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Estratto Di Ruolo

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988 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Impugnazione estratto ruolo: interesse concreto è chiave
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio specifico, diretto e concreto. Un interesse generico, come la partecipazione a future gare pubbliche, non è sufficiente. La Corte ha rigettato la richiesta di revocazione di una società, chiarendo che la valutazione della prova non costituisce un errore di fatto, ma un errore di giudizio non soggetto a revocazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo per presunta mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione principale è che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il ricorrente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare pubbliche. In questo caso, tale pregiudizio è stato eccepito per la prima volta in Cassazione, risultando quindi un motivo nuovo e non esaminabile.
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Estratto di ruolo: basta per l’insinuazione al passivo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di procedure concorsuali e crediti tributari. Ha confermato che, ai fini dell'insinuazione allo stato passivo di una liquidazione giudiziale, l'Agente della riscossione può limitarsi a depositare l'estratto di ruolo, senza dover provare la preventiva notifica della cartella di pagamento. In caso di contestazione da parte del curatore, il credito viene ammesso con riserva, e la controversia sulla sua fondatezza deve essere risolta dinanzi al giudice tributario. La Corte ha tuttavia cassato la decisione del tribunale per omessa pronuncia sulle eccezioni di prescrizione sollevate dalla curatela.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo per cartelle di pagamento mai notificate. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattivamente, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto dall'iscrizione a ruolo, un requisito non soddisfatto nel caso di specie.
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Estratto di ruolo: quando è inammissibile l’impugnazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31917/2025, ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come previsto dalla riforma del 2021. La semplice scoperta del debito tramite l'estratto non è sufficiente per agire in giudizio, mancando l'interesse ad agire. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito senza rinvio, chiudendo il caso.
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Ultrapetizione: quando il giudice decide troppo
Un cittadino si opponeva a un debito contributivo del 2008 chiedendone la prescrizione. La Corte d'Appello, però, dichiarava prescritti anche debiti relativi ad altri anni non contestati. La Cassazione ha annullato questa decisione per vizio di ultrapetizione, stabilendo che il giudice non può pronunciarsi oltre i limiti della domanda presentata, riaffermando il principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Estratto di ruolo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro una società. Il caso riguardava un'opposizione a un estratto di ruolo per contributi non versati. La Corte ha stabilito che la valutazione delle prove documentali, come le notifiche degli atti, rientra nel libero apprezzamento del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Di conseguenza, la decisione d'appello che aveva dichiarato la prescrizione dei crediti per mancata prova della notifica è stata confermata in via indiretta, rendendo il ricorso inammissibile.
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Impugnazione estratto di ruolo: nuove regole retroattive
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce la retroattività della norma che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Il caso riguardava una contribuente che aveva contestato debiti previdenziali prescritti. La Corte ha chiarito che, se la cartella di pagamento originaria è stata regolarmente notificata, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile, applicando questo principio anche ai giudizi in corso al momento dell'entrata in vigore della nuova legge.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Una contribuente contesta un estratto di ruolo per omessa notifica della cartella. Dopo due gradi di giudizio favorevoli, la Cassazione ribalta la decisione. Applicando una nuova legge (jus superveniens), la Corte dichiara inammissibile l'originaria impugnazione estratto di ruolo per carenza di un concreto interesse ad agire, assorbendo ogni altra questione.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27756/2024, ha chiarito i limiti dell'impugnazione estratto di ruolo alla luce della nuova normativa (ius superveniens). Il ricorso di una società è stato dichiarato inammissibile perché non è stato dimostrato un pregiudizio specifico e concreto, come richiesto dalla legge per poter agire in giudizio. La decisione si applica anche ai processi già in corso.
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Notifica atto presupposto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di una corte tributaria regionale che aveva ignorato la doglianza di un contribuente riguardo alla mancata notifica di un atto presupposto. Secondo la Corte, il giudice di merito ha l'obbligo di pronunciarsi su questo specifico punto, in quanto la validità della cartella esattoriale dipende dalla corretta notifica di tutti gli atti precedenti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo relativo a cartelle di pagamento che sosteneva non le fossero mai state notificate. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza ribadisce che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto o di riscuotere crediti dalla P.A., come previsto dalla normativa vigente. In assenza di tale prova, l'azione legale non è ammissibile.
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Notifica invalida atto impositivo: Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo, lamentando una notifica invalida dell'atto impositivo. La Corte di Cassazione, valorizzando un giudicato interno sull'ammissibilità del ricorso, ha accolto la sua tesi. È stato chiarito che la scoperta dell'atto attraverso un documento successivo, come l'estratto di ruolo, non sana il difetto di notifica originale. La sanatoria avviene solo con un'impugnazione diretta e tempestiva dell'atto presupposto. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: le nuove regole
Una società, cancellata dal registro imprese e successivamente dichiarata fallita, ha contestato degli avvisi di pagamento tramite l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Le corti di merito hanno dichiarato l'appello inammissibile. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato il caso a una pubblica udienza. L'obiettivo è approfondire la portata della nuova normativa (d.lgs. 110/2024), che amplia le possibilità di impugnazione dell'estratto di ruolo, e stabilire se sia applicabile ai giudizi già in corso.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26575/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla mancanza di "interesse ad agire", poiché la normativa vigente consente l'impugnazione estratto di ruolo solo in presenza di uno specifico e dimostrato pregiudizio, assente nel caso di specie. L'ordinanza ribadisce la legittimità delle limitazioni introdotte dall'art. 3-bis del D.L. 146/2021.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
La Corte di Cassazione, con ordinanza 26067/2024, ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale. Applicando la novella legislativa (art. 12, c. 4-bis, DPR 602/1973), la Corte ha ribaltato la decisione di merito, chiarendo che l'azione diretta contro l'estratto è permessa solo in casi tassativi, come il rischio di esclusione da appalti pubblici. Nel caso di specie, mancando tale prova, il ricorso originario è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse ad agire.
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Notifica ex legale rappresentante: quando è nulla?
La Cassazione ha confermato la nullità di un estratto di ruolo notificato a un ex legale rappresentante per un debito tributario della società liquidata. La notifica ex legale rappresentante non è sufficiente per imputare personalmente il debito, essendo necessario un accertamento specifico sulla sua responsabilità personale, che nel caso di specie mancava.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente avvia un'azione legale dopo aver scoperto un debito tramite un estratto di ruolo, sostenendo la prescrizione del credito per mancata notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), dichiara l'azione inammissibile. La Corte stabilisce che la semplice conoscenza del debito tramite l'impugnazione estratto di ruolo non è sufficiente a fondare un interesse ad agire. È necessario un pregiudizio specifico e concreto per il contribuente, che giustifichi un'azione giudiziaria 'anticipata'. Di conseguenza, la Corte cassa le precedenti sentenze senza rinvio, chiudendo il caso.
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Ricorso inammissibile: l’onere di allegazione in Cassazione
Una contribuente si opponeva a una cartella di pagamento per multe stradali, sostenendo la prescrizione del credito. Dopo la sconfitta in appello, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma per un vizio di forma: la ricorrente non aveva trascritto né indicato con precisione i documenti essenziali (cartella e intimazione di pagamento) su cui si fondava la sua doglianza, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e inammissibilità
Una contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a un debito fiscale, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si basa su una recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri di subire un pregiudizio specifico e concreto, come l'esclusione da appalti pubblici. Questa regola, ha chiarito la Corte, si applica anche ai giudizi già in corso.
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