LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Favor Rei — Anno 2024

Pagina 12 di 13

246 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Favor Rei

Provvedimenti

Possesso beni culturali: Cassazione e continuità normativa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il possesso di beni culturali di valore archeologico. La sentenza chiarisce il principio di continuità normativa tra la vecchia fattispecie (art. 176 D.Lgs. 42/2004) e la nuova (art. 518-bis c.p.), confermando che il reato non è stato abolito. La Corte ha inoltre respinto le censure sulla genericità del capo di imputazione e sull'acquisizione di prove, ribadendo che l'accusa era sufficientemente dettagliata per garantire il diritto di difesa e che il giudice può disporre d'ufficio i mezzi di prova necessari alla decisione.
Continua »
Favor rei tributario: sanzioni ridotte retroattivamente
Un professionista del settore sanitario ha ricevuto un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto le contestazioni del contribuente sull'accertamento, ma ha accolto il motivo relativo alle sanzioni. Applicando il principio del favor rei tributario, ha stabilito che le sanzioni devono essere ricalcolate in base a una legge successiva più favorevole, anche se i fatti sono antecedenti. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per il ricalcolo.
Continua »
Riabilitazione recidiva: quando si applica il termine?
Un'istanza di riabilitazione è stata respinta applicando il termine più lungo previsto per i recidivi. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, specificando che la condizione per l'applicazione del termine di otto anni per la riabilitazione recidiva è che questa sia stata esplicitamente dichiarata nella sentenza di condanna dal giudice di merito, e non semplicemente contestata o annotata nel casellario giudiziale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Continuazione tra reati: la pena per il satellite
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità dell'aumento di una pena detentiva in un caso di continuazione tra reati, anche quando il reato satellite prevede sanzioni alternative. La decisione si fonda sulla natura giuridica di tali sanzioni (come la permanenza in casa), considerate equivalenti alla detenzione, rendendo omogenee le pene e legittimo l'aumento detentivo. Viene così chiarito che il principio di eterogeneità delle pene non si applica in questi contesti.
Continua »
Favor rei sanzioni: Cassazione su redditi esteri
Un contribuente ha contestato un accertamento IRPEF su redditi da capitali esteri non dichiarati, adducendo una presunta sottrazione dei fondi da parte di un terzo e la protezione derivante dallo "scudo fiscale". La Corte di Cassazione ha rigettato gran parte dei motivi, confermando l'imponibilità dei redditi. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo all'applicazione del principio del 'favor rei' per le sanzioni tributarie, stabilendo che deve essere applicata la normativa sopravvenuta più favorevole (L. 208/2015). La sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione delle sanzioni.
Continua »
Partita IVA inesistente: quando la sanzione è formale
Una società registrava fatture da un fornitore europeo utilizzando una Partita IVA inesistente, poiché nel frattempo era stata modificata. A seguito di ciò, l'Agenzia delle Entrate applicava pesanti sanzioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che, essendo la transazione commerciale effettiva e non essendoci stata evasione fiscale, l'irregolarità è di natura puramente formale. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, applicando il principio del 'favor rei' e rinviando il caso per una nuova valutazione della sanzione alla luce di una normativa successiva più favorevole per tali errori formali.
Continua »
Abolitio criminis e crediti IVA: la Cassazione decide
Una società immobiliare aveva compensato crediti IVA per un importo superiore al limite annuale consentito nel 2012, ricevendo una sanzione dall'Agenzia delle Entrate. Successivamente, una nuova legge ha innalzato tale limite. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33999/2024, ha stabilito che tale modifica legislativa non integra un'ipotesi di "abolitio criminis". La sanzione è quindi legittima perché la struttura dell'illecito (compensare oltre il limite) non è cambiata, ma solo la sua soglia quantitativa. L'aumento del plafond rappresenta una mera successione di leggi nel tempo, non una depenalizzazione della condotta.
Continua »
Esenzione IMU beni merce: dichiarazione tardiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33890/2024, ha stabilito che l'esenzione IMU per i cosiddetti "beni merce" (immobili invenduti delle imprese costruttrici) non spetta se la relativa dichiarazione viene presentata oltre i termini di legge. La Corte ha chiarito che la presentazione tempestiva della dichiarazione è un requisito essenziale previsto a pena di decadenza, non sanabile a posteriori. Di conseguenza, una società costruttrice che aveva presentato la dichiarazione per il 2014 solo nel 2016 ha perso definitivamente il diritto al beneficio fiscale.
Continua »
IMU beni merce: la dichiarazione è obbligatoria
Una società immobiliare si è vista negare l'esenzione IMU per i cosiddetti "beni merce" a causa della mancata presentazione della dichiarazione richiesta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la dichiarazione è un adempimento obbligatorio e non surrogabile, la cui omissione comporta la decadenza dal beneficio fiscale, anche se il Comune è a conoscenza dei fatti.
Continua »
Obbligo dichiarativo IMU: no esenzione senza istanza
Una società immobiliare si è vista negare l'esenzione IMU per i cosiddetti "beni merce" a causa della presentazione tardiva della relativa istanza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3375/2024, ha confermato la decisione, stabilendo che l'obbligo dichiarativo IMU è un requisito tassativo e perentorio. La mancata presentazione della dichiarazione entro i termini previsti comporta la decadenza dal beneficio, anche se il Comune è a conoscenza della situazione fattuale degli immobili.
Continua »
Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione è decisiva
Una società immobiliare si è vista negare l'esenzione IMU beni merce per l'annualità 2014 a causa della presentazione tardiva della dichiarazione necessaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la dichiarazione è un obbligo perentorio a pena di decadenza. Anche se il Comune è a conoscenza della natura degli immobili, l'adempimento formale non può essere omesso né sanato a posteriori, neppure in virtù di normative successive più favorevoli. La sentenza conferma che la mancata dichiarazione comporta non solo la perdita del beneficio fiscale ma anche l'applicazione delle relative sanzioni.
Continua »
Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione è cruciale
Una società di costruzioni ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi immobili invenduti, i cosiddetti "beni merce", senza però aver presentato la prescritta dichiarazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale dichiarazione è un requisito formale obbligatorio per beneficiare dell'esenzione IMU beni merce. La sua omissione comporta la perdita del diritto al beneficio fiscale, anche se l'ente comunale era a conoscenza dello status degli immobili.
Continua »
Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione è obbligo
Una società costruttrice non ottiene l'esenzione IMU beni merce per il 2015 perché non ha presentato la dichiarazione obbligatoria. La Cassazione chiarisce che tale adempimento è a pena di decadenza e che le norme successive non hanno efficacia retroattiva.
Continua »
Redditi esteri non dichiarati: la Cassazione decide
Un contribuente non ha dichiarato redditi da capitali detenuti in Svizzera, sostenendo di essere stato vittima di una frode. La Corte di Cassazione ha respinto la difesa nel merito per mancanza di prove, ma ha cassato la sentenza per quanto riguarda le sanzioni, ordinando l'applicazione del principio del favor rei, e per un'omissione di pronuncia. La questione centrale rimane l'accertamento per redditi esteri non dichiarati.
Continua »
Favor rei tributario: Cassazione su sanzioni ridotte
Un contribuente viene accertato per redditi esteri non dichiarati. La Cassazione rigetta i motivi su scudo fiscale e onere della prova, ma accoglie quello sul favor rei tributario, annullando la sentenza sulle sanzioni e rinviando al giudice di merito per l'applicazione della norma più favorevole.
Continua »
Transazione e IVA: quando il pagamento è esente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33296/2024, ha stabilito che la somma versata in esecuzione di un accordo transattivo per chiudere una lite su inadempienze contrattuali ha natura risarcitoria e, pertanto, è esclusa dal campo di applicazione dell'IVA. L'analisi del rapporto tra transazione e IVA chiarisce che se l'accordo non crea un nuovo rapporto giuridico (transazione non novativa), il pagamento non costituisce corrispettivo per un servizio, ma un indennizzo non imponibile.
Continua »
Avviso di accertamento IRAP: annullate le sanzioni
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società immobiliare che aveva ricevuto un avviso di accertamento IRAP per maggiori ricavi non fatturati. Pur confermando la legittimità dell'accertamento basato su indizi gravi, precisi e concordanti, la Corte ha cassato la sentenza di secondo grado con rinvio per quanto riguarda le sanzioni. I giudici di merito avevano omesso di pronunciarsi sulle doglianze della società relative alla buona fede e non avevano applicato il principio del 'favor rei' per le sanzioni, in seguito a modifiche normative più favorevoli.
Continua »
Utili extracontabili: quando si applica la presunzione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32317/2024, ha esaminato il caso di un socio di una società a ristretta base, accertato per maggiori redditi da partecipazione. La controversia verteva sulla corretta determinazione degli utili extracontabili da attribuire al socio. La Corte ha stabilito che, in caso di utili non contabilizzati ('in nero'), la presunzione di distribuzione al socio si applica sull'intero importo dei maggiori ricavi accertati in capo alla società, senza poter dedurre le imposte Ires e Irap. Tale meccanismo non viola il divieto di doppia imposizione. La Corte ha però accolto il motivo relativo all'applicazione di sanzioni più favorevoli sopravvenute.
Continua »
Sanzioni IMU beni merce: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32115/2024, ha stabilito che le modifiche legislative favorevoli in materia di IMU sui cosiddetti "beni merce" non comportano l'annullamento retroattivo delle sanzioni per violazioni commesse in passato. Un Comune aveva impugnato la decisione di secondo grado che annullava le sanzioni irrogate a una società di costruzioni, invocando il principio del favor rei. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Comune, chiarendo che se un'imposta era dovuta per un determinato periodo, anche le relative sanzioni per il suo mancato pagamento restano valide, nonostante una successiva modifica normativa. Di conseguenza, le sanzioni IMU beni merce per il periodo d'imposta precedente alla nuova legge sono state confermate.
Continua »
Operazioni black list: sanzioni non retroattive
Una società è stata sanzionata per non aver indicato separatamente i costi derivanti da operazioni black list nella dichiarazione del 2009. Sebbene una legge successiva (L. 208/2015) abbia abolito tale obbligo a partire dal 2016, la Corte di Cassazione ha stabilito che la nuova norma non è retroattiva. Pertanto, il principio del 'favor rei' non si applica e le sanzioni per le violazioni commesse prima del 2016 restano pienamente valide, poiché la legge abrogativa stessa ne ha limitato l'efficacia nel tempo.
Continua »