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Fumus Boni Iuris

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434 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro conservativo: prova del periculum in mora
L'amministratore di sostegno di una persona anziana richiedeva un sequestro conservativo per circa 130.000 euro contro un terzo che aveva ricevuto ingenti somme dalla stessa. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, sottolineando che il ricorrente non aveva fornito prova del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto e attuale che il debitore disperdesse il proprio patrimonio. La sola dimostrazione del trasferimento dei fondi è stata ritenuta insufficiente.
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Segnalazione Centrale Rischi: onere della prova
Un cittadino presenta un ricorso d'urgenza sostenendo un'illegittima segnalazione alla Centrale Rischi dopo un diniego di finanziamento. Il Tribunale di Napoli rigetta la domanda, poiché il ricorrente non ha fornito alcuna prova della segnalazione negativa. La decisione sottolinea che senza la prova del *fumus boni iuris* (la parvenza del buon diritto), il ricorso cautelare non può essere accolto.
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Sequestro conservativo: come ottenerlo
Una società in liquidazione ha ottenuto un sequestro conservativo contro l'erede di un ex amministratore. Il tribunale ha ravvisato sufficienti indizi di contratti immobiliari simulati e trasferimenti di fondi ingiustificati, volti a svuotare il patrimonio sociale. Il sequestro è stato concesso sulla base della condotta dell'erede, che ha fatto presumere un concreto rischio di dispersione dei beni per sottrarsi al pagamento.
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Tutela Marchio: stop a imitazione di mozzarella famosa
Un'azienda casearia ottiene una tutela del marchio contro un'imitazione. Il Tribunale di Milano ha ordinato a un negozio di cessare l'uso del nome e dell'immagine di una famosa mozzarella, riconoscendo il rischio di confusione per i consumatori e la violazione dei diritti di proprietà intellettuale della società produttrice.
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Patto di non concorrenza: quando è valido e vincolante?
Un'ordinanza del Tribunale di Milano ha confermato un provvedimento d'urgenza contro un ex dipendente per violazione del patto di non concorrenza. Il giudice ha ritenuto il patto valido, respingendo le eccezioni del lavoratore. Ha stabilito che il corrispettivo, pari al 50% della RAL, era congruo, che l'oggetto del divieto era sufficientemente determinato e che la facoltà di recesso del datore di lavoro non costituiva una condizione meramente potestativa. La violazione è stata confermata, ritenendo che il mero inadempimento integri il requisito del periculum in mora, giustificando la tutela cautelare.
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Protezione speciale: obbligo di permesso provvisorio
Un richiedente si è visto negare dalla Questura la possibilità di chiedere la protezione speciale a seguito delle modifiche del 'Decreto Cutro'. Dopo aver fatto ricorso, il Tribunale ha sospeso il diniego e, con una successiva ordinanza, ha ordinato alla Questura di rilasciare un permesso di soggiorno provvisorio. La decisione si basa sul diritto del richiedente a soggiornare legalmente in attesa del giudizio di merito, tutelando la sua vita privata e familiare come previsto dall'art. 8 CEDU.
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Provvedimento d’urgenza: no se manca il periculum
Una società proprietaria di una stazione di servizio ha richiesto un provvedimento d'urgenza (ex art. 700 c.p.c.) per la restituzione immediata dell'impianto da parte del gestore, a seguito di un illecito commesso da un dipendente di quest'ultimo. Il Tribunale di Ancona ha rigettato il ricorso, stabilendo che non sussisteva il requisito del 'periculum in mora', ovvero il pericolo di un danno imminente e irreparabile. La decisione sottolinea che un episodio isolato in un rapporto commerciale di lunga data e un danno di natura puramente economica non sono sufficienti a giustificare una misura cautelare così incisiva.
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Responsabilità amministratore: onere della prova del danno
Una società ha richiesto un sequestro conservativo dei beni di un ex amministratore delegato, accusandolo di aver causato un ammanco di magazzino superiore a 3 milioni di euro. Il Tribunale ha respinto il ricorso, evidenziando che la società non ha fornito prove sufficienti per dimostrare né l'effettiva esistenza del danno né, soprattutto, il nesso di causalità tra la presunta perdita e la condotta dell'amministratore. La decisione sottolinea come, nell'ambito della responsabilità amministratore, l'onere della prova del danno e della sua riconducibilità alla gestione spetti alla società che agisce in giudizio.
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Keyword advertising: quando è concorrenza sleale?
Un'ordinanza del Tribunale specializzato in materia d'impresa analizza un caso di keyword advertising illecito. Una società alberghiera utilizzava il marchio di un concorrente come parola chiave per i propri annunci sponsorizzati su Google, una pratica ritenuta atto di concorrenza sleale. Il giudice ha accolto il ricorso d'urgenza, emettendo un'inibitoria per vietare la prosecuzione della condotta e fissando una penale per ogni futura violazione, affermando che tale pratica lede la funzione distintiva del marchio e crea confusione nel consumatore.
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Responsabilità amministratore: sequestro per mala gestio
Un'ordinanza del Tribunale di Brescia conferma il sequestro conservativo sui beni di un ex amministratore per mala gestio. La decisione evidenzia la grave responsabilità dell'amministratore che ha causato un ingente danno alla società, quantificato nel deficit patrimoniale. Il provvedimento è stato concesso a tutela del credito risarcitorio della liquidazione giudiziale, considerando il rischio concreto che l'amministratore potesse disperdere il proprio patrimonio.
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Punteggio servizio militare: no al ricorso d’urgenza
Un'ordinanza del Tribunale di Brescia ha rigettato il ricorso d'urgenza di un aspirante membro del personale ATA che chiedeva un punteggio maggiore per il servizio militare svolto non in costanza di nomina. Il giudice ha ritenuto legittima la differenziazione del punteggio servizio militare prevista dal Ministero, escludendo sia il 'fumus boni iuris' che il 'periculum in mora', in linea con la recente giurisprudenza della Cassazione.
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Rilascio affitto d’azienda: sì al 700 c.p.c.
Il Tribunale di Venezia ha concesso un provvedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c. per il rilascio di un affitto d'azienda. La decisione si fonda sulla grave morosità dell'affittuario e sull'inapplicabilità della procedura di sfratto a questa tipologia contrattuale. Il giudice ha ritenuto sussistente un danno irreparabile non solo patrimoniale, ma anche all'avviamento e all'integrità dell'azienda, ordinando l'immediata restituzione dei beni.
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Appropriazione di pregi: quando non c’è concorrenza
Una società specializzata in controtelai per serramenti ha citato in giudizio un concorrente per aver copiato il suo catalogo, i disegni tecnici e i dati sulle prestazioni, sostenendo una concorrenza sleale per appropriazione di pregi. Il tribunale ha respinto la richiesta, chiarendo che la copia di caratteristiche tecniche comuni nel settore o l'uso di stili descrittivi simili non costituisce l'appropriazione di un pregio unico e distintivo. La corte ha inoltre stabilito che una semplice dicitura di proprietà su un disegno tecnico non è sufficiente a proteggerlo come segreto commerciale se non supportata da altre misure di riservatezza. La domanda di misure cautelari è stata quindi rigettata.
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Sospensiva sentenza inammissibile: il caso pratico
Un utente ha chiesto la sospensiva della sentenza che confermava un debito per bollette del gas. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta inammissibile, chiarendo che la sospensiva di una sentenza di rigetto di opposizione a decreto ingiuntivo non è possibile per il debito principale, ma solo per le spese legali.
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