LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fattispecie Di Lieve Entità

Pagina 5 di 6

118 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Vizio di motivazione: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per detenzione di stupefacenti a causa di un grave vizio di motivazione. La Corte d'Appello aveva basato la condanna su una conversazione telefonica interpretata in modo contraddittorio, affermando da un lato che un affare non era concluso e dall'altro che l'imputato deteneva una grande quantità di droga. Questo caso sottolinea come la motivazione di una sentenza debba essere logica e coerente, pena l'annullamento. L'appello di un terzo imputato è stato invece dichiarato inammissibile.
Continua »
Spaccio lieve entità: quando il quantitativo lo esclude
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8487/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di quasi 4 kg di hashish. La Corte ha stabilito che un quantitativo così ingente, idoneo a confezionare oltre 18.000 dosi, è un elemento che di per sé dimostra una notevole potenzialità diffusiva dell'attività di spaccio, impedendo di qualificare il reato come spaccio di lieve entità, previsto dall'art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990.
Continua »
Lucro di speciale tenuità e lieve entità: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato di lieve entità in materia di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non concedere l'attenuante del lucro di speciale tenuità, ritenendo che il profitto derivante dalla vendita di cocaina, considerate le dosi e il prezzo di mercato, non potesse essere qualificato come 'tenue', pur rientrando il fatto nella fattispecie meno grave.
Continua »
Spaccio lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti, escludendo la qualifica di 'spaccio lieve entità'. La decisione si basa sulla valutazione complessiva dell'attività dell'imputato: il possesso di quasi 300 dosi di cocaina ed eroina, ingenti somme di denaro, sei telefoni cellulari, un bilancino di precisione e precedenti specifici. Questi elementi, secondo la Corte, dimostrano un'attività criminale strutturata e professionale, incompatibile con la fattispecie di lieve entità. È stata inoltre confermata la confisca dei cellulari come beni di provenienza non giustificata.
Continua »
Lieve entità: quando non si applica l’attenuante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti di lieve entità. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di analisi tossicologiche precise, il possesso di un quantitativo non irrisorio di droga (oltre 12 grammi di cocaina) e di strumenti per lo spaccio esclude l'applicabilità dell'attenuante del lucro di speciale tenuità.
Continua »
Errore Manifesto: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza di patteggiamento che aveva qualificato un reato di droga come 'fatto di lieve entità'. Secondo la Corte, l'appello per erronea qualificazione giuridica è consentito solo in caso di 'errore manifesto', ovvero un errore palese e immediatamente riconoscibile, requisito non soddisfatto nel caso di specie, in quanto il ricorso si limitava a una generica denuncia di errori valutativi.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: no se la droga è pesante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta, poiché la natura 'pesante' della sostanza (crack) e il ruolo di fornitore abituale sono stati ritenuti elementi ostativi alla sua concessione.
Continua »
Lucro di speciale tenuità: no se le cessioni sono plurime
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicare l'attenuante del lucro di speciale tenuità è stata respinta perché, nonostante la qualificazione del reato come lieve, le cessioni erano ripetute e coinvolgevano più dosi, un quadro incompatibile con un danno patrimoniale di minima entità.
Continua »
Reato associativo stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per reato associativo stupefacenti. La sentenza conferma che una pluralità di episodi di spaccio, l'approvvigionamento di quantitativi rilevanti e la gestione dei profitti configurano un'associazione stabile, escludendo l'ipotesi di lieve entità. La Corte ha inoltre ribadito che la richiesta di conferma di un'assoluzione da parte del PM in udienza non equivale a una rinuncia formale all'impugnazione.
Continua »
Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che non contestavano specifici vizi di legittimità ma riproponevano argomentazioni già respinte. La Corte ha confermato il diniego delle attenuanti generiche e della fattispecie di lieve entità, data l'ingente quantità di droga (1156 dosi) e la professionalità dell'attività illecita.
Continua »
Fatto di lieve entità: la Cassazione e la valutazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per detenzione di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta poiché gli elementi del caso, come quantità, diversità delle sostanze e modalità di detenzione, indicavano una professionalità e una capacità di diffusione incompatibili con la minima offensività.
Continua »
Errore di fatto: limiti del ricorso straordinario
Un imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato un ricorso straordinario sostenendo un errore di fatto da parte della Cassazione nel non aver riconosciuto l'ipotesi di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo la netta distinzione tra l'errore di fatto, inteso come svista percettiva sugli atti, e l'errore di giudizio. Poiché la precedente decisione era basata su una valutazione ponderata degli elementi (serialità, organizzazione), non si trattava di un errore percettivo ma di un insindacabile errore di valutazione, escluso dall'ambito del rimedio straordinario.
Continua »
Spaccio di droga: quantità e contabilità escludono la lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per spaccio di droga. La notevole quantità e purezza della cocaina (oltre 259 dosi), unita a un block notes con la contabilità dello spaccio, sono state decisive per escludere la configurabilità del fatto di lieve entità e confermare la condanna.
Continua »
Possesso di stupefacenti: quando è reato di spaccio?
La Cassazione conferma la condanna per spaccio, respingendo la tesi dell'uso personale. Decisivi per la qualificazione del reato di possesso di stupefacenti la grande quantità di droga (oltre 1500 dosi), la presenza di bilancini e i precedenti penali specifici dell'imputato.
Continua »
Spaccio lieve entità: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di quattro individui condannati per spaccio. Un procedimento è stato chiuso per il decesso dell'imputato, mentre due ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Per il quarto, la Corte ha rigettato la richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità, sottolineando che la valutazione deve considerare l'intera attività criminale, inclusa l'integrazione in una rete organizzata, e non solo le singole cessioni.
Continua »
Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ribadisce che non è possibile una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità e chiarisce i requisiti per contestare una 'doppia conforme'.
Continua »
Spaccio lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. I giudici hanno confermato l'esclusione della fattispecie di spaccio lieve entità a causa della professionalità, della frequenza delle cessioni e del vasto bacino d'utenza, ritenendo la condotta non di minima offensività.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando è escluso? Guida
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, confermando la decisione dei giudici di merito di non riconoscere l'ipotesi del fatto di lieve entità. La valutazione si è basata sulla notevole quantità e varietà di stupefacenti detenuti (hashish, marijuana e cocaina), sul possesso di una somma di denaro e di un bilancino, elementi che nel loro complesso delineano un'attività criminale organizzata e non occasionale, incompatibile con la fattispecie attenuata.
Continua »
Coltivazione domestica: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la coltivazione di tre piante di marijuana. Data l'elevata quantità di dosi ricavabili (459) e la strumentazione professionale utilizzata, i giudici hanno escluso sia la non punibilità per coltivazione domestica ad uso personale, sia la fattispecie di lieve entità.
Continua »
Ricorso inammissibile: Criteri pena lieve entità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di spaccio di lieve entità. La decisione conferma la proporzionalità della pena stabilita dalla Corte d'Appello, basata su criteri quali la quantità dello stupefacente, il numero di dosi ricavabili e le diverse generalità fornite dall'imputato. Nonostante l'assenza di precedenti penali, l'appello è stato respinto con condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »