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Eadem Ratio

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'medesima ragione' o 'stesso fondamento logico'. In diritto, si usa per giustificare l'applicazione di una norma a un caso non previsto, se questo condivide la stessa logica del caso previsto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Proroga Trattenimento Straniero: Cassazione Limita Detenzione Senza Prove Concrete
Un cittadino straniero, trattenuto in un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR), ha contestato la seconda proroga del trattenimento straniero. Il ricorrente sosteneva che la quarantena Covid-19 subita fosse già una limitazione della libertà personale, rendendo illegittimi i successivi provvedimenti. La Cassazione ha chiarito che la quarantena Covid-19 limita la libertà di circolazione (Art. 16 Cost.), non la libertà personale (Art. 13 Cost.), e non richiede convalida giudiziaria. Tuttavia, la Corte ha accolto il motivo relativo alla seconda proroga, stabilendo che per le proroghe successive alla prima sono necessari "elementi concreti" che rendano probabile l'identificazione o il rimpatrio. La mera non collaborazione dello straniero non basta. Il decreto di proroga è stato cassato senza rinvio, accogliendo il ricorso del cittadino straniero.
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Postergazione finanziamento soci nelle cooperative in crisi
Una Società Socia ha richiesto l'ammissione al passivo di una Cooperativa in Liquidazione per finanziamenti erogati e per crediti commerciali derivanti da vendite con lunghi rinvii di pagamento. Il Tribunale ha applicato la postergazione finanziamento soci collocando tali crediti dopo i creditori ordinari. La Corte di Cassazione ha cassato il decreto precisando che la postergazione finanziamento soci prevista per le s.r.l. si applica alle cooperative solo se l'assetto organizzativo concreto assicura al socio un potere informativo analogo a quello previsto per le s.r.l. Non basta la mera conoscenza della crisi, ma occorre verificare la struttura societaria. Le dilazioni commerciali anomale possono integrare finanziamenti atipici postergabili. La causa torna al Tribunale per un nuovo esame dell'organizzazione concreta della cooperativa.
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IMU su bene comunale: l’azienda in concessione paga, non il Comune
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione della soggettività passiva IMU del concessionario di un bene pubblico. Un'azienda aveva ricevuto in concessione un terreno dal Comune, appartenente al patrimonio indisponibile, e vi aveva edificato un fabbricato. Il Comune ha poi richiesto il pagamento dell'IMU. L'azienda si opponeva, sostenendo di non essere la proprietaria. La Corte ha dato torto all'azienda, stabilendo che la legge individua chiaramente nel concessionario il soggetto obbligato al pagamento dell'imposta. Il presupposto non è la proprietà, ma il godimento del bene garantito dalla concessione. Chi utilizza il bene pubblico ne paga le imposte.
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IMU su suolo pubblico: l’Azienda paga anche se non è proprietaria
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione sulla soggettività passiva IMU del concessionario. Un'azienda, che aveva costruito un immobile su un terreno comunale ricevuto in concessione, si opponeva al pagamento dell'IMU sostenendo di non essere proprietaria dell'edificio. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: ai fini IMU, il soggetto tenuto a pagare è il concessionario del bene pubblico, a prescindere dalla titolarità formale della proprietà. Ciò che conta è il godimento e l'utilizzo del bene garantiti dalla concessione. La regola si applica non solo ai beni demaniali ma anche a quelli del patrimonio indisponibile del Comune.
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ICI su bene pubblico: paga il concessionario, non il Comune
Una società costruisce un fabbricato su un terreno comunale ricevuto in concessione, compreso nel patrimonio indisponibile dell'ente. Il Comune le notifica un avviso di accertamento per l'ICI non versata. La società si oppone, sostenendo che il proprietario è il Comune. La Corte di Cassazione stabilisce un principio chiaro sulla soggettività passiva ICI del concessionario: chi ha la concessione di un bene pubblico, sia esso demaniale o patrimoniale indisponibile, è l'unico soggetto tenuto al pagamento dell'imposta. La natura del diritto (reale o obbligatorio) è irrilevante. La Corte rigetta il ricorso della società, che quindi deve pagare l'imposta.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi nuovi e tardivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione di un imputato condannato per riciclaggio. La decisione si fonda su due principi cardine: il divieto di presentare motivi non dedotti in appello e la non ammissibilità di censure meramente ripetitive. La Corte ha inoltre confermato che il reato di riciclaggio può concorrere con quello di contraffazione, respingendo la tesi dell'assorbimento.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19019/2024, chiarisce i limiti di ammissibilità del ricorso avverso una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'ordinanza dichiara inammissibili due ricorsi: il primo perché riproponeva motivi già valutati per un'altra attenuante, il secondo perché le doglianze sul calcolo della pena non rientravano tra i vizi deducibili in sede di legittimità dopo un accordo sulla pena.
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Ordine di demolizione: sanzione penale o no? Cassazione
La Corte di Cassazione conferma che l'ordine di demolizione per abusi edilizi ha natura di sanzione amministrativa e non penale. Pertanto, non è soggetto alla prescrizione prevista per le pene detentive o pecuniarie. La sua finalità è ripristinare il territorio e non punire il reo, rendendolo un'obbligazione reale che non si estingue nel tempo.
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Falsificazione assegno circolare: non è più reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12962/2024, ha stabilito che la falsificazione di un assegno circolare non costituisce più reato. La Corte ha annullato una condanna per falso, riconducendo il fatto a un mero illecito civile, sulla base della natura non trasferibile del titolo. La condanna per il reato di truffa è stata invece confermata, con una rideterminazione della pena. La sentenza chiarisce l'impatto della depenalizzazione sulla falsificazione assegno circolare.
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Improcedibilità ricorsi fallimentari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di fallimento, stabilendo che la norma sull'improcedibilità dei ricorsi fallimentari, introdotta durante l'emergenza pandemica, deve essere interpretata restrittivamente. L'eccezione prevista per le istanze del Pubblico Ministero non poteva essere applicata per analogia a casi non espressamente contemplati, rendendo il ricorso originario improcedibile fin dall'inizio.
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Concordato in appello e assenza: quando è valida?
Due imputati ricorrono contro una sentenza della Corte d'Appello che applicava un concordato in appello. Uno degli imputati, detenuto, lamentava la mancata posticipazione dell'udienza nonostante un legittimo impedimento a comparire. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del co-imputato per carenza di interesse e ha rigettato quello dell'imputato detenuto. La Corte ha stabilito che la procura speciale per il concordato in appello implica un consenso implicito a procedere in assenza, a meno che l'imputato non chieda espressamente di essere sentito.
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Diniego definizione agevolata: a chi spetta decidere?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento e il diniego di una definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha respinto entrambi i ricorsi, chiarendo che la richiesta di definizione agevolata deve avere ad oggetto l'atto impositivo originario, non l'atto di riscossione provvisoria successivo. La competenza a decidere sul diniego spetta all'ufficio che ha emesso l'accertamento iniziale.
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IMU concessionario: quando paga l’associazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'associazione sportiva, in qualità di IMU concessionario di un bene del patrimonio pubblico indisponibile, è tenuta al pagamento dell'imposta al pari di un concessionario di bene demaniale. La Corte ha inoltre negato l'esenzione fiscale, rilevando che le attività svolte (corsi a pagamento, tornei, pubblicità) avevano natura commerciale e non meramente simbolica, superando così i requisiti per essere considerate non lucrative. La sentenza chiarisce che lo status di ente non commerciale deve essere verificato nei fatti, anno per anno.
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