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Fatto Di Lieve Entità — Anno 2023

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132 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fatto Di Lieve Entità

Provvedimenti

Fatto di lieve entità negato per 83g di hashish: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di 83,54 grammi di hashish, da cui si potevano ricavare oltre 1000 dosi. L'imputato chiedeva il riconoscimento del **fatto di lieve entità** per ottenere una pena più bassa. La Corte ha stabilito che la quantità rilevante della sostanza è un elemento decisivo e sufficiente, da solo, a escludere la minore gravità del reato. Anche se altri aspetti (come le modalità dell'azione) fossero meno gravi, il peso notevole dello stupefacente impedisce l'applicazione del beneficio. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
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Concorso in spaccio: condannata anche se solo passeggera in auto
Una coppia viene condannata per spaccio. La donna si difende sostenendo di essere stata solo una passeggera passiva durante le cessioni di droga. La Corte di Cassazione, però, conferma la sua colpevolezza per concorso in spaccio di stupefacenti. Secondo i giudici, il suo ruolo è stato tutt'altro che passivo. Mettendo a disposizione la propria auto, talvolta anche con i figli a bordo, ha fornito una copertura essenziale all'attività illecita, assicurando un'apparenza di normalità. Questo comportamento costituisce una partecipazione attiva al reato, sufficiente per giustificare la condanna. La Corte ha quindi respinto il ricorso.
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Fatto di lieve entità negato: 57g di cocaina sono troppi
La Corte di Cassazione ha escluso la configurabilità del fatto di lieve entità per un uomo trovato in possesso di 57 grammi di cocaina, sufficienti per 260 dosi. Secondo la Corte, un quantitativo così elevato è di per sé decisivo per negare l'ipotesi attenuata, rendendo irrilevanti altre circostanze potenzialmente favorevoli, come l'assenza di precedenti penali. La condanna per detenzione ai fini di spaccio è stata quindi confermata, stabilendo che il superamento di un certo limite quantitativo crea un pericolo tale da impedire il riconoscimento del fatto di lieve entità.
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Fatto di Lieve Entità Negato: Decisive 73 Dosi e Precedenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di un individuo, negando la possibilità di qualificare il reato come 'fatto di lieve entità'. La decisione si basa su due elementi chiave: l'ingente quantitativo di droga, da cui si potevano ricavare 73 dosi di eroina, e i numerosi precedenti penali specifici dell'imputato. Secondo la Corte, questi fattori dimostrano una pericolosità e un'offensività tali da escludere l'applicazione della norma più favorevole. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché generico.
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Fatto di lieve entità negato: la Cassazione conferma la condanna
Un imputato, condannato per un reato legato agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. Chiedeva l'applicazione dell'ipotesi di reato più lieve, il cosiddetto 'fatto di lieve entità', e il riconoscimento di circostanze attenuanti. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la valutazione sulla gravità del fatto spetta al giudice di merito e, in questo caso, era stata motivata in modo logico e corretto. La richiesta dell'imputato era una semplice riproposizione di argomenti già respinti. La condanna è stata quindi confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Fatto di Lieve Entità: No Sconto di Pena con Droga Pura al 70%
Un imputato, condannato per detenzione di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo di riconoscere il 'fatto di lieve entità' per ottenere una pena minore. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno sottolineato che la richiesta era un tentativo di far rivalutare i fatti, compito che non spetta alla Cassazione. In particolare, l'elevato grado di purezza della sostanza (70%) era già stato correttamente considerato dai giudici di merito come un elemento che escludeva la possibilità di qualificare il reato come 'fatto di lieve entità'. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Spaccio e fatto di lieve entità: complici ma con pene diverse
Due persone vengono condannate per detenzione di stupefacenti. Uno deteneva piccole quantità di eroina e marijuana, l'altro un ingente quantitativo di hashish, materiale per il confezionamento e una cartuccia. La Cassazione applica il **fatto di lieve entità** solo al primo, sottolineando che la valutazione va fatta individualmente. La condotta del secondo, per quantità e mezzi, indicava un'attività di spaccio strutturata e non poteva essere considerata lieve. La Corte distingue così le posizioni dei due coimputati, annullando con rinvio la sentenza per il primo e dichiarando inammissibile il ricorso del secondo.
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Droga e armi: no all’impugnazione patteggiamento lieve entità
Un imputato, dopo aver concordato una pena (patteggiamento) per il possesso di una notevole quantità di droga, 13.000 euro e due pistole, tenta di contestare l'accordo. Propone ricorso in Cassazione sostenendo che il reato dovesse essere considerato di 'lieve entità'. La Corte Suprema ha respinto la richiesta, dichiarando inammissibile l'impugnazione patteggiamento. I giudici hanno chiarito che tale ricorso è possibile solo per errori giuridici macroscopici ed evidenti, non per rimettere in discussione la gravità dei fatti. La presenza di armi e ingente denaro escludeva a priori ogni ipotesi di lieve entità.
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Fatto di lieve entità negato: Cassazione conferma condanna droga
Un individuo, condannato per un reato legato agli stupefacenti, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. L'imputato chiedeva il riconoscimento del 'fatto di lieve entità' per ottenere una pena più bassa. La Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto i motivi dell'appello troppo generici e non idonei a essere discussi in quella sede. Di conseguenza, la condanna precedente è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione aggiuntiva.
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Coltivazione di stupefacenti: piantagione in casa, condanna certa
Un uomo viene condannato per la coltivazione di stupefacenti e la detenzione di un notevole quantitativo di marijuana e hashish. L'imputato si difende sostenendo che la sua condotta non fosse grave. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, confermando che il numero di piante, la quantità di droga e la presenza di attrezzature per il confezionamento dimostrano un'attività non trascurabile e destinata alla vendita. Viene quindi esclusa sia la possibilità di considerare il fatto di lieve entità, sia la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La condanna diventa definitiva.
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Fatto di lieve entità: No sconti per 500 dosi di droga
Un uomo condannato per detenzione di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo di riconoscere il reato come 'fatto di lieve entità'. La richiesta si basava sulla speranza di ottenere una pena minore. La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando che la grande quantità di droga (108 dosi di hashish e 408 di marijuana), la varietà delle sostanze e la loro suddivisione indicavano un'attività abituale e non occasionale. Il contesto, un noto quartiere di Palermo, ha ulteriormente rafforzato questa valutazione. La Cassazione ha quindi confermato che non si trattava di un fatto di lieve entità, rendendo la condanna definitiva.
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Fatto di lieve entità: 14g di cocaina non bastano per lo sconto
Un uomo viene condannato per detenzione di oltre 14 grammi di cocaina. In Cassazione, chiede il riconoscimento del **fatto di lieve entità**, sostenendo che la quantità fosse bassa. La Corte Suprema respinge il ricorso. I giudici chiariscono che per valutare la lieve entità non basta guardare la quantità della droga. È necessaria una valutazione complessiva che includa la purezza della sostanza, le modalità dell'azione e gli strumenti utilizzati. Nel caso specifico, l'elevato principio attivo, il possesso di un bilancino, materiale per il confezionamento e appunti con nomi e cifre indicavano un'attività organizzata e non un **fatto di lieve entità**, confermando così la condanna.
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Droga in ascensore, spaccio organizzato: non è fatto di lieve entità
Un uomo nascondeva la droga nel vano ascensore di un condominio per poi venderla. Condannato per spaccio, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità per ottenere una pena minore. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: un'attività di spaccio organizzata e continuativa, svolta in un luogo frequentato come un palazzo, non può mai essere considerata un fatto di lieve entità, a prescindere dalla quantità delle singole dosi cedute. L'organizzazione e la modalità della condotta dimostrano una pericolosità sociale che esclude qualsiasi attenuante. L'imputato ha perso il ricorso e la sua condanna è diventata definitiva.
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Fatto di lieve entità negato: ricorso generico, condanna certa
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due persone condannate per un reato di droga. Gli imputati chiedevano di qualificare il reato come un 'fatto di lieve entità', che prevede pene più miti. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I motivi presentati erano troppo generici e non contestavano in modo specifico e logico le ragioni della condanna decisa dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali e una multa.
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Fatto di lieve entità: Cassazione blocca ricorso generico
Un imputato, condannato per spaccio di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del 'fatto di lieve entità', che avrebbe comportato una pena minore. La Corte Suprema ha respinto la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto le motivazioni troppo generiche e hanno sottolineato che la Corte d'Appello aveva già correttamente valutato e motivato l'esclusione di tale ipotesi. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Club o centrale di spaccio? Condanna con prova indiziaria
La Cassazione conferma la condanna per spaccio di droga nei confronti dei gestori di un circolo ricreativo, trasformato in una vera e propria centrale di smercio di hashish. La difesa sosteneva la mancanza di prove dirette, come il sequestro della sostanza ceduta. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che lo spaccio di droga con prova indiziaria è pienamente valido. Le videoriprese che mostravano un continuo e rapido viavai di acquirenti, unite a precedenti specifici e all'organizzazione dell'attività, costituiscono indizi gravi, precisi e concordanti. Viene esclusa l'ipotesi del 'fatto di lieve entità' a causa della professionalità e continuità dello spaccio. La condanna degli imputati è quindi definitiva.
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Fatto di lieve entità negato: 86g di cocaina non sono pochi
La Corte di Cassazione ha escluso la configurabilità del reato di spaccio come 'fatto di lieve entità' nel caso di un uomo trovato in possesso di 86 grammi di cocaina purissima, un bilancino di precisione e 11.200 euro in contanti. Secondo i giudici, la notevole quantità di droga (pari a 290 dosi), le modalità di confezionamento e l'ingente somma di denaro sono elementi che, valutati nel loro complesso, indicano un'attività criminale non marginale. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, rendendo la sua condanna definitiva e obbligandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Fatto di lieve entità negato per 2 kg di droga: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha escluso la possibilità di qualificare come **fatto di lieve entità** la detenzione di due chilogrammi di marijuana. Secondo i giudici, un quantitativo così ingente, da cui si possono ricavare oltre 22.000 dosi, è incompatibile con l'ipotesi di reato minore. La Corte ha sottolineato che per valutare la lieve entità non basta guardare alla sola quantità, ma a tutto il contesto, incluse le modalità dell'azione che indicavano un chiaro inserimento dell'imputato in un contesto di narcotraffico. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile e la condanna confermata.
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Fatto di lieve entità: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione del **fatto di lieve entità** in una vicenda riguardante lo spaccio di stupefacenti. Il ricorrente contestava la mancata applicazione dell'attenuante, ma i giudici hanno ribadito che la valutazione deve considerare globalmente qualità, quantità e modalità dell'azione. Nel caso specifico, l'inserimento del soggetto in una rete di spaccio collaudata e il dato ponderale della droga sono stati ritenuti elementi negativamente assorbenti, rendendo il ricorso inammissibile e comportando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Fatto di lieve entità e coltivazione di droga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti, negando la configurabilità del fatto di lieve entità in un caso di coltivazione organizzata. La decisione sottolinea che l'elevato numero di dosi ricavabili, l'altezza delle piante e la loro capacità di rivegetazione, uniti ai precedenti specifici dell'imputato, escludono una condotta di minima offensività. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché riproponeva censure di merito già ampiamente vagliate nei precedenti gradi di giudizio.
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