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Favor Rei — Anno 2024

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246 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Favor Rei

Provvedimenti

Sanzioni beni merce: la Cassazione nega l’abolizione
Un comune ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che aveva annullato le sanzioni IMU a una società di costruzioni per i suoi immobili invenduti (cosiddetti "beni merce"). La corte d'appello aveva applicato retroattivamente una nuova legge più favorevole. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che le nuove normative non eliminano l'obbligo di pagare imposte e le relative sanzioni beni merce per gli anni precedenti. L'obbligo di presentare una specifica dichiarazione per ottenere l'agevolazione fiscale rimane un requisito fondamentale. Di conseguenza, il ricorso del comune è stato accolto e la pretesa originaria della società respinta.
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Frode IVA: onere della prova e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31788/2024, ha rigettato il ricorso di una società contro un accertamento per Frode IVA legata a operazioni inesistenti. La Corte ha ribadito che, una volta che l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi presuntivi sulla frode e sulla consapevolezza del contribuente, spetta a quest'ultimo dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza. La Corte ha inoltre accolto parzialmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, rinviando alla commissione tributaria regionale la corretta determinazione delle sanzioni secondo i principi del 'favor rei' e della 'continuazione'.
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Favor rei sanzioni amministrative: limiti di applica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31459/2024, ha stabilito che il principio del favor rei nelle sanzioni amministrative, previsto dal D.Lgs. 472/1997, non si estende oltre le materie tributarie e valutarie. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda sanzionata per lavoro non regolarizzato, la quale invocava una norma sulla prescrizione più favorevole. È stato confermato che per tali illeciti si applica la disciplina generale della L. 689/1981, escludendo l'applicazione retroattiva di leggi più miti previste per altri settori.
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Sanzioni reverse charge: la Cassazione decide
Una società è stata sanzionata per non aver applicato correttamente il meccanismo del reverse charge su acquisti intracomunitari, omettendo la doppia registrazione delle fatture. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle sanzioni, stabilendo che tale omissione costituisce una violazione sostanziale e non meramente formale, anche in assenza di un'evasione d'imposta. Secondo la Corte, la doppia registrazione è essenziale per consentire i controlli fiscali e garantire la trasparenza delle operazioni.
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Associazione mafiosa: la nuova legge e il reato
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di associazione mafiosa, analizzando l'applicazione di una modifica legislativa peggiorativa. La sentenza ha stabilito che, per applicare una pena più severa introdotta nel 2015 a un reato associativo contestato come perdurante fino al 2016, l'accusa deve provare che l'attività criminale dell'associazione è proseguita dopo l'entrata in vigore della nuova norma. In mancanza di tale prova, deve applicarsi il trattamento sanzionatorio più favorevole. Di conseguenza, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza per alcuni imputati limitatamente alla determinazione della pena, confermando invece le responsabilità e rigettando o dichiarando inammissibili gli altri ricorsi.
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Droga Parlata: condanna valida anche senza sequestro?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati, condannati in appello per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. La difesa sosteneva l'insufficienza delle prove, basate quasi esclusivamente su intercettazioni (la cosiddetta 'droga parlata'), senza sequestri di droga. La Suprema Corte ha ribadito che le intercettazioni costituiscono prova diretta e sufficiente per una condanna, a condizione che il loro contenuto sia chiaro, decifrabile e non ambiguo, e che il giudice fornisca una motivazione logica e rigorosa. Non è quindi automatico qualificare il fatto come di lieve entità solo perché manca la prova fisica della sostanza.
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