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Estratto Di Ruolo

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988 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estratto di ruolo: quando è inammissibile l’impugnazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31714/2024, ha stabilito l'inammissibilità dell'impugnazione diretta di un estratto di ruolo. Un ente previdenziale aveva impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva accolto la domanda di un contribuente volta ad accertare l'inesistenza del debito sulla base del solo estratto. La Suprema Corte, richiamando un principio consolidato delle Sezioni Unite, ha cassato la sentenza e dichiarato la domanda originaria inammissibile, specificando che il contribuente deve attendere la notifica di un atto esecutivo o cautelare successivo per poter far valere le proprie ragioni.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31557/2024, ha ribadito un principio fondamentale: l'impugnazione estratto di ruolo non è ammissibile in assenza di un atto esecutivo concreto. Il caso riguardava un cittadino che aveva contestato un estratto di ruolo per prescrizione, ma il ricorso è stato respinto in tutti i gradi di giudizio per carenza di interesse ad agire. La Corte ha chiarito che il contribuente può tutelarsi solo impugnando atti concreti come un preavviso di fermo o un'iscrizione ipotecaria, non il mero documento informativo che è l'estratto.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una contribuente impugna un estratto di ruolo e, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio solo sulla questione delle spese legali, si rivolge alla Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, dichiara l'impugnazione estratto di ruolo inammissibile fin dall'origine per mancanza di un concreto 'interesse ad agire', annullando le sentenze precedenti. La decisione chiarisce che la semplice conoscenza di un debito tramite estratto di ruolo non è sufficiente per avviare un'azione legale senza dimostrare un pregiudizio concreto.
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Notifica senza firma: valida se c’è il timbro
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento sostenendo la nullità della notifica, poiché l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa non era firmato dall'addetto postale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica senza firma costituisce una mera irregolarità e non un'invalidità, a condizione che l'avvenuta spedizione sia provata dal timbro dell'addetto e dell'ufficio postale.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30834/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Applicando retroattivamente una nuova normativa, la Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto di ruolo non è consentita, in quanto si tratta di un mero documento informativo e non di un atto impositivo. L'azione legale è permessa solo in casi eccezionali in cui si dimostri un pregiudizio concreto, non riscontrato nel caso di specie.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e attuale, requisito assente nel caso di specie.
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Estratto di ruolo: la prova del credito nel fallimento
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la validità probatoria dell'estratto di ruolo per l'ammissione dei crediti tributari nel passivo fallimentare. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una curatela, stabilendo che la semplice mancanza di una firma sull'attestazione di conformità non invalida il documento, a meno che non vi sia una contestazione specifica e circostanziata sulla sua difformità dall'originale informatico. Anche un errore nell'indirizzo PEC di notifica è stato ritenuto sanato dal raggiungimento dello scopo.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a debiti fiscali non notificati che gli impedivano di ricevere un'indennità da un ente pubblico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34546/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha stabilito che, nonostante le nuove norme restrittive, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammissibile se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come il blocco di pagamenti dovuti da una pubblica amministrazione.
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Impugnativa estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società impugnava un estratto di ruolo per contestare una cartella di pagamento mai notificata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in origine, stabilendo che l'impugnativa dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, sussiste una carenza di interesse ad agire che rende l'azione inammissibile.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società di ristorazione ha contestato un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica di alcune cartelle di pagamento e la prescrizione di altre. La Corte di Cassazione, applicando un nuovo orientamento normativo e giurisprudenziale, ha dichiarato l'impugnazione estratto di ruolo inammissibile. La Corte ha stabilito che, in assenza di atti esecutivi o di un pregiudizio concreto e attuale, il contribuente non possiede il necessario "interesse ad agire" per contestare l'estratto di ruolo, anche se la notifica della cartella originaria è invalida.
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Impugnazione estratto di ruolo: l’interesse ad agire
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso iniziale inammissibile. La decisione si fonda sulla mancanza di un "interesse ad agire" concreto da parte del contribuente, poiché l'ente della riscossione non aveva ancora avviato alcuna azione esecutiva. La sentenza chiarisce che la semplice conoscenza di un'iscrizione a ruolo tramite estratto non è sufficiente per avviare un'azione legale, se non si dimostra un pregiudizio attuale e concreto.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso iniziale inammissibile applicando una nuova legge (ius superveniens) che limita l'impugnazione estratto di ruolo. La Corte ha stabilito che, in assenza di atti di riscossione concreti, manca l'interesse ad agire del contribuente, rendendo l'azione legale non proponibile.
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Prova crediti prededucibili: il ruolo non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso di un agente della riscossione, stabilendo principi chiave sulla prova dei crediti prededucibili in ambito fallimentare. La Corte ha chiarito che, per ottenere la prededuzione, non è sufficiente presentare l'estratto di ruolo. Il creditore deve fornire prova rigorosa del nesso funzionale tra il credito e gli scopi della procedura concorsuale. La decisione del giudice di merito sulla valutazione delle prove non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.
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Impugnazione estratto ruolo: interesse ad agire
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla mancanza di 'interesse ad agire', come definito dall'art. 3-bis del D.L. 146/2021. Per l'impugnazione estratto ruolo non è sufficiente la mancata notifica delle cartelle, ma occorre dimostrare un pregiudizio specifico, come l'esclusione da appalti pubblici.
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Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile senza interesse
Una società ha promosso un'azione legale contro l'Amministrazione Finanziaria per contestare un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa con effetto retroattivo, ha dichiarato l'azione inammissibile. La decisione sottolinea che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo in casi specifici, quando il contribuente dimostra un concreto e attuale interesse ad agire, come la necessità di difendersi da un'azione esecutiva imminente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società ha contestato due cartelle esattoriali dopo aver visionato l'estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando recenti principi, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile per la mancata dimostrazione di un concreto "interesse ad agire" nell'impugnazione estratto di ruolo, annullando la sentenza precedente senza rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società ha contestato un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando recenti principi giurisprudenziali, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Per una valida impugnazione estratto di ruolo, infatti, il contribuente deve dimostrare un interesse ad agire concreto e attuale, che non si esaurisce nella semplice conoscenza del debito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata senza rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33456/2024, si è pronunciata sul tema dell'impugnazione dell'estratto di ruolo. Un contribuente, venuto a conoscenza di un debito fiscale solo tramite un estratto di ruolo, aveva impugnato l'atto sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. I giudici di merito avevano dichiarato il ricorso inammissibile. La Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando l'inammissibilità. La Corte ha basato la sua decisione su una recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973) che limita fortemente i casi in cui è possibile l'impugnazione dell'estratto di ruolo, richiedendo la prova di un concreto e attuale 'interesse ad agire' che, nel caso di specie, non è stato dimostrato.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società contribuente ha scoperto un debito fiscale tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. Sebbene i giudici di merito le avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. In applicazione di un recente principio giurisprudenziale, l'impugnazione estratto di ruolo è stata dichiarata inammissibile perché il contribuente non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla mancata notifica, requisito ora indispensabile per agire in giudizio.
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Impugnazione estratto di ruolo: l’interesse ad agire
Una contribuente ha contestato alcuni debiti fiscali tramite l'impugnazione di un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla mancanza di prova dell'"interesse ad agire", un requisito fondamentale per avviare un'azione legale. Secondo i giudici, non è sufficiente la mancata notifica della cartella per giustificare l'impugnazione dell'estratto di ruolo; il contribuente deve dimostrare un pregiudizio concreto e attuale, come l'avvio di procedure esecutive.
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