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Estinzione Del Giudizio — Anno 2025

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1113 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione, con un decreto presidenziale, ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'appellante, regolarmente accettata dalle controparti. La decisione, fondata sugli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, conferma che l'atto di rinuncia possedeva tutti i requisiti legali. Il provvedimento non si è pronunciato sulle spese del giudizio.
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Estinzione ricorso per silenzio: le conseguenze
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia del ricorrente a seguito di una proposta di definizione del giudizio. La mancata richiesta di decisione entro 40 giorni comporta la presunzione di rinuncia e la conseguente estinzione del ricorso per silenzio, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: mancata opposizione e costi
Un lavoratore ricorre in Cassazione contro una grande azienda di servizi. La Corte, a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente dopo la proposta di definizione del giudizio, dichiara l'estinzione del giudizio. Il decreto stabilisce che la parte ricorrente, pur ammessa al gratuito patrocinio, debba pagare le spese legali alla controparte, poiché il beneficio non copre i costi della parte vittoriosa.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un istituto di credito ha presentato una rinuncia al ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti degli artt. 390 e 391 c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio con decreto, senza disporre sulle spese data la mancata costituzione della controparte.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Il decreto analizza un caso di estinzione del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione. A seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della contestuale accettazione della controparte, la Corte ha dichiarato estinto il procedimento, senza pronunciarsi sulle spese. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile, evidenziando come l'accordo tra le parti ponga fine alla controversia in modo definitivo.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha formulato una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Poiché la società ricorrente non ha chiesto una decisione sul ricorso entro il termine di 40 giorni, il suo silenzio è stato interpretato come una rinuncia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte della società ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta del relatore. Tale inerzia, secondo l'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la società è stata condannata al pagamento delle spese legali in favore della controparte.
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Estinzione giudizio Cassazione: silenzio e rinuncia
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla proposta definitoria. Questo silenzio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, portando all'estinzione del giudizio Cassazione. Non sono state liquidate le spese legali in quanto la controparte non ha svolto attività difensiva.
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Estinzione giudizio Cassazione: silenzio vale rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario perché il ricorrente non ha risposto entro 40 giorni alla proposta di definizione. Questo silenzio, secondo l'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, il processo si è concluso e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali. Questo caso evidenzia l'importanza di una gestione attiva dei termini processuali per evitare l'estinzione giudizio Cassazione.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di un ricorso tributario. La decisione si basa sulla mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla comunicazione di una proposta di definizione accelerata. Tale inerzia, secondo l'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia tacita al ricorso, portando alla sua conclusione anticipata senza una pronuncia nel merito.
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Estinzione giudizio tributario: niente doppio contributo
Un contribuente, dopo aver impugnato una cartella di pagamento e aver perso in appello, ricorre in Cassazione. Successivamente, decide di rinunciare al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio tributario, chiarendo un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del giudizio: silenzio dopo proposta 380-bis
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di 40 giorni. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per tacita rinuncia, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore delle controparti.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Commissione Tributaria. A seguito di una proposta di definizione del giudizio da parte della Corte, la società non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, assimilando il silenzio a una rinuncia. La sentenza impugnata è diventata definitiva e la società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione giudizio Cassazione per inerzia del fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a causa dell'inerzia dell'Agenzia delle Entrate. L'Agenzia, dopo aver proposto ricorso, non ha chiesto una decisione entro 40 giorni dalla ricezione della proposta di definizione. Questa inazione ha portato alla presunzione di rinuncia al ricorso. Di conseguenza, il procedimento si è concluso con l'estinzione del giudizio di Cassazione e la condanna dell'ente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in un caso tributario. Un contribuente, dopo aver presentato ricorso, non ha dato seguito alla proposta di definizione del giudizio formulata dalla Corte entro il termine di 40 giorni. Tale silenzio è stato interpretato come una rinuncia tacita al ricorso, comportando l'estinzione del giudizio e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio assenso
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce che il mancato riscontro da parte del ricorrente alla proposta di definizione del giudizio, entro il termine di quaranta giorni, equivale a una rinuncia al ricorso. Questa inerzia processuale comporta l'estinzione del giudizio e la condanna al pagamento delle spese legali a favore della controparte, in questo caso l'Amministrazione Finanziaria.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di Cassazione
Un gruppo di dipendenti pubblici ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, un Ministero, per ottenere un inquadramento superiore. Dopo aver perso in primo e secondo grado, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Successivamente, hanno deciso di effettuare una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la sentenza d'appello e decidendo per la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: spese legali e conseguenze
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Nel caso specifico, una ricorrente ha ritirato il proprio appello, portando all'estinzione del giudizio. Poiché la controparte non ha accettato la rinuncia, la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento di tutte le spese legali, sottolineando le implicazioni economiche di tale atto processuale.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio che costa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro il termine di quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione agevolata del ricorso. Tale inerzia, secondo la Corte, equivale a una rinuncia tacita al ricorso, comportando l'estinzione giudizio Cassazione ai sensi degli artt. 380-bis e 391 c.p.c. Non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese, data l'assenza di attività difensiva da parte degli intimati.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione giudizio Cassazione a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla proposta di definizione. Tale inerzia viene interpretata come rinuncia al ricorso, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
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