LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ex Novo

22 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Locuzione latina che significa 'da capo', 'di nuovo'. In ambito giuridico, indica la formulazione di nuove motivazioni o una valutazione completamente nuova di un fatto, non basata su quelle precedenti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notifica nulla, processo annullato: l’integrazione del contraddittorio
Un Lavoratore aveva citato un Socio per la liquidazione di una quota sociale. L'appello del Lavoratore fu notificato a un difensore cancellato, rendendo la notifica nulla. La Cassazione aveva già annullato il processo d'appello per difetto di contraddittorio. Ora, la Corte rileva che un altro soggetto, il fratello del Lavoratore, coinvolto fin dal primo grado, non ha ricevuto la notifica del ricorso in Cassazione. Pertanto, la Corte ordina l'integrazione del contraddittorio anche nei suoi confronti, rinviando la causa per garantire la partecipazione di tutti.
Continua »
Sequestro Preventivo: Inefficacia Iniziale non Blocca Nuovo Ordine Giudiziale
Un Cittadino ha subito un sequestro preventivo di un'area occupata da rifiuti, inizialmente eseguito dalla polizia giudiziaria. Il Pubblico Ministero non ha convalidato il sequestro entro i termini, rendendolo inefficace. Tuttavia, il PM ha poi richiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari un nuovo sequestro preventivo per la stessa area. Il Cittadino ha contestato questa decisione, sostenendo che l'inefficacia del primo sequestro impedisse un provvedimento successivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'inefficacia del sequestro iniziale non preclude al giudice di disporre un nuovo sequestro preventivo autonomo. Il ricorso del Cittadino è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Depenalizzazione e statuizioni civili: stop risarcimenti
La vicenda riguarda un soggetto condannato per falsità in scrittura privata e guida senza patente. Con la riforma del 2016, tali condotte hanno perso rilevanza penale. La Corte d'Appello ha assolto l'imputato perché il fatto non costituisce più reato, ma ha confermato i risarcimenti economici a favore del danneggiato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato, affrontando il tema di depenalizzazione e statuizioni civili. I giudici hanno chiarito che, quando una norma penale viene abrogata e trasformata in illecito civile, il giudice deve revocare anche i risarcimenti già decisi nel processo penale. Il danneggiato vince solo il diritto di iniziare una causa civile separata, mentre l'imputato ottiene la cancellazione totale della condanna penale e dei risarcimenti disposti in quella sede.
Continua »
Conservazione inquadramento professionale: vince la dipendente
Una Casa di Cura acquista un complesso aziendale tramite asta fallimentare e firma un accordo sindacale per riassumere i dipendenti. L'accordo prevede contratti ex novo senza continuità aziendale, ma una clausola specifica stabilisce che i lavoratori siano inquadrati secondo le qualifiche indicate in un allegato. La Lavoratrice, precedentemente inquadrata come ausiliaria di livello A3, chiede la conservazione dell'inquadramento professionale e le differenze retributive. L'Azienda si oppone, sostenendo che la nuova assunzione consenta modifiche peggiorative. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'Azienda: l'accordo sindacale vincola il datore di lavoro a mantenere il livello contrattuale pattuito, a prescindere dall'inapplicabilità del trasferimento automatico del rapporto di lavoro. Vince La Lavoratrice.
Continua »
Inquadramento professionale: contratto nuovo, qualifica salva
Un lavoratore, precedentemente impiegato presso una clinica fallita, viene riassunto dalla società acquirente del complesso aziendale. L'accordo sindacale prevede l'assunzione ex novo ma stabilisce anche l'obbligo di mantenere le qualifiche originarie dei dipendenti. La società acquirente applica invece un livello inferiore, sostenendo che la nuova assunzione consenta modifiche peggiorative. Il lavoratore agisce in giudizio per ottenere il corretto inquadramento professionale. La Corte di Cassazione respinge il ricorso della società: sebbene il trasferimento di un'azienda fallita escluda il passaggio automatico dei diritti dei lavoratori, l'accordo sindacale vincola l'acquirente a rispettare i livelli contrattuali concordati. Il lavoratore ottiene così la qualifica originaria e le differenze retributive dovute.
Continua »
Piccoli abusi, condanna certa: la valutazione unitaria edilizia
Un privato cittadino viene condannato per aver realizzato una doccia esterna e innalzato il solaio di un bagno senza il necessario Permesso di Costruire, in un'area soggetta a vincolo paesaggistico. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, affermando il principio della valutazione unitaria dell'intervento edilizio. Secondo i giudici, non è possibile frazionare artificialmente un'opera complessa in singole parti per eludere la normativa. Poiché l'intervento, considerato nel suo insieme, modificava la struttura e aumentava il volume, era necessario il Permesso di Costruire. La condanna per abuso edilizio e reato paesaggistico è stata quindi confermata.
Continua »
Impugnazione contratto a termine: la legge nuova vale sul passato?
Una lavoratrice ha contestato la validità di due contratti a termine scaduti nel 1999, chiedendo la conversione in un rapporto a tempo indeterminato. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine per l'impugnazione contratto a termine, introdotto dalla legge del 2010, si applica anche ai contratti conclusi prima della sua entrata in vigore. L'azione della lavoratrice è stata quindi considerata tardiva e dichiarata inammissibile. La Corte ha confermato che la nuova e più restrittiva disciplina sui termini di decadenza ha efficacia anche sul passato.
Continua »
Decadenza NASpI attività preesistente: obbligo di comunicazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decadenza NASpI per attività preesistente. Un lavoratore, che svolgeva già un'attività autonoma, ha perso il diritto all'indennità di disoccupazione per non aver comunicato tale attività all'Ente Previdenziale al momento della domanda. La Corte ha chiarito che l'obbligo di comunicazione non riguarda solo le nuove attività intraprese durante la percezione del sussidio, ma anche quelle già esistenti. Il fattore decisivo è la contemporaneità tra il godimento della NASpI e lo svolgimento di un'altra attività lavorativa, anche se iniziata in precedenza. La mancata comunicazione comporta la perdita del beneficio.
Continua »
Risarcimento unico del danno: no a doppia liquidazione per lo stesso reato
La Corte di Cassazione ha stabilito il principio del risarcimento unico del danno in un caso riguardante una vittima di un reato di tipo mafioso. La parente di una persona assassinata aveva ottenuto due diverse provvisionali in due distinti processi penali contro i coautori del delitto. Il Fondo di solidarietà per le vittime di mafia, dopo aver pagato la prima, aveva liquidato per la seconda solo la differenza, sostenendo l'unicità del danno. La Cassazione ha dato ragione al Ministero dell'Interno, affermando che un unico fatto dannoso genera un unico diritto al risarcimento, anche se accertato in più sedi. La seconda provvisionale non si somma alla prima, ma rappresenta una nuova e complessiva valutazione del medesimo danno, impedendo un ingiusto arricchimento per la vittima.
Continua »
Giudicato esterno: impugnare motivazioni inammissibilità
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del giudicato esterno in un caso complesso di compravendita immobiliare. La vicenda riguarda un acquirente che, dopo aver perso il terreno a causa di un precedente contratto preliminare, ha agito per la restituzione del prezzo. La sua domanda era stata rigettata in un precedente giudizio per due motivi: tardività e preclusione da un giudicato anteriore. La Corte d'Appello aveva ritenuto che la mancata impugnazione del secondo motivo avesse formato un nuovo giudicato, precludendo l'azione. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che se una domanda è dichiarata inammissibile per un motivo assorbente (come la tardività), le ulteriori motivazioni sono rese 'ad abundantiam' e non hanno effetto di giudicato. Pertanto, la parte non ha l'onere di impugnarle.
Continua »
Assegno ad personam: la promozione lo annulla?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un assegno ad personam, riconosciuto a due dipendenti pubblici con sentenza passata in giudicato, non può essere revocato a seguito di una successiva progressione verticale. La Corte ha respinto il ricorso di un'amministrazione pubblica, sottolineando che l'argomento della promozione doveva essere sollevato nel giudizio originario. Essendo la promozione avvenuta prima della sentenza che ha accertato il diritto, la questione è coperta dal giudicato e non più discutibile.
Continua »
Parcheggiatore abusivo: quando scatta il reato?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un parcheggiatore abusivo, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che il reato, introdotto nel 2018, non si applica retroattivamente, ma punisce la nuova violazione commessa da chi è già stato sanzionato in via definitiva per la stessa condotta.
Continua »
Commissione Riscossione Tributi: Obbligo di pagamento
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della commissione riscossione tributi richiesta da un fornitore di servizi postali a un agente della riscossione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'agente, stabilendo che la posizione di monopolio del fornitore non implica la gratuità del servizio in assenza di una legge specifica. I motivi di ricorso, basati su presunte violazioni di norme nazionali e comunitarie, sono stati dichiarati inammissibili in quanto proceduralmente errati o basati su questioni già decise in precedenti sentenze.
Continua »
Commissione incasso tributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un agente della riscossione, confermando la sua condanna al pagamento della commissione incasso tributi a un fornitore di servizi postali. La controversia riguardava il pagamento di una commissione per ogni versamento di imposta comunale effettuato tramite bollettino postale. La Corte ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi del ricorso, in quanto sollevavano questioni nuove non discusse nei precedenti gradi di giudizio o si basavano su argomentazioni già respinte in casi identici, consolidando il diritto del servizio postale a ricevere tale compenso.
Continua »
Incompatibilità del giudice: la soluzione della Cassazione
Con l'ordinanza n. 12677/2024, la Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di correzione di una propria sentenza, chiarendo che il problema della potenziale incompatibilità del giudice d'appello, a seguito di annullamento per vizi procedurali, deve essere risolto dalla stessa corte di merito. Quest'ultima ha il dovere di comporre un nuovo collegio con magistrati diversi, in applicazione dell'art. 34 c.p.p., senza che sia necessario un rinvio a un diverso ufficio giudiziario.
Continua »
Decadenza lavoro agricolo: la Cassazione decide
Un lavoratore ha impugnato il disconoscimento del proprio lavoro da parte dell'ente previdenziale. Il tema centrale era il calcolo dei termini per l'appello a seguito di una modifica legislativa sulla decadenza lavoro agricolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per le decisioni emesse durante la sospensione della norma sulla decadenza, il termine di 120 giorni per ricorrere in giudizio ricomincia a decorrere da capo dalla data di ripristino della legge. Il ricorso del lavoratore, presentato oltre questa nuova scadenza, è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile presentato da due imputati. La decisione si fonda sull'impossibilità per la Corte di rivalutare i fatti, sulla manifesta infondatezza delle censure sulla recidiva e sulla novità di un motivo di ricorso, che chiedeva la riqualificazione del reato da rapina a furto, non sollevato nei gradi di giudizio precedenti.
Continua »
Clausola Sociale: Obbligo di Assunzione Confermato
Un'azienda subentrante in un appalto di servizi aeroportuali non assume una lavoratrice, violando la clausola sociale del CCNL. La Cassazione conferma la decisione d'Appello, rigettando il ricorso dell'azienda. Si ribadisce che la clausola sociale crea un obbligo di assunzione ex novo, non soggetto a decadenza, e che l'onere di provare un'offerta conforme spetta all'impresa.
Continua »
Contrasto motivazione dispositivo: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della commissione tributaria regionale a causa di un insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo. La decisione di secondo grado, pur argomentando a favore dell'ente di riscossione, aveva paradossalmente accolto l'appello del contribuente. La Suprema Corte ha stabilito che tale palese contraddizione non costituisce un mero errore materiale correggibile, ma un vizio che determina la nullità della pronuncia, rendendo impossibile individuare la reale volontà del giudice. Di conseguenza, la causa è stata rinviata al giudice di secondo grado per un nuovo esame.
Continua »
Sequestro preventivo: legittimo senza domanda al terzo
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un sequestro preventivo di un veicolo anche in assenza di una specifica domanda cautelare nei confronti del terzo proprietario. Il ricorrente, proprietario del mezzo, aveva impugnato il provvedimento sostenendo la sua illegittimità. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che, in presenza di esigenze impeditive, la misura cautelare può essere indirizzata verso chi ha la materiale disponibilità del bene, a prescindere dalla titolarità, per interrompere il legame tra il bene stesso e l'attività criminosa.
Continua »