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Estratto Di Ruolo

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988 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Notifica cartella di pagamento: PDF valido come P7M
Una società ha impugnato due cartelle di pagamento, contestando la validità della notifica di una di esse avvenuta via PEC con un file in formato PDF anziché P7M. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica della cartella di pagamento è valida anche se l'allegato è un PDF con firma PAdES, poiché questa è legalmente equivalente alla firma CAdES (file P7M). Ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo relativo al vizio di motivazione sulla prescrizione, applicando le più recenti e restrittive norme processuali.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il ricorrente dimostri un concreto e attuale 'interesse ad agire', ovvero un pregiudizio specifico derivante dall'iscrizione a ruolo. La semplice contestazione della notifica non è più sufficiente.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento dopo averne scoperto l'esistenza tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione estratto di ruolo non è permessa se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla sola iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. La semplice affermazione di non aver ricevuto la notifica non è più sufficiente per agire in via preventiva.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha contestato avvisi fiscali basandosi su un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le notifiche originali. La Corte di Cassazione, applicando una normativa sopravvenuta, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La sentenza sottolinea che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo in casi specifici di comprovato pregiudizio, non riscontrati nella fattispecie, annullando così le precedenti decisioni.
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Interesse ad agire: quando impugnare un ruolo esattoriale
Un contribuente ha impugnato degli estratti di ruolo sostenendo la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'impugnazione è ammissibile solo se il debitore dimostra un concreto e attuale pregiudizio derivante dall'iscrizione a ruolo. La semplice eccezione di prescrizione, in assenza di un'azione esecutiva, non è sufficiente a fondare l'interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16296/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si basa su una nuova legge (ius superveniens) che limita fortemente i casi di impugnazione estratto di ruolo. La Corte ha chiarito che il ricorso è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'esclusione da appalti pubblici, il blocco di pagamenti o la perdita di benefici, condizioni non provate nel caso di specie. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese e sanzioni.
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Inammissibilità ricorso tardivo: la Cassazione spiega
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo ritenendo la pretesa fiscale decaduta. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello per tardività, basandosi su una presunta ammissione del contribuente stesso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16057/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso del contribuente, sottolineando che l'impugnazione non ha centrato la vera ragione della decisione (ratio decidendi). L'analisi sull'inammissibilità del ricorso tardivo evidenzia l'importanza di contestare specificamente l'interpretazione degli atti processuali da parte del giudice, e non solo i fatti.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito i limiti dell'impugnabilità dell'estratto di ruolo. Applicando una nuova normativa (ius superveniens) anche ai giudizi pendenti, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro delle cartelle esattoriali di cui era venuto a conoscenza tramite l'estratto. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione, da parte del ricorrente, di un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come richiesto dalla nuova legge per poter agire in giudizio.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30341/2025, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo non è ammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale. Applicando una nuova normativa (ius superveniens) anche ai processi in corso, la Corte ha annullato la decisione precedente, dichiarando inammissibile il ricorso originario del contribuente poiché non era stato provato un interesse ad agire qualificato, come la perdita di un beneficio o l'esclusione da appalti pubblici.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava un debito tributario tramite l'impugnazione di un estratto di ruolo. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. La semplice mancata notifica della cartella di pagamento non è sufficiente a giustificare l'azione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo per prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattivamente, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda sul divieto di impugnazione dell'estratto di ruolo, chiudendo il caso senza esaminare la questione della prescrizione e compensando le spese legali a causa della modifica normativa.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per contributi previdenziali prescritti. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il ricorrente non dimostra un pregiudizio specifico e attuale, come previsto tassativamente dalla legge, confermando un orientamento restrittivo.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo?
Una società ha impugnato un avviso di pagamento basato su una cartella esattoriale che sosteneva non fosse mai stata notificata. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, la stessa società ha formalizzato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto di tale volontà, ha dichiarato l'estinzione del processo senza esaminare le questioni di merito. La decisione chiarisce che la rinuncia è un atto unilaterale che conclude definitivamente la lite.
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Insinuazione al passivo del garante: i requisiti
Un Agente della Riscossione vede respinta la propria domanda di ammissione al passivo fallimentare per un credito derivante da una garanzia pubblica. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, sottolineando l'importanza della specificità degli atti processuali. La decisione chiarisce che una domanda di insinuazione al passivo del garante deve essere dettagliata e che un ricorso generico contro una delle plurime ragioni della decisione di merito ne causa l'inammissibilità totale per difetto di interesse.
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Impugnazione estratto di ruolo: il giudicato vince
Un contribuente impugna un estratto di ruolo per prescrizione del debito. Nonostante una nuova norma preveda l'inammissibilità di tale azione, la Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell'ente previdenziale. La ragione risiede nel principio del 'giudicato interno': l'ente non aveva appellato la decisione di primo grado che ammetteva il ricorso, rendendo tale punto definitivo e non più contestabile, neppure alla luce della nuova legge. La decisione finale ha confermato la nullità degli avvisi di addebito per prescrizione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società agricola ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15512/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha chiarito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un concreto e attuale 'interesse ad agire', come un pregiudizio derivante da un'azione esecutiva. In questo caso, tale interesse non è stato provato nei tempi e modi corretti.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un debito fiscale di cui è venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La motivazione si basa sulla recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo solo ai casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio grave e specifico, come l'esclusione da appalti pubblici, cosa non avvenuta nel caso di specie. La decisione è in linea con gli orientamenti delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15307/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla recente normativa che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale (es. esclusione da appalti), requisito non provato nel caso di specie. La sentenza conferma quindi che non basta affermare la mancata notifica per poter agire in giudizio.
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Interesse ad agire: quando impugnare l’estratto di ruolo
Un contribuente ha agito in giudizio per far dichiarare prescritti alcuni debiti contributivi di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica degli avvisi di addebito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che non sussiste l'interesse ad agire per impugnare l'estratto di ruolo se l'ente creditore non ha avviato alcuna azione di riscossione e se il debitore non dimostra un pregiudizio specifico, attuale e concreto, come previsto dalla normativa vigente.
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Impugnazione estratto ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente, dopo aver scoperto diversi debiti fiscali tramite un estratto di ruolo, ha impugnato le relative cartelle esattoriali sostenendo di non averle mai ricevute. Dopo la sconfitta nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso. La decisione si basa su molteplici vizi procedurali dei motivi di appello, tra cui la genericità delle censure, il difetto di autosufficienza e l'introduzione di questioni nuove. La Corte ha inoltre ribadito la validità della notifica delle cartelle effettuata direttamente dall'Agente della Riscossione tramite raccomandata, confermando che l'impugnazione estratto ruolo richiede un'eccezionale precisione formale.
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