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Effetto Ex Nunc

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'da ora in poi'. Indica che un atto giuridico produce i suoi effetti solo per il futuro, senza modificare le situazioni passate.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fallimento del socio palese: la donazione resta inefficace
Il Tribunale dichiara il fallimento di una societa di persone e del suo socio illimitatamente responsabile. Il curatore apprende due immobili donati dal socio alla figlia nel biennio precedente. Successivamente, la Corte d'Appello revoca il fallimento del socio per un vizio di notifica. Il curatore richiede e ottiene una nuova dichiarazione di fallimento. La figlia del socio propone ricorso sostenendo che la donazione sia antecedente di oltre due anni rispetto alla seconda sentenza. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma la legittimita dell'apprensione dei beni. Nel fallimento del socio palese, gli effetti della nuova sentenza retroagiscono sempre alla data del fallimento della societa.
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Imposta di successione: no alla deduzione del debito post-mortem
Gli Eredi di un investitore chiedevano la deduzione dall'asse ereditario di un ingente debito derivante da un'opzione di vendita di azioni (opzione put) esercitata da una banca nove giorni dopo la morte del familiare. L'Agenzia delle Entrate negava l'agevolazione, ritenendo il debito inesistente al momento del decesso. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero dell'imposta di successione. I giudici hanno stabilito che i debiti ereditari sono deducibili solo se certi, liquidi ed esistenti alla data di apertura della successione. Poiché l'opzione è stata esercitata dopo la morte, il debito non era ancora sorto nel patrimonio del defunto, rappresentando una mera aspettativa condizionata. Di conseguenza, gli eredi perdono il ricorso e devono pagare le spese di giudizio.
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Validità del contratto bancario senza firma: decide la Cassazione
Una società di recupero crediti ha impugnato la decisione che dichiarava nullo un debito bancario garantito, a causa della mancanza della firma della banca sui contratti di conto corrente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla validità del contratto bancario. I giudici hanno chiarito che il requisito della forma scritta è soddisfatto anche se il documento è firmato solo dal cliente, purché a quest'ultimo sia stata consegnata una copia e la banca abbia dato esecuzione al rapporto. Il consenso dell'istituto di credito può infatti desumersi da comportamenti concludenti, come l'invio degli estratti conto e la gestione del conto stesso. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Interpretazione del contratto: quando la postilla cancella il debito
Un venditore di quote societarie chiedeva la risoluzione del contratto per il mancato pagamento del prezzo da parte degli acquirenti. Gli acquirenti sostenevano che un successivo accordo, contenente una postilla di manleva, avesse estinto il debito originario sostituendolo con un nuovo affare immobiliare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del venditore, confermando che l'interpretazione del contratto non deve limitarsi al solo significato letterale delle parole, ma deve considerare il comportamento complessivo delle parti e la reale intenzione pratica dell'accordo. Lo scioglimento del successivo affare immobiliare a causa del fallimento della società non ha fatto venir meno l'effetto estintivo del debito originario, poiché i due contratti erano distinti e autonomi. Di conseguenza, gli acquirenti delle quote sono stati liberati dal pagamento del prezzo originario e il venditore ha perso la causa.
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Compensazione nel contratto di appalto: i rischi del fallimento
Una società committente ha impugnato il decreto ingiuntivo ottenuto da un'impresa appaltatrice, poi fallita, per il pagamento di rate relative alla costruzione di tre imbarcazioni. La committente invocava la compensazione nel contratto di appalto sulla base di un credito acquistato da terzi. La Corte d'Appello ha confermato la condanna al pagamento, ritenendo inammissibile l'eccezione di compensazione poiché l'appellante non aveva contestato specificamente il riconoscimento di debito operato in primo grado. La Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che lo scioglimento del contratto per fallimento non estingue il diritto al corrispettivo per le opere già realizzate e confermando il rigore formale richiesto per i motivi di appello.
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Gratuito patrocinio: retroattività e diritto di agire
La Corte di Cassazione stabilisce che il beneficio del gratuito patrocinio, se concesso dal magistrato dopo un iniziale diniego del Consiglio dell'Ordine, ha effetto retroattivo dalla data della prima istanza. La sentenza chiarisce inoltre che la parte ammessa ha pieno diritto di impugnare il provvedimento che ne limiti la decorrenza temporale, poiché il beneficio non copre solo le spese legali ma anche altri costi processuali.
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Riclassificazione INPS: quando non è retroattiva
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la riclassificazione INPS di un'azienda dal settore agricolo a quello industriale non ha effetto retroattivo. La variazione decorre solo dalla data di notifica del provvedimento, salvaguardando così i diritti previdenziali già maturati dai lavoratori, a meno che l'inquadramento iniziale non sia derivato da dichiarazioni false del datore di lavoro.
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