Un cittadino straniero, già espulso dall'Italia con divieto di rientro per cinque anni, è stato rintracciato a Bologna nel 2014. Condannato nei primi gradi di giudizio per il reato di reingresso dello straniero espulso senza autorizzazione, ha proposto ricorso in Cassazione eccependo la prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il reingresso dello straniero espulso è un reato permanente, poiché la condotta illecita si protrae per tutta la durata della permanenza non autorizzata sul territorio dello Stato. Di conseguenza, il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dal momento dell'accertamento del fatto (nel caso di specie, il 21 settembre 2014) e non dal momento del mero reingresso fisico. Al momento della sentenza d'appello, il termine di prescrizione non era pertanto ancora decorso.
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