L'Imputato è stato condannato per la detenzione di arma clandestina, nello specifico una carabina ad aria compressa acquistata online da un sito spagnolo. L'arma aveva una potenza di 18,8 joule (superiore al limite di 7,5 joule per la libera vendita) ed era priva dei marchi identificativi richiesti dalla legge italiana. L'Imputato ha sostenuto di aver agito in buona fede, ritenendo di aver acquistato un'arma di potenza inferiore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno evidenziato che il sito web mostrava chiaramente la potenza e il prezzo differente del modello scelto. Inoltre, l'Imputato, essendo un esperto del settore, avrebbe dovuto verificare le caratteristiche dell'arma al momento della consegna.
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