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Fattispecie Lieve

20 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Ipotesi di reato attenuata, prevista per lo spaccio di stupefacenti (art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90), caratterizzata da una minore offensività della condotta, valutata in base a mezzi, modalità, circostanze e quantità della sostanza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spaccio di droga lieve: Cassazione conferma carcere per 210g cocaina
Un Lavoratore è stato arrestato per detenzione di 210 grammi di cocaina e resistenza a pubblico ufficiale. Il Tribunale ha confermato la custodia in carcere. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo che il reato di spaccio fosse derubricato a **fattispecie lieve stupefacenti**, sostenendo che il solo peso della droga non bastasse e che l'attività fosse rudimentale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che per la **fattispecie lieve stupefacenti** è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli elementi, non solo del dato ponderale. Il Lavoratore è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Coltivazione domestica di stupefacenti: condanna per una pianta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per coltivazione e detenzione di droga ai fini di spaccio. Nonostante l'imputato sostenesse l'uso personale, la presenza di una pianta di cannabis alta quasi due metri, capace di produrre 685 dosi, e di altra marijuana per 70 dosi, è stata ritenuta prova sufficiente della destinazione alla vendita. La Corte ha stabilito che un potenziale produttivo così elevato esclude sia la non punibilità della coltivazione domestica di stupefacenti sia il riconoscimento del fatto come di lieve entità. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Spaccio di lieve entità negato: 66g di cocaina sono troppi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per detenzione di stupefacenti, escludendo l'ipotesi di spaccio di lieve entità. Nonostante la richiesta della difesa, i giudici hanno ritenuto la condotta grave. La decisione si basa su elementi oggettivi: il cospicuo quantitativo di cocaina (66 grammi), la presenza di sostanze diverse, il ritrovamento di materiale per il confezionamento delle dosi e la detenzione della droga sia in auto che in casa. Questi fattori delineano un'attività di spaccio strutturata e non occasionale, incompatibile con la fattispecie lieve.
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Fattispecie lieve: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione e spaccio di stupefacenti, rigettando la richiesta di applicazione della fattispecie lieve. I giudici hanno stabilito che il dato ponderale rilevante e le specifiche modalità di confezionamento della droga sono elementi incompatibili con il riconoscimento dell'ipotesi attenuata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché riproponeva doglianze già esaminate e correttamente respinte nei gradi precedenti.
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Fattispecie lieve: quando lo spaccio è grave
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per spaccio, negando l'applicazione della fattispecie lieve. La decisione si basa sulla corretta valutazione operata dai giudici di merito riguardo al peso della sostanza, alla sua suddivisione in dosi e alla varietà dei prodotti rinvenuti. Tali fattori sono stati ritenuti incompatibili con il riconoscimento di una condotta di minima offensività, portando alla conferma della condanna e all'irrogazione di una sanzione pecuniaria.
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Fattispecie lieve: i limiti nel reato di spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per violazione della normativa sugli stupefacenti. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento della fattispecie lieve, sostenendo un vizio di motivazione della sentenza di appello. Gli Ermellini hanno tuttavia confermato che il numero elevato di dosi medie ricavabili dalla sostanza sequestrata risulta logicamente incompatibile con l'attenuante della lieve entità. La decisione ribadisce che motivi di ricorso generici o meramente riproduttivi di quanto già esaminato nei gradi precedenti portano inevitabilmente alla condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Fattispecie lieve: il limite delle 20.000 dosi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Il ricorrente chiedeva il riconoscimento della fattispecie lieve, ma i giudici hanno confermato che il possesso di oltre 20.000 dosi medie ricavabili esclude categoricamente tale attenuante. La decisione si fonda sull'elevata potenzialità diffusiva della droga sequestrata, rendendo la motivazione della Corte d'Appello logica e insindacabile.
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Fattispecie lieve: i limiti dello spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, negando l'applicazione della fattispecie lieve. La difesa contestava il mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 73 comma 5 del d.P.R. 309/1990. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che il numero elevato di dosi (190 involucri) e il peso complessivo della droga indicano una potenzialità diffusiva incompatibile con la lieve entità del fatto, confermando la correttezza della sentenza di appello.
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Utilizzabilità intercettazioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due individui per spaccio di cocaina, rigettando il loro ricorso. La sentenza chiarisce l'utilizzabilità intercettazioni telefoniche disposte in un altro procedimento, ritenendole ammissibili perché indispensabili per accertare un reato che prevede l'arresto obbligatorio. La Corte ha inoltre escluso la qualificazione del fatto come 'lieve entità', data la quantità significativa di droga, l'organizzazione e la sistematicità dell'attività di spaccio.
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Spaccio lieve entità: quantità e varietà di droghe
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per detenzione di stupefacenti, negando la qualificazione di spaccio lieve entità. Secondo la Corte, la notevole quantità e la varietà delle sostanze (cocaina, eroina e marijuana) sono indici di una professionalità e non occasionalità dell'attività criminale, elementi che ostacolano l'applicazione della norma più favorevole. È stata respinta anche la richiesta di applicazione di una pena sostitutiva.
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Fattispecie lieve stupefacenti: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. La richiesta di applicazione della fattispecie lieve stupefacenti è stata respinta poiché il ricorso era generico e, nel merito, l'elevato numero di dosi ricavabili dalle sostanze (marijuana e cocaina) è stato ritenuto incompatibile con la minore gravità del fatto, confermando la valutazione della corte d'appello.
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Ricorso inammissibile spaccio: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza e genericità dei motivi di ricorso, che si limitavano a riproporre censure già esaminate nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha confermato la corretta valutazione delle prove, la qualificazione del reato e la congruità della pena, inflitta tenendo conto della recidiva e della proclività a delinquere del soggetto.
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Spaccio di droga: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per spaccio di droga e evasione dagli arresti domiciliari presenta ricorso in Cassazione. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo di non poter riesaminare i fatti del processo. La decisione sottolinea come la reiterazione del reato in un breve lasso di tempo e la violazione delle misure cautelari siano elementi decisivi per escludere sia la fattispecie di lieve entità sia la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Spaccio lieve: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due fratelli condannati per spaccio di cocaina. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva la configurabilità del reato di spaccio lieve (art. 73, comma 5), data l'attività prolungata per due anni, l'organizzazione stabile e la significativa intensità dell'illecito. Anche le censure sulla pena e sul bilanciamento delle circostanze sono state respinte per genericità.
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Uso personale stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Decisivi per escludere l'uso personale stupefacenti non solo la quantità di droga, ma anche la fuga, il possesso di molto denaro e le modalità dell'arresto.
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Traffico di stupefacenti: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la natura sistematica e organizzata dell'attività di spaccio, condotta per un lungo periodo e con numerosi acquirenti, impedisce di qualificare il reato come 'fattispecie lieve', nonostante le singole cessioni fossero di modica quantità. Il ricorso è stato ritenuto un mero tentativo di riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Spaccio lieve entità: quando è escluso dalla Corte?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5836/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha escluso l'ipotesi di spaccio lieve entità data l'organizzazione e la professionalità dell'attività criminale, confermando che la valutazione non può basarsi solo sul dato quantitativo della droga ceduta.
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Ricettazione lieve: quando viene esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la mancata applicazione dell'ipotesi di ricettazione lieve. La Corte ha stabilito che la ricezione di documenti d'identità di provenienza furtiva è un'azione sempre propedeutica alla commissione di ulteriori reati, come la contraffazione. Tale natura esclude la possibilità di qualificare il fatto come di lieve entità, confermando che il motivo di ricorso era una mera riproposizione di censure già respinte.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando una sentenza della Corte d'Appello. I motivi del ricorso, relativi alla riqualificazione del reato, alla concessione di attenuanti e al riconoscimento della continuazione, sono stati giudicati meramente riproduttivi di doglianze già esaminate e respinte, nonché manifestamente infondati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Fattispecie lieve: quando non si applica allo spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La richiesta di riconoscere la fattispecie lieve è stata respinta perché il motivo era generico e riproduttivo di doglianze già esaminate. La Corte ha confermato che la sistematicità dell'attività e il quantitativo cospicuo della sostanza ceduta sono elementi incompatibili con l'applicazione della fattispecie lieve.
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