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Fattispecie Di Lieve Entità

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118 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Detenzione di stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato che la notevole quantità (93 grammi tra hashish e marijuana, per 391 dosi), la varietà delle sostanze e le modalità di occultamento sono indici sufficienti a provare la finalità di spaccio, escludendo così l'ipotesi di uso personale e la fattispecie di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la droga
Un individuo condannato per la detenzione di quasi 500g di marijuana ha fatto ricorso in Cassazione, chiedendo la qualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il notevole quantitativo, i precedenti specifici e le modalità professionali di occultamento della sostanza sono elementi sufficienti per escludere l'ipotesi del fatto di lieve entità, anche in assenza di una vasta rete di spaccio.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è inefficace
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera riproposizione di quelli già presentati in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha inoltre ritenuto infondate le richieste di qualificare il reato come di lieve entità e di concedere le attenuanti generiche, confermando la valutazione del giudice di merito.
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Coltivazione stupefacenti: ricorso inammissibile
Un soggetto condannato per la coltivazione di 132 piante di cannabis ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo il riconoscimento della fattispecie di lieve entità. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'elevato numero di piante e l'ingente quantitativo di principio attivo ricavabile (oltre 49.000 dosi) sono elementi sufficienti per escludere la lieve entità del reato. La decisione ribadisce che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione dei fatti, ma solo per contestare errori di diritto.
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Spaccio di lieve entità: quando viene escluso?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio, escludendo l'ipotesi di spaccio di lieve entità. Nonostante un quantitativo non elevato di cocaina (8,57 grammi), le modalità della condotta, come la suddivisione in 39 dosi, la presenza di un bilancino e l'organizzazione dell'attività, sono state ritenute indicative di una professionalità incompatibile con la fattispecie attenuata.
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Attenuanti generiche: no se hai droghe pesanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento delle attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla detenzione di diversi tipi di stupefacenti, tra cui eroina e cocaina. Secondo la Corte, il dato qualitativo della sostanza e l'assenza di elementi positivi prevalgono sulla mera incensuratezza, giustificando il diniego della riduzione di pena.
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Concorso in rapina: la Cassazione e la prova
La Corte di Cassazione conferma la condanna per diversi imputati per i reati di concorso in rapina aggravata e traffico di stupefacenti. La sentenza analizza in dettaglio la validità delle prove, come le intercettazioni e le testimonianze, e definisce i criteri per attribuire la responsabilità a ciascun concorrente nel reato, anche a chi non ha partecipato materialmente alla violenza. Viene inoltre chiarito quando il traffico di droga non può essere considerato di 'lieve entità'.
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Tenuità del fatto: non basta la lieve entità del reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina. La Corte ha stabilito che la qualificazione del reato come 'di lieve entità' secondo la legge sugli stupefacenti non comporta automaticamente l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). Quest'ultima richiede una valutazione più ampia che consideri le modalità della condotta, la colpevolezza e l'entità del danno, elementi che nel caso di specie non permettevano di considerare l'offesa come irrilevante.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. L'imputato lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che, per contestare tale omissione in sede di legittimità, non è sufficiente una generica doglianza, ma è necessario indicare le specifiche circostanze di fatto che avrebbero dovuto condurre a tale valutazione, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati condannati per spaccio. La Corte ha escluso lo spaccio di lieve entità data la continuità e sistematicità dell'attività, anche in assenza di sequestro di droga. La valutazione complessiva delle condotte è decisiva.
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Spaccio di droga: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. I motivi dell'appello, relativi alla sussistenza del reato, al riconoscimento del fatto di lieve entità e alla concessione delle attenuanti generiche, sono stati ritenuti generici e assertivi, in quanto non si confrontavano criticamente con la solida motivazione della Corte d'Appello, basata sulla quantità della sostanza, sulla strumentazione per il confezionamento e sui precedenti dell'imputato.
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Fattispecie di lieve entità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare la fattispecie di lieve entità, data l'ingente quantità di stupefacenti (oltre 1000 dosi), la presenza di bilancini e il possesso di una considerevole somma di denaro di provenienza ingiustificata. L'inammissibilità del motivo principale ha travolto anche le richieste subordinate di sospensione condizionale della pena e di dissequestro dei beni.
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Reato di lieve entità: quantità e modalità contano
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha stabilito che per la configurazione del reato di lieve entità non basta valutare la sola quantità di droga, ma occorre considerare anche le modalità organizzative dell'attività, come l'allestimento di una piantagione in un appartamento dedicato, che escludono la minore gravità del fatto.
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Inammissibilità ricorso spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di due imputati condannati per spaccio di stupefacenti. I ricorrenti avevano richiesto l'applicazione della fattispecie di lieve entità, ma la Corte ha ritenuto il motivo infondato data la continuità e l'organizzazione dell'attività illecita. Un secondo motivo, relativo alla violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza, è stato dichiarato inammissibile perché non sollevato nel precedente grado di giudizio. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per droga inammissibile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per droga, confermando la condanna per detenzione di ingenti quantitativi. Il ricorso è stato respinto perché tentava di ottenere una nuova valutazione dei fatti, vietata in sede di legittimità, e non contestava validamente le motivazioni della Corte d'Appello sulla gravità del reato.
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Speciale tenuità stupefacenti: quando è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di hashish. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva la lieve entità del fatto e la circostanza della speciale tenuità stupefacenti, poiché l'appello si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è astuzia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata respinta. Nonostante la modesta quantità di droga, le modalità scaltre dell'azione (occultamento della sostanza già divisa in dosi) sono state ritenute sintomo di una capacità a delinquere non minimale, escludendo così la tenuità dell'offesa.
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Agente infiltrato: quando la prova è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per spaccio di lieve entità, basata su un acquisto effettuato da un agente infiltrato. La sentenza chiarisce che l'operazione è legittima se l'agente non induce al reato, ma si limita a far emergere un'intenzione criminale già esistente. Viene inoltre ribadito che un semplice narcotest è sufficiente per provare la natura stupefacente della sostanza.
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