decisione si basa sulla necessità di impedire la prosecuzione del reato ambientale, considerando il pericolo concreto e attuale di reiterazione, desunto anche dai precedenti specifici del soggetto coinvolto. La misura è stata ritenuta proporzionata allo scopo.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo sulla costa
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di un'area demaniale marittima. La titolare della concessione aveva trasformato una scogliera in spiaggia artificiale per fini commerciali. Il ricorso è stato rigettato per la sussistenza del periculum in mora e la proporzionalità della misura, volta a impedire l'alterazione morfologica del sito.
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Sospensione provvisionale: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di sospensione provvisionale avanzata da due imputati condannati al pagamento di una somma ingente. La Corte ha chiarito che, in sede di legittimità, l'unico criterio valutabile è il 'periculum in mora', ossia il rischio di un danno grave e irreparabile, escludendo ogni valutazione sulla fondatezza dei motivi di ricorso ('fumus boni iuris'). La difficoltà economica del debitore o l'insolvenza del creditore non sono state ritenute sufficienti a integrare tale requisito.
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Sospensione esecuzione pena: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 39734/2025, ha rigettato un'istanza di sospensione esecuzione pena avanzata nell'ambito di un ricorso straordinario per errore di fatto. La Corte ha chiarito che la sospensione è una misura eccezionale, concedibile solo in presenza di una 'eccezionale gravità', che a sua volta richiede una qualificata e quasi immediata probabilità di successo del ricorso principale. Nel caso di specie, non è stata ravvisata una tale evidenza degli errori lamentati.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di merce, sospettata di essere alcol di contrabbando invece che biocida. La Corte ha stabilito che, in presenza di una motivazione logica e non apparente da parte del tribunale del riesame, basata su plurimi indizi (analisi chimiche, documentazione incompleta, anomalie logistiche), il ricorso che mira a una nuova valutazione dei fatti non può essere accolto.
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